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Ricerca idrocarburi nel cremonese, Leoni: "Compensazioni solo se esiti positivi" Per Torchio, "atteggiamento rinunciatario"

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Il cremonese terra di conquista per le grandi compagnie straniere alla ricerca di idrocarburi. La campagna di indagini geologiche della irlandese San Leon Energy arriva in consiglio provinciale. A richiedere informazioni in merito, il consigliere provinciale Giuseppe Torchio durante l’ultimo Consiglio provinciale. Nell’occasione, l’assessore al Governo del territorio e opere pubbliche Giovanni Leoni ha dichiarato di aver chiesto alla Regione Lombardia puntuali informazioni sulle autorizzazioni relative a queste ricerche, e che la Regione ha confermato che la Provincia “è legittimata ad esprimere il proprio parere e che le compensazioni economiche ci saranno solo qualora le verifiche porteranno ad esiti positivi”.
Nella replica, Torchio ha denunciato un atteggiamento rinunciatario dell’amministrazione provinciale. “Il rischio – ha detto il consigliere – è che, come già successo a Rivolta e a Romanengo, i colossi energetici interessati al nostro territorio coltivino i loro interessi lasciando in cambio compensazioni nulle o irrisorie. La Regione Basilicata ha ottenuto ben l’8% per il petrolio del suo sottosuolo: occorrerebbe seguire quell’esempio, ed essere adeguatamente combattivi, specie in un momento in cui la benzina viene venduta a prezzi stratosferici”.
Il documento di Torchio evidenziava le diffuse preoccupazioni che si sono manifestate dapprima a Crema, poi nell’area di Castelverde, infine al basso cremonese e al casalasco dove la San Leon Energy ha richiesto di effettuare ricerche di idrocarburi. “Tutte queste operazioni – dichiarava Torchio – stanno avvenendo in modo poco trasparente, senza preventive azioni di informazione e senza collaborazione con le autorità locali. Il Consiglio regionale del Veneto ha pronunciato il suo diniego a qualsiasi operazione di trivellazione del territorio regionale: è un esempio a noi vicino, che dimostra come la politica abbia la possibilità – oltre che il dovere – di intervenire, e non lasciare che i potentati dell’energia trivellino il suolo senza neppure prevedere una compensazione economica ai territori. In Lombardia invece, dopo i “non so” iniziali, è stata data risposta all’interrogazione del consigliere Agostino Alloni nel senso che le domande delle compagnie energetiche sono state tutte quante preventivamente autorizzate nel più completo silenzio verso i territori interessati”.

 

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