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Altra tegola in Regione Indagato leghista Boni Pm: "Soldi alla Lega"

Boni

– Sopra, Boni e il tribunale di Milano

Altra tegola sul Pirellone. Adesso è indagato anche il presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni. E’ indagato dalla Procura di Milano per corruzione. I militari della guardia di finanza stanno perquisendo in queste ore gli uffici della presidenza regionale su mandato del procuratore aggiunto Alfredo Robledo (lo stesso che sta investigando sulla discarica di amianto di Cappella Cantone) e del pubblico ministero Paolo Filippini. L’inchiesta è quella che riguarda presunte facilitazioni per centri commerciali nella zona di Cassano d’Adda.

AGGIORNAMENTO – Un giro di tangenti da centinaia di migliaia di euro. Questo emerge dall’inchiesta. Denaro sarebbe stato dato in contati tra 2008 e 2009 a Boni e al capo della sua segreteria Dario Ghezzi. Consegne anche negli uffici regionale. Ipotizzato dagli inquirenti che una porzione delle tangenti sarebbe finita alla Lega.

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Commenti
  • Eppoi qualcuno dice che esagero quando scrivo che nel piatto dei favori ai Centri Commerciali hanno mangiato tutti!!!

  • sandra

    Chi di calunnie e insulti ferisce, di tangenti perisce. In quest’ epoca storica la lega non fa piu’ gioco ai poteri fortissimi. E quindi e’ arrivato il suo turno di soccombere. Come? Delegittimando i suoi vertici. E ‘ una vecchia storia che si ripete.

    • EMMA.

      gia’,ha smesso di fare il palo ed ecco pronte le ritorsioni.tutto nella norma…

  • mario

    Come si diceva una volta: forse sono “compagni che sbagliano”.
    Ma il giudizio va lasciato alla magistratura: in democrazia è così, se vi pare.

  • FINALMENTE

    Esatta la furia dei benpensanti sul leghista indagato dalla Procura di Milano per corruzione: prima che ne trovino un altro!

    Cremona 07 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • IL SISTEMA GIUDICI

    Confesso, ma i lettori più attenti se ne sono accorti da tempo, ho simpatie e antipatie, in genere per le vittime e per i persecutori. M’ero seccato per lo shampoo che gli allora sindacalisti principi dell’Associazione magistrati, in testa Luca Palamara, avevano fatto pubblicamente, per la prima volta dal 1945 ad oggi, ad un collega, il nostro Procuratore Roberto Di Martino, colpevole, ohibò, alle prime indagini sulle scommesse, d’aver parlato a nome di 50 milioni di italiani, cioè tutti quelli che seguono il calcio: ho la sensazione che sotto ci sia ben altro.
    La tremenda censura, creata qui per qui per Di Martino: il giudice parli con gli atti, non con le sensazioni!
    Dall’Unità on line, subito il primo giorno: “a Milano, secondo gli inquirenti, tra il 2008 e il 2010 era in vigore un “sistema Lega” con un giro di tangenti intorno al milione di euro. E il presidente regionale lombardo Davide Boni, indagato per corruzione, non avrebbe intascato quei soldi per sé ma per il Carroccio. Lo sospettano i pm milanesi titolari dell’inchiesta.”
    Palamara e successori oggi non apriranno bocca, è chiarissimo che si tratta di “sensazioni” del giornale, non certo dei sostituti della Procura Straordinaria di Milano.

    Cremona 07 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info