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Danza che si fa musica Per la prima di Mudejar con Miguel Angel Berna

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– FOTO FRANCESCO SESSA

Una serata di musica più che di danza. O meglio di danza che si fa musica. Corpi che suonano, avvolti in coni d’ombra. Al Ponchielli (pieno per metà) per la prima di Mudéjar…bailando mi tierra!, spettacolo di e con Miguel Angel Berna, uno dei più significativi ballerini della Spagna di oggi. E’ lui che appare all’inizio della serata in un fascio di luce. Le mani si alzano e si abbassano. Un portamento di tutto rispetto per un prologo che culmina con un assaggio di quel suono, vero protagonista dello spettacolo. Quello delle nacchere con uno sfondo di melodie nuove, dalla cornamusa ai flauti, dal cajon alla fisarmonica. Il viaggio di Miguel tra note iberiche e giochi di tacco-punta, in cui guadagnano spazio anche sei ballerini (quattro donne e due uomini), autori di coreografie di gruppo ritmate e di grande effetto visivo e sonoro. Le nacchere velocissime in un turbine di polsi e di dita. Prima forte, poi piano, poi di nuovo forte. Movimento e musica, musica e movimento. Il corpo che danza sul battito delle nacchere o le nacchere che danno ritmo al corpo. Per una prima, durata un’ora e venti, che entusiasma gli appassionati impegnati in applausi e battipiedi, lasciando un po’ perplessi gli spettatori non amanti del genere.

g.f.

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