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Giustizia tecnologica, il tribunale connesso con Cremona Solidale

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foto Francesco Sessa

Il tribunale di Cremona, grazie al giudice Pierpaolo Beluzzi, già ideatore, coordinatore e responsabile del progetto Digit, continua a sperimentare l’utilizzo di nuove tecnologie informatiche. L’ultima iniziativa riguarda l’amministrazione di sostegno e l’interdizione, forme di tutela per le persone prive in tutto o in parte di autonomia. Gli anziani che fino ad oggi erano costretti a raggiungere il tribunale in ambulanza per le udienze davanti al giudice tutelare, ora potranno farne a meno. Tutto questo grazie ad una postazione fissa di collegamento che permetterà al giudice di dialogare con le persone direttamente da un video. Il progetto, che è sperimentale, per ora coinvolgerà solo gli ospiti dell’Azienda Cremona Solidale, ma non si esclude che in futuro potrebbe estendersi anche ad altre case di riposo. L’obiettivo è quello di arrivare ad un risparmio di tempi e costi. Questa mattina, dalla postazione di Cremona Solidale, il giudice Beluzzi ha cominciato le prove, collegandosi con il pm onorario Paolo Tacchinardi nell’aula penale del tribunale. “Un progetto assolutamente positivo”, lo ha definito il giudice tutelare Tito Preioni, il magistrato che gestisce l’amministrazione di sostegno e l’interdizione, casi che all’anno a Cremona oscillano tra i 100 e i 200. “Servirà per evitare le ambulanze in tribunale o gli spostamenti dello stesso giudice nelle varie case di riposo. Poi, ovviamente, bisognerà valutare costi e benefici”. Il progetto prevede le partecipazione, oltre che del tribunale di Cremona, di Aemcom per la connettività in banda ultra larga, di Italtel per gli apparati di telepresenza, di Lombardia Informatica per il coordinamento e la progettazione, di Cremona Solidale e dell’ospedale di Cremona. La sperimentazione andrà avanti per circa tre mesi.

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