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Così l'imprenditore cremonese veniva taglieggiato dai tre muratori cutresi arrestati a Castelvetro piacentino

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Aveva pagato già 90 mila euro per dei lavori di ristrutturazione della sua azienda, quando il pattuito era di soli 40mila. Ma da lui tre cutresi volevano ancora denaro e lo minacciavano. Così quando sabato sera i tre muratori calabresi si sono presentati nella sua azienda di Castelvetro Piacentino, chiedendogli altri 73mila euro, al colmo dell’esasperazione un imprenditore 35enne di Cremona titolare di una ditta di serramenti oltre il Po, ha deciso di chiamare i carabinieri del 112. Immediato l’intervento dell’Arma che ha arrestato due fratelli di 41 e 46 anni ed una terza persona di 35, tutti incensurati e originari di Cutro in provincia di Crotone. L’imprenditore, in azienda insieme all’anziano padre, dopo l’ennesima discussione con i tre calabresi, aveva subito minacce e i tre gli avevano scagliato contro una scrivania. Nel settembre 2009 l’uomo aveva subìto l’incendio doloso della propria auto: un episodio mai chiarito e che potrebbe essere riconducibile alle minacce messe in atto nei suoi confronti. I tre si trovano ora nel carcere di Piacenza con l’accusa di tentata estorsione. Gli accertamenti proseguono per capire se possano essere in qualche modo legati alla criminalità organizzata.

Il colonnello dei carabinieri Paolo Rota Gelpi, comandante provinciale dell’Arma, questa mattina ha spiegato come questo genere di comportamenti sia tipico degli ambienti della malavita: “Deve passare il messaggio – ha detto l’ufficiale – che qui al Nord questo genere di comportamenti non trova spazio. Se qualcuno si trova taglieggiato non abbia timore a rivolgersi a noi e all’autorità giudiziaria”.

 

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