Un commento

Tamoil, Commissione allargata tra dati tecnici e dibattito politico sulla "parte civile"

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Dirigenti e tecnici Tamoil

foto Francesco Sessa

Commissione ambiente “allargata” nella Sala Quadri di palazzo comunale. Sul tavolo la trasformazione della Tamoil da Raffineria a deposito e la ricostituzione dell’Osservatorio. Una prima parte squisitamente tecnica con slide proposte dai consulenti dell’Azienda (Urs e Saipem) su caratterizzazione, analisi rischio e monitoraggio acqua e aria nelle aree interne ed esterne e sul loro ripristino ambientale.
Tra sondaggi, piezometri e sonde, il risultato che i valori rilevati dai tecnici di Tamoil sono contenuti nei limiti. In arrivo, all’esterno, altri pozzi e sistemi di monitoraggio alle Canottieri e nell’area residenziale privata interessata. Il passaggio a deposito? Ci saranno spazi che verranno dismessi e altri che verranno demoliti. Nessun accenno ai costi dell’operazione sostenuta da Tamoil: “Non ci interessano i costi, l’importante è raggiungere l’obiettivo che abbiamo pattuito di ripristino ambientale”, la dichiarazione dei dirigenti dell’Azienda.

IL DIBATTITO POLITICO

A seguire la parte politica. “Sulla questione non c’è stato un lavoro di trasparenza da parte della Giunta – ha attaccato Caterina Ruggeri del Pd -. Vogliamo i dati presentati sul sito e il consiglio comunale aperto”. “Sapete tutto – la risposta dell’assessore Bordi -. Per quanto riguarda l’aggiornamento del sito, siamo bloccati per i tempi dovuti al passaggio di competenza dalla Regione al Ministero dello Sviluppo Economico, sul consiglio comunale aperto assicuro che si farà”.
La costituzione di parte civile da parte del Comune nel processo contro Tamoil all’interno dell’intervento di Giancarlo Schifano dell’Idv (“Andava fatto per tutelare i cittadini”), mentre Alessia Manfredini, consigliera del Pd, ha elencato una serie di domande tecniche, tra le quali il futuro del tavolo di confronto permanente in Regione, le ordinanze in vigore nelle canottieri e le garanzie sul ripristino da parte di Tamoil.
“La magistratura non deve sollecitare nessuno – ha detto Bordi sulla costituzione di parte civile – Il danno ambientale poteva essere chiesto all’inizio, ma non è stato fatto. Poteva essere chiesto dal Ministero, ma non è stato così. In questo momento non si può perché è stata approvata l’analisi di rischio. Questo non vuol dire che il Comune ha abbassato la testa. Con l’accordo a Roma, la città ha portato a casa il ripristino ambientale e la cittadinanza è di questo che ha bisogno”.
A seguire i consiglieri provinciali Giuseppe Torchio (“Mai riunito l’osservatorio Tamoil in questa tornata amministrativa”), Giampaolo Dusi di Rifondazione (“Serve un progetto per il futuro delle aree”), Giuseppe Trespidi dell’Udc (“Più informazione sul tema”), Clara Rita Milesi dell’Idv (“Non fanno bene le tensioni nel Pdl e nel Pd sulla costituzione di parte civile”).
“Quello sottoscritto a Roma è stato un accordo non facile – ha ricordato Cinzia Fontana, parlamentare del Pd – Con quello l’azienda è stata costretta al risanamento. Oggi l’obiettivo è un altro: quello di fare in modo che gli impegni presi vengano rispettati. Per quanto riguarda la costituzione di parte civile, spetta allo Stato. Piuttosto il problema è quello che riguarda la posizione dei lavoratori esodati della Tamoil che rischiano di non rientrare nei salvaguardati dal decreto attuativo”.
“Sulla parte civile non è nostro compito giudicare – è intervenuto Pedretti della Cgil -. Ci aspettiamo da Tamoil una lettura rigida dell’accordo non solo per il ripristino ambientale, ma anche per la situazione dei lavoratori. Al sindaco chiediamo un tavolo per elaborare un documento da mandare al governo sul tema degli esodati”.
“Continueremo – hanno concluso i dirigenti Tamoil – a dare le informazioni necessarie”. E sulla ricostituzione dell’Osservatorio, “nei prossimi giorni verranno richiesti i nominativi che poi verranno votati in consiglio”, la dichiarazione di Bordi.
A conclusione, l’intervento del sindaco Perri: “Ringrazio tutti per essere intervenuti – ha detto -. Abbiamo raggiunto risultati importanti e affrontato i problemi. Costituendoci parte civile, avremmo perso il terreno guadagnato e non so cosa avrebbe potuto fare Tamoil. Ora dobbiamo continuare per questa strada. Faremo il consiglio comunale aperto e accoglieremo l’appello dei sindacati sulla questione lavoratori”.

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Commenti
  • MARIO

    “La magistratura non deve sollecitare nessuno – ha detto Bordi sulla costituzione di parte civile – Il danno ambientale poteva essere chiesto all’inizio, ma non è stato fatto. Poteva essere chiesto dal Ministero, ma non è stato così. In questo momento non si può perché è stata approvata l’analisi di rischio. Questo non vuol dire che il Comune ha abbassato la testa. Con l’accordo a Roma, la città ha portato a casa il ripristino ambientale e la cittadinanza è di questo che ha bisogno”.

    Riportata la dichiarazione e faccio domande o riflessioni:

    – L’assessore non può e non deve dire alla magistratura quello che deve fare;

    – Ci dica perché non è stato richiesto il danno ambientale dall’inizio e se CHI lo doveva fare era opportunamente informato in tempo;

    – L’accordo portato a casa , ammesso che sia il massimo e valido, dovrà essere monitorato : ma da CHI ?

    – La cittadinanza sarà tranquilla quando ci sarà totale trasparenza politica e non derivante da accordi fra le “parti”, se pur considerati validi
    IN CAUDA VENENUM:
    ma il Pd ha fatto la conta o NO ?
    Si puù sapere ?