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Bachetti politici 'esiliati', l'opposizione: "Quali criteri utilizzati dalla Giunta?"

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Giancarlo Schifano (Idv)

La questione della delocalizzazione dei banchetti politici, partita dal Movimento 5 Stelle che denunciava di essere stato ‘esiliato’ dal centro con il proprio gazebo informativo, arriva sul tavolo del sindaco. Una richiesta di delucidazioni sul tema è contenuta nell’interrogazione scritta dal consigliere dell’Italia dei Valori Giancarlo Schifano e sottoscritta da tutti i capogruppo dell’opposizione, Ruggeri, Quinzani e Canale. “Si chiede – scrive Schifano – di conoscere e di sapere quali sono le linee adottate per la concessione delle autorizzazioni dei vari banchetti organizzati a Cremona dai partiti e dai movimenti, nonché da associazioni, o liberi cittadini, che intendono svolgere democraticamente una funzione di informazione alla cittadinanza. Si chiede di conoscere in base a quale normativa statutaria vengono prese delle decisioni inerenti la collocazione di dare o non dare il permesso per svolgere un determinato banchetto nel centro storico della città”. Duro il commento del consigliere del Pd Alessia Manfredini: “Vista la prassi utilizzata, la giunta si arroga il diritto di attribuire gli spazi e il loro luogo in modo discrezionale, senza coinvolgere minimamente il consiglio comunale, è necessario arrivare il prima possibile a regole chiare”

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Commenti
  • Deo Fogliazza

    Oh, quanto sarebbe stato meglio se una simile interrogazione (magari contenente anche una valutazione di forte dissenso “nel merito”) fosse stata presentata “prima” del recente risultato elettorale del Movimento 5 Stelle…..

  • elia

    Schifani possibile cjhe non comprendi che siete alla frutta i partiti sono odiati e per questo voteranno in massa 5 stelle.

  • Giancarlo Schifano

    Io avevo deciso di presentare questa interrogazione prima del risultato elettorale che ha visto poi, il movimento 5 stelle ottenere uno strepitoso risultato,il mio amico Alessandro Tegagni la scorsa settimana era stato telefonicamente informato della mia intenzione di presentare questa interrogazione scritta per vari motivi:il sottoscritto e il partito che rappresenta a Cremona non fa parte della cosiddetta casta,la mia disponibilità nei confronti del movimento 5 stelle è stata sempre improntata nel rispetto delle idee e delle opinioni che il movimento esprime,ho dimostrato con i fatti e non a parole l’interesse nei confronti di un movimento autenticando le firme da loro raccolte senza se e senza ma.Egregio signor Elia,io mi chiamo Schifano e non Schifani,mi permetta una battuta,forse lei confonde il PDL con l’Italia dei Valori,il mio partito ha ben rappresentato in tutte le sedi istituzionali le ingiustizie messe in atto dalla cosiddetta casta,concludo dicendo che i partiti saranno odiati nella giusta misura per quello che hanno fatto e proposto!

  • Alessandro Tegagni

    Prendo la parola, con ritardo, ma con l’intenzione di porre la mia “parola”.Noi del MoVimento 5 Stelle, abbiamo trovato molta discrezione e disponibilità da parte dell’Idv, nella persona di Giancarlo. Non smetterò mai di ringraziarlo, per tutti i consigli, e nel “darci una mano”. L’interrogazione, confermo, era già in preventivo, al di là del risultato elettorale. Vorrei sottolineare un’opinione, che fatico a trovare in certi ambienti, ma soprattutto quello politico. Si tende a commentare ogni azione (in ambito locale, intendiamoci), solo sulla base di un aspetto prettamente “poltico” di facciata. Questo non è il caso, qua si tratta di democrazia. La Giunta, o presunta tale, ha “omesso” il fatto che Noi siamo rappresentati nelle Istituzioni. La cosa, deve far riflettere, sull’inconstistenza del personale, non aggiornato, dal risultato elettorale del 2008 (siamo nel 2012, ne hanno avuto di tempo..!!). Sicuramente, questa nostra denuncia, farà risvegliare, speriamo, gli animi di personaggi politici, che hanno avuto nel corso di questi ultimi periodi, lo stesso trattamento. Ringraziamo chi, effettua interrogazioni comunali. Tutti noi dobbiamo difendere il diritto di rappresentanza e di “visibilità”. Questo fatto, non ha ne colore, ne bandiera. Bandiere, che purtroppo, per molti sono più importanti dell’etica.