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Nei campi seminiamo "a secco", conto alla rovescia per la pioggia

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Siccità, conto alla rovescia per la pioggia. Mais, prati e frutteti a rischio. “In queste settimane, la nostra giornata si apre e si chiude davanti al computer, per consultare le previsioni del tempo. Ora speriamo dovrebbe arrivare la pioggia, altrimenti la situazione può diventare allarmante” spiega Giancarlo Mazzotti, 28 anni, imprenditore agricolo di Vescovato (Cremona), produttore di mais e allevatore di bovini da latte. E’ una delle voci di agricoltori lombardi che guardano al cielo in attesa dell’acqua.

Gli agricoltori stanno aspettando con ansia la pioggia – spiega la Coldiretti Lombardia – perché quella caduta da settembre a oggi in Italia è pari ad appena il 30 per cento dei valori normali, ma a cambiare è stata anche la distribuzione visto che nel nord Italia  in inverno le precipitazioni si sono addirittura dimezzate rispetto al passato.

“Stiamo praticamente seminando nel secco – aggiunge Mazzotti –. I campi che abbiamo arato lo scorso autunno ormai si presentano con quindici, venti centimetri di terra asciutta, visto che da mesi non piove. Ho seminato nei giorni scorsi confidando nell’aiuto della pioggia, che aspetto come la manna dal cielo. La preoccupazione è anche rivolta all’estate che ci aspetta: i fossi che scorrono accanto ai miei campi sono asciutti e in montagna non ci sono riserve d’acqua. Mi chiedo come faremo, quando verrà il momento dell’irrigazione”.

Le voci degli agricoltori arrivano da Cremona che è la prima produttrice di mais in regione: nel 2011 ha raccolto di 6.972.000 quintali di mais (calcolati in granella secca), pari al 24 per cento della produzione regionale complessiva di 28.799.956 quintali. “Aspettiamo la pioggia – dice Marco Babbini,  28 anni, allevatore di vacche da latte e produttore di mais a Ostiano – I terreni sono troppo secchi e il seme non riesce a germogliare”. Problemi anche per i prati: “Quest’anno, contrariamente al passato, li ho già dovuti irrigare – continua Babbini –. L’arrivo anticipato del caldo, nelle scorse settimane, ha fatto crescere rapidamente l’erba ma ora, in assenza d’acqua, il rischio è che tutto si fermi”.

Per la frutta sono già partite le irrigazioni di soccorso. “Per far crescere le  piantine più piccole, di albicocche e ciliegie, che ho messo in campo nel mese di novembre, sono già dovuta ricorrere a tre irrigazioni. Negli anni scorsi si partiva molto più tardi” afferma Emanuela Banderini, che ha un frutteto a Rivarolo del Re.

 

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