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L'Ecomuseo di Isola Dovarese recupera le case dei contadini Visite e laboratori per il Carnevale

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“Dormire, riposare, vegliare: trascorrere la notte in cascina”, un viaggio nella memoria per ritrovare i ritmi delle buie giornate invernali dei contadini, scanditi dal canto del gallo all’alba e dal rintocco delle campane al tramonto. E la notte? La notte in cascina  iniziava quando il sole era calato e la luce della candela, del fuoco o ancora di una lampada a petrolio permettevano di allungare la giornata. Finita la cena, e magari dopo un’ora passata nella stalla al caldo e in compagnia degli altri abitanti della cascina –  a fa filoss – cominciava il riposo. Il letto dei bracciante era posizionato su un’ intelaiatura di assi di legno sul quale erano sistemati due sacchi, riempiti di piume o di foglie di mais – i scartos – e ricoperti da ruvide lenzuola di lino o di canapa tessute in casa. Più curata la camera da letto del possidente: letto di buona fattura, una toilette per lavarsi il viso,  uno o due comò per la biancheria, lampade a petrolio, lenzuola di lino ricamate, materassi e cuscini di lana. Il bergamino invece dormiva nella stalla, in un letto di fortuna,  perché doveva vegliare il parto nel corso della notte. Diverse ambientazioni recuperate e ricostruite  negli spazi delle case dei contadini della cascina “Concessione” (via Cairoli 32), sede dell’Ecomuseo della valle Oglio-Chiese, in occasione del “Carnevale del Quinto Quarto” che si terrà il 17, 18 e 19 febbraio. La mostra sarà visitabile sabato e domenica a partire dalle 14,30 con la possibilità di effettuare visite guidate accompagnati dai volontari dell’Ecomuseo. Sono in programma anche i laboratori del pane, a cura del fornaio Lidio Priori, rivolti ai bambini della scuola primaria.

Gli allestimenti realizzati nelle case dei contadini dell’Ecomuseo sono dunque parte del “Carnevale del Quinto Quarto”, promosso dalla Pro loco di Isola Dovarese e giunto alla quattordicesima edizione, una grande festa in cascina che riprende la cultura del mondo contadino con il recupero dei piatti semplici realizzati con le parti povere del maiale, appunto il quinto quarto: fegato e cipolle, lingua brasata, piedini e costine di maiale accompagnati da polenta abbrustolita.

Il programma della festa prevede per venerdì 17 febbraio alle 21 la commedia dialettale “Vuriise béen l’è ‘nà béla ròba”, presentata dal gruppo “I malgiost” di Sospiro; per sabato 18 febbraio dalle 19 la cena nella stalla con i piatti cucinati con le parti povere del maiale, accompagnata dai canti popolari di Ivan Urbani e Delio Chittò. Sii riprende domenica 19, a partire dalle 12, con il pranzo nella stalla, mentre alle 13, 30 si tiene invece il laboratorio “Dal maiale al salame” il lavoro del norcino,  alle 14, 30 è previsto lo spettacolo di Felice Fanfarone e alle 15 la tombolata dell’Auser Il “Carnevale del Quinto Quarto” si chiude con la cena a partire dalle 19.

 

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