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'Orti Solidali', progetto presentato a Cavatigozzi

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Si è svolta sabato, presso la Cascina Marasco a Cavatigozzi (CR), sede della Cooperativa Sociale Agropolis e del Collegio Nazionale degli Agrotecnici di Cremona, la presentazione del progetto ‘Orti Solidali’, un’iniziativa sostenuta da Agropolis e dalla condotta Slow Food di Cremona. L’obiettivo principale di questo progetto, promosso dall’associazione Slow Food in ogni condotta italiana già dal 2006, è quello di diffondere la cultura del cibo prodotto seguendo i criteri di stagionalità e rispetto delle tradizioni, cercando di congiungere il ruolo di cittadini consumatori a quello di produttori. La coltivazione di un piccolo lotto di terreno con metodi naturali, in condivisione con altri produttori è anche un’iniziativa sociale e solidale, per non perdere il legame con il territorio, con le colture agroalimentari locali e le persone che ne fanno parte.
Nel corso dell’intervento sono stati mostrati i venti appezzamenti di terreno che, a titolo gratuito, i futuri concessionari potranno coltivare autonomamente seguendo i principi base dell’agricoltura biologica. I frutti dell’orto potranno essere consumati dalla famiglia coltivatrice oppure valorizzati all’interno degli eventi organizzati dalla cooperativa. Le eccedenze orticole prodotte potranno essere destinate al circuito come Filiera Corta Solidale di Cremona.
All’incontro sono intervenuti il presidente di Agropolis Dott. Gianluigi Romanini, il consigliere Ing. Ermanno de Rosa e il Dott. Claudio Rambelli, fiduciario Slow Food della condotta cremonese, oltre ai futuri rappresentanti del Comitato che ne gestirà l’organizzazione logistica, insieme ai rappresentanti dei principali organi di stampa locali.

Per chi fosse interessato ad aderire al progetto usufruendo del proprio lotto di terreno coltivabile, è possibile contattare l’organizzazione ai seguenti contatti:

orti@slowfoodcremonese.it
www.slowfoodcremonese.it


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Commenti
  • peccato la presenza vicina della grande fabbrica di polveri sottili e della statale con auto e camion, peccato che dalla città tutti debbano venire in auto per coltivare bio…. non sarebbe meglio vicini alle case e lontani dalle fabbriche??? comunque grazie che si comincia a guardare diversamente alla dieta di solo maiale e carne…. whallahiaaa e Luce…ad ogni mente…

  • luigi

    idea fantastica….e lodevole!!!!
    peccato veramente per le “2 piccole fabbriche” con unico propietrio che rovinano l’ambiente con polveri e: RUMORE…RUMORE…RUMORE…RUMORE…RUMORE…RUMORE…RUMORE…p.s a volte dare lavoro non può giustificare il fatto che si deturpa il territorio…