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Palpeggia ragazzina, 16enne accusato di violenza sessuale

Tribunale

Processo sospeso e sei mesi messa alla prova: così hanno deciso i giudici del tribunale per i minori di Brescia nei confronti di un 16enne cremonese accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 11 anni. Il minore è stato affidato ai servizi minorili che si incaricheranno di monitorare il suo comportamento. Se l’esito della messa alla prova sarà positivo, a ottobre i giudici dichiareranno l’estinzione del reato; in caso contrario il procedimento sarà riattivato. La vicenda risale al febbraio del 2008. E’ tardo pomeriggio quando la ragazzina ed alcune coetanee si incontrano davanti ad un oratorio cittadino con altri amici, tra cui il giovane che sarà denunciato. Ad un certo punto la ragazzina, rimasta sola, viene bloccata dal gruppetto, in tutto quattro-cinque giovani, che le afferrano il busto, le mani e le gambe, impedendole di muoversi. La minore dice agli amici di smetterla, non vuole più giocare e ha voglia di tornare a casa. Ma i compagni non l’ascoltano e continuano a trattenerla. Fino a quando il 16enne si stacca dal gruppo e le palpeggia il fondoschiena. Poi va oltre, e le mette una mano negli slip. Lo spavento cresce, il desiderio di fuggire è sempre maggiore, tanto che alla fine la ragazza si divincola e riesce a liberarsi. Corre in oratorio e raggiunge le amiche, alle quali racconta l’accaduto. Lo farà anche più tardi, a casa, ai suoi genitori. Sono loro a sporgere denuncia. Contrastanti le versioni fornite: c’è la difesa del 16enne, assistito dall’avvocato Alessandro Zontini, che nega la pesante accusa di violenza sessuale. Il ragazzo ha parlato di uno scherzo innocente conclusosi con un’amichevole pacca sul fondoschiena dell’amica, ma nulla di più. Niente a che vedere con il fatto di averle messo le mani negli slip. Il minore si è difeso dicendo che quel giorno faceva molto freddo, tutti avevano indosso indumenti pesanti, e la ragazza aveva i jeans. Per questo motivo sarebbe stato molto difficile aver compiuto un’azione come quella descritta dalla vittima. La ragazza, invece, ha sostenuto l’accusa, dicendo di aver avuto indosso i jeans, ma a vita bassa e in più senza cintura.

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