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Servizio idrico, entro il 30 giugno si conta di dare vita alla società provinciale unica

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La tempistica è ambiziosa: chiudere la partita entro il 30 giugno di quest’anno e dare vita alla società unica provinciale per la gestione del servizio idrico. E’ la cosiddetta fusione delle ‘sette sorelle’ (sei in realtà, perché Casalmaggiore non deve essere conteggiata) di cui si parla da parecchio tempo.
Un passo fondamentale in vista della costituzione della società unica è stato compiuto questo pomeriggio. In amministrazione provinciale, convocati dal presidente Salini, si sono incontrati i presidenti delle società che gestiscono l’idrico nel cremonese: Padania Acque, Aem Spa, Scrp Crema, Asm Castelleone, Apes Pandino, Aspm Soresina.
In questa sede, i presidenti delle sei società hanno presentato a Salini il documento programmatico per la costituzione della società unica.
“Non verrà costituito un nuovo soggetto – ha spiegato al termine dell’incontro Ercole barbati, Padania Acque -, semplicemente verrà utilizzata Padania Acque come contenitore dove confluiranno i rami gestionali delle società che gestiscono l’idrico nel cremonese”.
Il documento programmatico, sottoscritto e condiviso dai presidenti delle sei società, è stato quindi consegnato al presidente Salini, al presidente dell’Atto di Cremona e al presidente della conferenza dei sindaci cremonesi. Nelle prossime settimane dovrà essere sottoposto all’approvazione della Provincia e dei soci delle società (nel caso di Padania, 107 sindaci).
Entro il 30 giugno si conta di concludere il percorso. Rispetto alla partita, tuttora aperta, per l’affidamento della gestione del servizio idrico, la fusione delle società non preclude alcuna opzione. Lo assicura Barbato: “Questo soggetto non preclude nessuna strada: si tratta di un soggetto pubblico partecipato da società pubblica. Se poi l’assemblea dei sindaci dovesse decidere di andare a gara (accogliendo, cioè, la proposta della Provincia per la società mista; ndr), la società unica sarà già il portatore pubblico (al quale si affiancherebbe il privato; ndr)”.
L’input per la fusione è stato dato dall’amministrazione provinciale, ma il lavoro sfociato poi nel documento programmatico è stato svolto dalle singole società. “A questo proposito – conclude Barbati – esprimo soddisfazione per il lavoro svolto. Un lavoro all’insegna della serietà e al quale tutti i presidenti hanno collaborato in modo professionale”.

 

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