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Bilancio elettorale e futuro in regione, lunedì assemblea cittadina del Pd

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Il Partito Democratico cremonese all’Assemblea Cittadina. Un momento per commentare il risultato elettorale e le prospettive in Lombardia. “Discuteremo – scrive Daniele Burgazzi nel volantino – sulle strade che si aprono in regione e sul governo Formigoni, tenendo conto delle inchieste che hanno coinvolto un notevole numero di politici legati al governatore”. Iscritti e simpatizzanti, lunedì 28 maggio alle ore 21 al Circolo Signorini. Presente Agostino Alloni, consigliere regionale del Partito Democratico.

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    Se perfino un triunviro del PiPiPè (Piva Pizzetti più staccato Perri), il compagno Pizzetti, si lascia sfuggire che la costituzione di parte civile del Comune di Cremona nel processo Tamoil sarebbe “un atto prevalentemente simbolico e dalla scarsa ricaduta concreta”, cosa insistono gli sbandieratori, non dico a insultare, a spiegarci che va bene così, quando prima o poi il motivo vero di questa lotta feroce, che altrimenti non si spiegherebbe, salterà fuori?
    Sul rituale Punto della domenica, che leggono solo gli obbligati, Pennadoro Zanolli inizia:
    “Non era mai successo che il segretario del Pd di Cremona prendesse apertamente una posizione contrastante con quella del suo parlamentare di riferimento. Non era mai successo nemmeno che quattro consiglieri comunali entrassero in rotta di collisione col medesimo deputato etc.”
    E poche righe sotto dà del “lillipuziani della politica” e “dinosauri del Pd” agli “altri”.
    Che è tutta la cultura del padron dalle belle braghe bianche. A Pennadoro, ne sono certo, non passa neanche per la testa che il rapporto vada rovesciato, a meno di mirare al Partito e Pensiero Unico: è il deputato a doversi allineare, non certo il contrario. Il deputato, se in grado, legifera a Roma, e presenta le istanze del territorio, non certamente quelle che lui vorrebbe imporre, anche se ne avesse le capacità intellettuali e culturali. Che nel caso del compagno Pizzetti, basta vedere come scrive.
    Il resto del Punto sarebbe al solito da lasciar perdere, intriso com’è dell’obbligo dell’unanimismo nella vita dei partiti, sulla falsariga dei voti per acclamazione tanto cari alla Libera. Ma c’è un puntino d’umorismo involontario: “Titta Magnoli prende le distanze da Luciano Pizzetti, suo “padrino” politico, su una questione molto delicata.”
    Il perché della definizione lo può spiegare solo Pennadoro. Magnoli, altro che “figlioccio politico” del compagno Pizzetti, è noto che fu spedito a Cremona dalla direzione del partito, per rimettere insieme i cocci dopo il disastro Corada/Beluzzi causato dal “padrino”, che portò alle legnate del 2009. Se l’immagine della politica lo permettesse, la direzione invece di spedire Magnoli avrebbe espulso Pizzetti, che comunque di fatto oggi è confinato ai margini, gli son rimasti un paio di centurioni in attesa della messa a riposo del 2013.
    E poi andiamo, ma capisco che Pennadoro non riesca a capirlo, assegnare una forma di derivazione, manco fossero simili, di Magnoli da Pizzetti: cultura, intelligenza, garbo, simpatia, rispetto degli altri, insomma, divisi con ben poca equità…..
    La prova provata? il partito li presenti agli elettori, uno è in grado di prendere voti anche a destra, l’altro di perdere quelli di sinistra.

    Cremona 28 05 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info