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Corruzione in carcere 46enne a processo, i giudici la assolvono

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Nella foto, il carcere di Cremona

Era l’unica imputata ancora da giudicare, Cristina Branchi, 46 anni, di Soresina, accusata di corruzione in concorso con altre cinque persone, tutte già processate, per fatti accaduti nel carcere di Cremona tra il settembre e il dicembre del 2007. Oggi il collegio presieduto dal giudice Francesco Sora (a latere Andrea Milesi e Giulio Borella) l’ha assolta dagli episodi contestati. Il pm Fabio Saponara aveva chiesto una pena di due anni. La Branchi, all’epoca dei fatti agli arresti domiciliari, era accusata di aver messo in contatto la sorella di un detenuto con un suo vicino di casa, sovrintendente della polizia penitenziaria (ha patteggiato tre anni e sei mesi), che, dietro pagamento, consegnava ai detenuti telefoni cellulari e droga. In quattro mesi l’agente aveva guadagnato 1.800 euro. Per l’accusa la Branchi era parte dell’organizzazione, mentre per il suo legale, l’avvocato Andrea Balzarini, era completamente all’oscuro dei traffici che si svolgevano all’interno del carcere. L’imputata si era solo limitata a fornire un numero di cellulare. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 45 giorni.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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