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Tamoil, malori alla Bissolati: disposte nuove indagini

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Indagini integrative per i fatti accaduti alla Tamoil il 27 agosto del 2009 per i quali Enrico Gilberti, il manager preposto alla gestione della raffineria, è accusato di disastro colposo. Le ha disposte il giudice Guido Salvini che oggi avrebbe dovuto pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Fabio Saponara. Per la procura, Gilberti “avrebbe cagionato per colpa un disastro ambientale, esponendo a pericolo collettivamente un numero indeterminato di persone”. Il manager deve rispondere in merito alla fuoriuscita di gas da uno dei serbatoi utilizzati durante le fasi di pulizia degli impianti. Il contenitore, che fungeva da grande pattumiera dove venivano convogliati gli scarti di lavorazione, si era danneggiato, rilasciando nell’aria un fortissimo odore di idrocarburi che aveva causato malori tra i soci delle vicine canottieri. Relativamente a quell’incidente, provocato dalle operazioni di manutenzione del serbatoio “A5”, la consulenza effettuata per conto del pm aveva parlato di rischio esplosione molto alto per la presenza di sostanze altamente infiammabili. Per il giudice, però, le indagini “volte a valutare gli elementi costitutivi del reato, in particolare sotto il profilo della pericolosità dell’evento”, sono “incomplete”. E’ stata ritenuta quindi necessaria una “integrazione probatoria” con “l’identificazione e l’audizione delle persone che avrebbero manifestato nell’immediatezza disturbi quali bruciore agli occhi e alla gola, mal di testa e nausee” e “l’effettuazione di una integrazione di consulenza tecnica finalizzata a verificare se i vapori di idrocarburi fuoriusciti dal serbatoio A5, tenendo conto della loro concentrazione e dei tempi di dispersione, si collocassero all’interno di un rischio di esplosività”. Per le nuove indagini il giudice ha fissato il termine al prossimo 16 settembre, rinviando l’udienza al 20 settembre.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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