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Consumi di gas in aumento del 25% Un migliaio di chiamate per tubature dell'acqua ghiacciate Nelle aziende agricole, l'assedio del gelo

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Con il grande freddo, consumi di gas in forte crescita. LineaPiù, fornitore di energia elettrica e gas in tutta la provincia, ha registrato in queste ore un aumento medio del 25% rispetto a quindici giorni fa. Ad allungare i valori soprattutto condomini e case autonome. «Nonostante l’aumento, non c’è nessuna preoccupazione per gli utenti domestici – assicura il Direttore Generale di LineaPiù Pier Ezio Ghezzi -. La situazione italiana e quella della filiera garantiscono che non si verificheranno mancanze di gas nei tubi».
A livello nazionale, confortano le notizie dell’avvio della fase due dell’emergenza deciso dal Comitato emergenza gas, riunitosi al ministero dello Sviluppo. Verranno messe in esercizio le centrali elettriche ad olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico. Una buona notizia vista la situazione dell’Italia, che per la sua energia dipende al 90% dall’estero e che copre il 40% dei suoi bisogni civili e industriali con il gas naturale (un altro 40% è petrolio, cosa che di certo non rassicura).
«A livello nazionale – ha spiegato Ghezzi – è stato fatto un accordo con i clienti industriali, compresi quelli di LineaPiù. In momenti di crisi, è stato chiesto loro di diminuire i consumi in cambio di benefici economici. Anche sul nostro territorio LinePiù ha inviato richieste a circa qualche centinaio di clienti industriali. In pochi hanno risposto affermativamente, ma il rischio energetico non c’è comunque. La nostra capacità di stoccaggio, infatti, è ampia: stiamo utilizzando il surplus di gas accumulato nei pozzi proprio per questi periodi di crisi».

 
TUBATURE GHIACCIATE, BOOM DI CHIAMATE IN TUTTA LA PROVINCIA
Con le temperature così basse, a risentirne sono le tubature dell’acqua. Da sabato alla sola Padania Acque, una delle realtà operative nel settore dei servizi acqua e depurazione nel territorio della provincia di Cremona, sono arrivate ben 650 segnalazioni e richieste di intervento. Un numero che è destinato a salire viste le previsioni di ulteriore abbassamento dei termometri. Nel territorio, si stimano, dunque, almeno un migliaio di telefonate in tutto alle varie ditte di gestione. Squadre al lavoro per ripristinare il corretto funzionamento dei tubi, con un occhio privilegiato per le emergenze (perdite cospicue e acqua in strada). Il consiglio dei tecnici, quello di coprire i contatori dell’acqua esterni o comunque esposti al gelo con materiali isolanti per evitare che ghiaccino e che si fermi l’erogazione dell’acqua alle abitazioni. Un altro accorgimento utile è quello di lasciare aperto al minimo almeno un rubinetto di casa: in questo modo la circolazione dell’acqua nelle tubature non si interrompe e si evita così che gelino. Nel caso di contattore ghiacciato, i tecnici consigliano di scaldarlo col phon, lasciando il rubinetto leggermente aperto per ripristinare il servizio.

 

 

Gelo nelle stalle (Coldiretti)

IL GELO NELLE STALLE
In questi giorni – spiega la Coldiretti Lombardia – le aziende agricole stanno combattendo contro il gelo che blocca le tubature dell’acqua e rende inutilizzabili gli abbeveratoi, mentre stalattiti di ghiaccio scendono dai bordi delle tettoie e i vitellini più piccoli vengono protetti con paglia asciutta e lampade a luce tiepida. Intanto – aggiunge la Coldiretti Lombardia – negli allevamenti al chiuso le caldaie restano accese a ciclo continuo per fermare l’assalto del gelo siberiano. Situazione resa ancora più dura – conclude Coldiretti Lombardia – dal fatto che in piena campagna le temperature sono di solito anche di due o tre gradi inferiori rispetto alle città.
“Da anni non affrontavamo un freddo simile – spiega Anna Magnani, che a Pizzighettone, in provincia di Cremona, segue un allevamento con 300 mucche -. Le bacinelle dove gli animali bevono gelano in continuazione. Da parte nostra è un andirivieni per sgelare le condutture: ma ogni mezzora siamo punto a capo. Proteggiamo i vitellini in tutti i modi: abbiamo preparato delle cuccette con paglia asciutta, abbiamo le lampade che danno calore e le cuccette sono il più possibile ovattate, protette, per garantire che i piccoli non soffrano troppo il freddo”.
E il figlio Gianluca aggiunge: “Al mattino i trattori faticano a partire. In sala mungitura, per garantire una temperatura accettabile per le vacche, abbiamo dei soffioni che sparano il caldo. Tutti i costi, naturalmente, aumentano: gli impianti di riscaldamento che vanno a pieno regime, il costo del carburante, i trattori lasciati accesi più a lungo per scaldarli. Poi ci sono anche i costi per l’alimentazione degli animali: i prezzi del fieno e del resto del foraggio in questi giorni sono già aumentati, visto che l’approvvigionamento è più difficile”.

 

 

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