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Palazzo Grasselli, dal Comune 2.400 euro al notaio per interpretare il testamento in vista della vendita dell'immobile

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Il Comune non intende mollare e sonda ogni terreno in vista della possibile vendita di Palazzo Grasselli. Con una determina del segretario generale, l’amministrazione ha deciso di conferire un incarico al notaio Giovanni Corioni (di Cremona) per l’interpretazione del testamento di Ippolito Grasselli.
Il nodo è ovviamente quello della possibilità di vendita dello storico immobile di proprietà del Comune dal 2006, data in cui la famiglia Grasselli ha lasciato la sua residenza in eredità alla città. Le amministrazioni che si sono succedute dal 2006 non hanno deciso in merito all’utilizzo del palazzo via XX Settembre. La giunta Perri sembra decisamente orientata alla vendita.
Il punto, si diceva, è il testamento, che escluderebbe questa possibilità.

Ecco il principale passaggio sul quale il Comune chiederà un’interpretazione al notaio Corioni: “Intendo però che l’immobile, cessato l’usufrutto, sia in perpetuo destinato o per gli usi attuali con l’utilizzo di redditi per gli scopi istituzionali del legatario oppure a scopi di istruzione e che, in ambo i casi, non venga alterato il carattere monumentale e il decoro dell’edificio”.
Scrive dunque il segretario generale nella determina di alcuni giorni fa: “Si rende necessario pertanto sottoporre agli eredi dei Signori Grasselli Giulio e Giancarlo un testo interpretativo del testamento finalizzato a verificare la portata delle clausole testamentarie ai fini della più corretta di disposizione del bene”.
“A tale riguardo – conclude il segretario – si intende conferire apposito incarico al Dott. Giovanni Corioni Notaio in Cremona che si è reso disponibile”.
A seguito del conferimento dell’incarico, informa la determina, il notaio Corioni sottoporrà agli eredi Grasselli un testo interpretativo del lascito testamentario.

Il costo di questo passaggio interpretativo voluto dal Comune? Duemila 400 euro, spesa finanziata con “entrate straordinarie” del bilancio 2011.

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Commenti
  • Francesco Capelletti

    A futura memoria: se ci fosse ancora qualcuno intenzionato a lasciare qualsivoglia bene mobiliare o immobiliare al comune o altro ente territoriale, ci pensi non una, ma 1.000 ( mille) volte! Da sempre si dice che è inutile dare perle ai porci!