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L'amministrazione provinciale sceglie le fasce di merito per i suoi dipendenti Diffida del Sindacato di Base

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Dipendenti bravi e meritevoli, dipendenti così così e dipendenti inefficienti. O, se vogliamo, dipendenti di serie A, B e C. L’amministrazione provinciale decide di applicare il disposto del decreto Brunetta relativo alle fasce di merito in cui suddividere il personale ai fini dell’erogazione dell’incentivo annuale.
Così, d’ora in poi, i lavoratori della Provincia (circa 500 in tutto) verranno valutati dai dirigenti e percepiranno l’incentivo annuale pieno o ridotto a seconda della fascia in cui verranno collocati.
Complessivamente, l’incentivo applicato in Provincia di Cremona ammonta a 600 euro lordi annui. Poca cosa. Ma se prima c’era la certezza di percepire l’intera somma, adesso dipenderà dalla valutazione.
Il disposto previsto dal decreto Brunetta non era mai stato applicato: il blocco dei contratti della pubblica amministrazione operato con la Finanziaria 2010, infatti, non aveva recepito il meccanismo delle fasce di merito. La decisione era così rimandata alle singole amministrazioni.
Giusto nei giorni scorsi, con una riunione dei dirigenti, la Provincia ha comunicato che intende applicare il meccanismo delle fasce.
Dura la reazione dell’USB (Unione Sindacale di Base), che oggi ha inviato una lettera al direttore e ai dirigenti della Provincia di Cremona (e per conoscenza al personale).
Ecco di seguito il testo del sindacato.

La scrivente O.S., riceve la segnalazione che è stata data disposizione di suddividere le valutazioni dei lavoratori in fasce di merito prestabilite. Ricordando che questa pratica barbara, demotivante per i lavoratori e che inibisce il lavoro di gruppo, non attiene al sistema di valutazione esistente in Provincia, nel caso in cui la segnalazione sia reale, si diffida codesto spett. Ente ad attuare tale metodologia.

La scrivente O.S. si riserva, in caso di riscontri sull’applicazione di tale metodo, di organizzare ricorsi ed azioni dimostrative.

Commentano dall’Unione Sindacale di Base: “La lettera è stata inviata inviata ai dirigenti e per conoscenza ai dipendenti, relativa al sistema di valutazione. Se qualche dirigente ha un tablet un ipad o diavolerie simili la riceve mentre sono a formarsi sulla legge Brunetta”.

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Commenti
  • Gianni

    I sindacalisti fanno il loro mestiere, ma finchè durerà la mentalità in base alla quale i dipendenti pubblici sono tutti uguali e il merito non viene premiato, la nostra amministrazione pubblica non cambierà MAI!

    • c.

      Anche questo è vero ma qui il problema è diverso:basta cambiare sindacato xchè la teoria del siamo tutti uguali è bandiera di una sigla : la CGIL.

      • Fabrizio

        Lasciamo stare il sindacato, che ha le sue colpe, in particolare la CGIL. Qui il problema, a mio avviso, è un altro: mi sembra di ricordare, da fonti di stampa, che nel Comune di Cremona i Dirigenti (meno di 20) si dividono oltre 800.000 euro di premi e gli altri dipendenti tutti (550/600 persone) se ne dividono circa 200.000 (non sono sicuro delle cifre, ma ci siamo vicini). Questo è scandaloso !! Lo so che è provocatorio, ma un dipendente pubblico di basso o medio livello che stimoli può avere quando ha davanti agli occhi esempi di persone strapagate e spesso non all’altezza? Gente che percepisce lauti compensi extra e che poi magari si affida a consulenti esterni per redigere pareri? Gente che se non favorisce sprechi li constrasta senza efficacia? Questo sistema di valutazone del 25-50-25 vale anche per costoro? Se queste figure professionali hanno nel corso di questi anni maturato tutti questi benefit è perchè le figure professionali a loro sottoposte hanno ben lavorato, altrimenti non avrebbero raggiunto i loro obiettivi (quasi sempre al massimo della valutazione) e quindi perchè non riconoscere il massimo della produttività anche agli operai ed ai tecnici? Tornando alle OO.SS. speriamo che finalmente si sveglino, che tornino a fare il loro lavoro, e che raddrizzino queste storture.

        • c.

          credo che non possa cambiare nulla fintanto che chi è al tavolo non cambia opinione.Sono 30anni che lavoro nel pubblico e,ti garantisco che le regole le ha sempre dettate un sindacato e sono purtroppo sempre quelle.A mio vedere:profondamente sbagliate.

  • brontolo

    Premiare i meritevoli e sanzionare i fannulloni si poteva fare anche prima della legge Brunetta, comunque, date le discutibili capacità dei mediocri “manager” pubblici, non veniva fatto lo stesso. Comunque la legge dell’ ex ministrucolo stabilisce che, a priori, il 25% siano bravi, il 50% mediocri, e il 25% inefficienti; questi ultimi, dopo qualche anno di inclusione nella fascia degli inefficienti, (magari dettata dal fatto che sono antipatici ai superiori), acquisiscono la “nomination” e vanno nell’elenco dei possibili esuberi, la designazione dei quali era l’unico vero obiettivo del malefico piccoletto. Solo una mente avariata può pensare che si possano suddividere i lavoratori in fasce di merito quantitativamente prestabilite. Certamente l’amministrazione pubblica deve cambiare, ma se per farlo ci affidiamo al genio demagogico di Brunetta stiamo freschi.

    • c.

      Ecco il vero problema!Chi giudica molto spesso e’ peggio del giudicato.Non si puo’pensare di essere credibili se si cambia sulle basi della politica del momento.

  • IL SOLITO SALINI

    Ecco l’ultimo capriccio di Massimiliano Salini, Presidente della Provincia di Cremona: stabilire se i dipendenti possano essere valutati uno per uno, secondo impegno e capacità.
    Buono, medio, scadente.
    Una cosa fuori dal mondo. Ecco l’evidente replica del sindacato:
    “la scrivente organizzazione sindacale riceve la segnalazione che è stata data disposizione di suddividere le valutazioni dei lavoratori in fasce di merito prestabilite. Ricordando che questa pratica barbara, demotivante per i lavoratori e che inibisce il lavoro di gruppo, non attiene al sistema di valutazione esistente in Provincia, nel caso in cui la segnalazione sia reale, si diffida codesto spett. Ente ad attuare tale metodologia.”
    Ricordo, quando lavoravo all’Inps, una definizione ben più tranciante della Cgil di Brescia, che diffidava l’Istituto dal fare “ pericolose valutazioni individuali”.

    Cremona 03 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Giusepina Mussetola

    quando andavo a scuola non prendevamo tutti nove, solo chi studiava e faceva il prorpio dovere i fanulloni venivano bocciati !!! perchè non deve essere lo stesso nel mondo del lavoro, o nel pubblico impiego questo non sa da fare??!!!……….. per forza va male !!!

    • brontolo

      Cara Giusepina (?), non so se hai capito che le valutazioni per i dipendenti pubblici esistono già (e già adesso, per restare al tuo esempio non proprio calzante, non tutti prendono nove), è in discussione il criterio con cui vengono fatte (nell’ente pubblico c’è il serio rischio che i premiati siano i leccasuole) e soprattutto non ti sembra che stabilire in partenza quanti saranno bravi e quanti cattivi sia assurdo? Se invece ti preme che siano licenziati i presunti “fannulloni” non ti preoccupare perchè ci arriveremo, forse anche presto. Salini, ad esempio, ha già detto sulla stampa che in Provincia bastano 100 dipendenti anzichè i 500 attuali, (così il lavoro che facevano gli altri 400 si potrà “affidare” allegramente alle ditte della CDO che faranno funzionare tutto a meraviglia…).

  • Andrea

    E’ giusto che un datore di lavoro possa valutare i propri dipendenti.
    E’ sicuramente difficile però anche valutare con obiettività e penso sia questo il problema principale, soprattutto nel pubblico impiego.
    E’ assurdo che di 100 dipendenti ce ne debbano essere esattamente 25 bravissimi, 50 così così e altri 25 veramente grami. E se i bravi son di più di 25 (cosa che spero)? E se invece i grami fossero tantissimi?

    Utilizzando questo sistema, così per come lo stò leggendo sulla nota del sindacato e nei commenti degli altri lettori, da una parte ci saranno i dipendenti che si odieranno l’un l’altro (diciamo che il 75% tenderà a vedere male gli altri del 25%, convinti che si trovano in una fascia di merito diversa solo per far quadrare i conti) e odieranno i valutatori e, dall’altra parte, ci saranno i valutatori che oltre alla normale difficoltà di valutazione dovranno operare delle scelte che non sapranno giustificare (salvo l’improbabile ipotesi che davvero le proporzioni tra bravi-medi-grami sia esattamente 25-50-25).

    Resto molto perplesso e confido in una nota chiarificatrice dell’Amministrazione.