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Da quando Romney ha accusato Obama di essere "troppo europeo"

Lettera scritta da Benito Fiori

Egregio direttore,
circa un mese fa, Mitt Romney, il probabile sfidante repubblicano per la Casa Bianca, aveva accusato Obama di essere «troppo europeo» e di volere trasformare gli Stati Uniti «in un Paese fondato sul welfare di stile europeo». Come dire che la destra americana ha dichiarato guerra a tutto ciò che non condivide la sua visione liberista più radicale, dimenticando che la “mano invisibile” del Mercato  ha anche acconsentito che esplodesse la bolla finanziaria dei “subprime”, che pesa sul mondo intero da 5 anni, commettendo le scelleratezze che il DVD allegato al libro “Inside job” di Charles Ferguson ha spietatamente documentato. Una visione che spiegherebbe l’attacco in corso da parte del dollaro all’euro e quindi all’Europa: alla più importante potenza commerciale in assoluto, ma anche alla portatrice di quei valori segnati dalla centralità della dignità dell’uomo ritenuti veri ostacoli al successo del “libero mercato” svincolato da regole e da sensibilità etiche. Quello che fa leva sull’interesse individuale visto come motore di quello dell’intera società e che autorizzerebbe a sperare che i “vizi privati” siano capaci di trasformarsi in “pubbliche virtù”.

Ieri il Parlamento greco ha approvato la condanna ad un durissimo percorso di “lacrime e sangue” del popolo per rimanere “europeo” e la lettera di qualche giorno fa del  Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo a José Manuel Barroso è stata ignorata. Vi era una richiesta di un “nuovo corso d’azione” nei confronti di Atene, accusando la pressione sulla Grecia di essere improntata ad un “approccio ideologico e punitivo” e di costituire un ”grave tradimento del modello sociale europeo e della solidarietà”. Se, come alcuni pensano, si è di fronte ad un tentativo di colonizzazione economico-culturale dell’umanesimo della vecchia Europa, la risposta è la civile opposizione in nome dell’uomo.

Benito Fiori
Per il Gruppo di riflessione politica “il frantoio”

 

 

 

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