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Un anno e 10 mesi al marocchino che ha preso la figlia a cinghiate perché voleva vivere all'occidentale

tribunale

Non voleva che la figlia vivesse all’occidentale, così l’ha presa a cinghiate. L’uomo, un marocchino residente in provincia di Cremona, Mohamed, è stato condannato dal giudice Francesco Sora ad una pena di un anno e dieci mesi di reclusione per lesioni nei confronti della figlia minorenne.
Il giudice ha ritenuto l’uomo colpevole solo dell’episodio commesso il 28 maggio del 2008, quando aveva appunto colpito la giovane con la fibbia della cintura, causandole ecchimosi alla gamba e al braccio destro. Mohamed è stato invece assolto dall’accusa di aver causato tumefazioni ad un occhio alla figlia, sempre a seguito di una cinghiata, nella seconda metà del 2005. L’uomo è stato assolto anche dall’accusa di maltrattamenti, in base alla quale avrebbe impedito alla figlia di fare e ricevere telefonate, sentire la radio o guardare la televisione, ma anche di uscire di casa. L’uomo era difeso dall’avvocato Silvia Farina e il pm onorario Silvia Manfredi aveva chiesto per lui la pena di un anno e dieci mesi per tutti i capi di imputazione. Rappresentata dall’avvocato Simona Bozuffi la parte civile per conto della ragazza, diventata maggiorenne il 4 ottobre scorso.
La vicenda era scoppiata a scuola, dove la giovane si era presentata in classe con grossi lividi. Preoccupate, le insegnanti l’avevano accompagnata al pronto soccorso.

 

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