Un commento

I nasi rossi di Emio Greco e Pc Un circo straniante davanti ad un Ponchielli vuoto

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– FOTO FRANCESCO SESSA

“Dove sono gli allievi e le allieve delle Scuole di danza cremonesi? Dove tutti gli insegnanti e le insegnanti?” Questo viene da chiedersi davanti ad un Ponchielli mezzo vuoto (a dir tanto) per l’appuntamento della rassegna La Danza. Sul palco una compagnia contemporanea di certo fuori dal comune, è il gruppo di Emio Greco e Pieter C. Scholten, ma di fama e di livello internazionale per genio e per segno. In sala, sessanta persone. Nei palchi, gente solo al primo ordine. I pochi spettatori presenti (tra loro qualche maestra di ballo c’è) sperano che si abbassino presto le luci per non far vedere agli artisti questa platea desolante, piena solo fino a metà. Sul palco, spogliato del fondale, La Commedia. Il tema è il circo in uno di quegli spettacoli che non riesci a comprendere mai fino in fondo. La musica inizia, poi il buio. Si accende una “U” da cui esce il presentatore, la voce guida dello show. “Signori e signore, benvenuti alla Commedia. La vostra vita è deludente, lasciate fuori i vostri problemi. Vi porteremo ai giardini del Paradiso e tutto in sette giorni. Sette giorni, sette artisti che rappresentano un vizio e una virtù. Saggezza e avidità, riservatezza e vanità, fede e gola, pigrizia e lussuria. Ognuno di voi qui dentro ci troverà la Divina Commedia”. I sei artisti (uno di loro interpreta due giorni) sfilano sul palco. Il ballerino di danza classica, l’acrobata in tacchi che usa le scarpe come telefono, la piccola ragazza con la calzamaglia in testa e due coltelli in mano, il ragazzo con riccioli lunghi avvolto da un’abbondante tuta marrone. Poi la pausa musicale: sotto un albero spoglio con le maschere e le chitarre elettriche in un mix di musica e di movimento. E’ un gioco di nasi rossi, sul volto, intorno al collo, sopra la testa, sputati. E’ il turno della ragazza in reggiseno che balla il venerdì e il sabato. Prima in gonnella e poi in un paio di pantaloni di paillettes, dal fondo della platea con una torcia in mano. Domenica è una festa. Emio Greco ha tanti nasi rossi in testa e la faccia bianca, le stelle filanti in mano. Dall’alto cadono coriandoli d’oro. Lui, disegna linee e movimenti su suoni metallici e di campanelli. Chiama gli altri giorni, ad uno ad uno. I ballerini si uniscono alla sua danza, indossando nuovamente il naso rosso. Il ritmo cresce, i movimenti aumentano. Luce, i danzatori cadono, poi si rialzano e ridono, sguaiatamente. La Commedia finisce con un Sing Sing in versione moderna che entusiasma lo scarso pubblico in sala. Per stasera è tutto. Un vero peccato.

g.f.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • Giuseppina

    Peccato davvero…anche perché Emio Greco non è uno sconosciuto in Italia! Nel corso degli anni ha presentato con successo,in città importanti del nord,del centro e del sud,creazioni notevoli che hanno fatto il giro del mondo… Ero molto dispiaciuta di non poter essere al Ponchielli l’altra sera,perché non mi sembrava vero che finalmente anche Cremona,la mia città d’origine,l’avesse invitato…(dopo Milano, dove torna spesso) Torino, ma anche Bologna, Ferrara, Modena… per citarne alcune non troppo lontane) Che dire? Evidentemente il pubblico cremonese non è stato ancora sufficientemente educato alla danza in senso lato e alla sua evoluzione… nè lo sarà in futuro se persino le insegnanti e le allieve dimostrano così poca curiosità e lungimiranza.. Pazienza…Io la Commedia andrò a vederla in aprile,a Padova
    che per me è anche più vicina!