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40 milioni di euro: l'impatto dell'Imu sulle aziende agricole lombarde

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L’Imu avrà un impatto di circa 40 milioni di euro per le aziende agricole della Lombardia. Questa è la prima stima di massima della Coldiretti regionale sulla base delle elaborazioni dei propri tecnici sul territorio. “Si tratta di scenari ancora soggetti a variazioni perché bisogna vedere come si comporteranno i comuni – spiega Nino Andena, Presidente della Coldiretti Lombardia – ma è chiaro che si tratta di una tassa che avrà un impatto importante sulle aziende e sulla loro esistenza. Per questo chiediamo buonsenso agli enti locali applicando aliquote minime sia alla generalità dei cittadini che alle aziende agricole”.
La Coldiretti Lombardia ha stimato che un’azienda florovivaistica dovrà pagare circa 1.800 euro ogni 3 mila metri di serra. Mentre su un allevamento da latte con 150 animali in stalla, 13 mila quintali di quota e 60 ettari coltivati, l’Imu avrà un impatto stimati di 4.500 euro. Per un allevamento di suini con 7 mila capi e 120 ettari coltivati il costo della nuova tassa sarà di circa 6 mila euro. Stime più generali a livello nazionale indicano che un terreno con rendita catastale (dominicale) pari a 1000 euro con il regime precedente (Ici+Irpef) pagava 1.009 euro, mentre con il nuovo regime si sale a 1.140 euro (131 euro in più). Per un fabbricato di categoria D/10 ad uso stalla di superficie di 480 metri quadrati con rendita di euro 3.800,  l’imposta  può arrivare a 479 euro. Per una casa di abitazione principale “rurale” di tipo A/3 con rendita catastale di euro 680 si verranno a  pagare 256,96 euro.
A tutto si devono aggiungere i costi, per migliaia di euro per singola azienda, per far periziare i capannoni e le altre strutture . Non è escluso che qualcuno decida di abbattere vecchi fabbricati inutilizzati per non dover pagare inutilmente la tassa. La Coldiretti ha discusso del tema con i vertici della Regione Lombardia venerdì scorso durante un incontro con il Presidente Formigoni e con l’assessore Giulio De Capitani, ai quali è stata fatta presente anche la problema legata alla gestione dei nitrati e allo sviluppo delle infrastrutture “sulle quali – conclude Andena – chiediamo di essere coinvolti prima della loro realizzazione visto che anche noi rappresentiamo un pezzo di società civile”.

 

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