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Imu, Ascom scrive ai sindaci: "Abbattete le aliquote altrimenti rischio chiusure"

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Una lettera indirizzata dal presidente di Confcommercio a tutti i sindaci del territorio cremonese per sensibilizzarli in merito all’IMU e alla definizione delle aliquote da applicare ai negozi e alle realtà d’impresa. “Siamo convinti – si legge nella missiva – che l’IMU rappresenterà un ulteriore freno alla crescita e alimenterà recessione e crisi. Insieme all’’aumento dell’IVA finirà con il condizionale pesantemente e in negativo l’economia del Paese e determinerà la chiusura di tantissime attività che, specie nel nostro territorio, sono un importante presidio di vivibilità e un insostituibile servizio alle fasce deboli della popolazione. Il meccanismo previsto dall’imposta è costruito in maniera da spingere le Amministrazioni comunali ad applicare le aliquote maggiorate. Non si tratta di cifre irrilevanti, ma di esborsi cospicui, significativi nel bilancio di attività economiche e famiglie”.
“I nostri imprenditori – continua Pugnoli – in gran parte piccoli e piccolissimi, dovranno sopportare quindi un doppio onere aggiuntivo, quello relativo agli immobili strumentali all’impresa e quello della propria abitazione personale. Questo ulteriore tributo va ad appesantire una pressione fiscale (già oltre il 45%), che è da tempo ormai insostenibile per le nostre aziende, gravate come sono da numerosissimi altri adempimenti e dalla relativa burocrazia il cui peso è tanto maggiore quanto più piccola è l’azienda. II pagamento dell’IMU, temiamo, non sarà sostenibile dalla maggior parte delle imprese del nostro sistema economico e sociale che ha visto i propri risparmi erosi dal perdurare della crisi. Inoltre l’onere che graverà su quasi tutte le famiglie determinerà un’ulteriore brusca frenata per i consumi, da tempo in forte contrazione”.
“La riduzione – conclude il presidente dell’Ascom – secondo le più recenti stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale, farà registrare nel corso del 2012 un ulteriore -3,2% ed anche il 2013 non si preannuncia in risalita. (Non si dimentichi che il mercato interno vale l’80% del Pil, anch’esso in calo dell’1,3% nel 2012). Per queste ragioni Le chiedo di salvaguardare le imprese nell’applicazione dell’Imu e nella definizione (o nell’adeguamento) di tutte le altre imposte locali. In particolare, per quanto riguarda gli immobili, ove possibile, chiediamo la non applicazione del tributo o, quantomeno, un considerevole abbattimento delle aliquote e dei moltiplicatori relativi alla rivalutazione delle rendite catastali”.

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