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XX Giornata mondiale del malato, il Vescovo a Cremona Solidale

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Sabato 11 febbraio, nella memoria liturgica della Madonna di Lourdes, ricorre la XX Giornata mondiale del malato. In diocesi di Cremona la ricorrenza sarà anticipata a venerdì 10 febbraio: nell’occasione il vescovo Dante Lafranconi presiederà la Messa presso Cremona Solidale, il centro geriatrico “Soldi” di via Brescia 207, a Cremona.

L’appuntamento, di carattere diocesano, è promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della sanità diretto da don Maurizio Lucini. L’incontro vedrà in particolare la partecipazione degli ospiti della struttura insieme al personale sanitario, i dirigenti e i volontari, oltre a familiari e quanti – in particolare anziani e infermi – volessero unirsi alla celebrazione. Presenti anche i volontari dell’UNITALSI che garantiranno l’assistenza ai malati.

Alle 15.30 è prevista la recita del Rosario, cui seguirà la Messa. Insieme al Vescovo concelebreranno il cappellano di Cremona Solidale don Goffredo Crema, don Maurizio Lucini, don Franco Morandi e alcuni altri sacerdoti impegnati in questo delicato settore.

«La festa del malato – sottolinea don Lucini – non è una parentesi all’interno della vasta azione pastorale della Chiesa cremonese, ma il punto di approdo e di partenza per una riflessione, illuminata dalla fede, su tematiche relative alla salute, alla malattia, al dolore, alla vecchiaia».

Il messaggio del Santo Padre per la Giornata di quest’anno, prende spunto dall’episodio evangelico di Luca (Lc 17,19) in cui Gesù guarisce dieci lebbrosi ma solo uno ritorna per ringraziare ricevendo così una salvezza integrale, connette tra loro due azioni importanti che la Chiesa opera a favore di chi è in situazione di fragilità: da una parte l’azione liturgica con i sacramenti di Penitenza, Unzione degli infermi e Eucarestia; dall’altra quell’azione anch’essa sacramentale che si traduce in vicinanza concreta e discreta dei credenti verso i malati e i loro familiari.

Proprio in questo senso l’Ufficio diocesano per la Pastorale della sanità ormai da alcuni anni è impegnato in alcuni percorsi formativi per quanti – sacerdoti, religiosi e laici – si affiancano alla sofferenza: «La compassione non è sufficiente – ricorda don Lucini – servono anche competenze specifiche. È sempre più necessaria una preparazione umana e spirituale per realizzare una reale prossimità ai malati e farsi comunità esperta nel conforto, capace di strappare dalla solitudine e dall’isolamento coloro che la malattia ha emarginato. Una comunità così è veramente immagine di Gesù che cura e guarisce le ferite del corpo e dell’anima; essa è luogo nel quale si esprime la salvezza e diventa, in senso analogico, sacramento».

Dallo scorso anno è stato attivato anche un percorso per l’elaborazione del lutto che è stato già proposto in alcune zone pastorali e che ha riscosso molti consensi. Prosegue poi il cammino di riflessione e approfondimento sui temi della salute con le associazioni di categoria, in particolare medici e farmacisti cattolici. Dopo il convegno dello scorso anno sull’obiezione di coscienza, è in programma una giornata di confronto sulla relazione medico-paziente.

 

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