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A vela nel Passaggio a Nord Ovest Un medico cremonese sulla prima barca italiana che sfida i ghiacci dell'Artico

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“Se lo sapevo mi vestivo da marinaio”. Tra cartelloni esplicativi dei difetti posturale, atlanti aperti sul polo nord e calendari di barca a vela, c’è un medico cremonese pronto a partecipare ad una spedizione storica: quella di Best Explorer, la prima barca italiana a tentare il Passaggio a Nord Ovest, leggendaria rotta che collega l’Atlantico al Pacifico attraverso i ghiacci dell’Oceano Artico. E’ il dottor Francesco Daina, signore schivo e garbato, medico di famiglia appassionato di mare. Si imbarcherà in Groenlandia a Upernavik a metà luglio. Sarà protagonista della quarta tappa di questa importante esperienza: navigherà per due settimane fino in Canada, a Pond Inled, dove scenderà per lasciare il posto ad altri dell’equipaggio. Una squadra di esperti della barca e della navigazione tra i ghiacci provenienti da tutte le parti d’Italia e appartenenti all’Associazione Arctic Sail Expeditions – Italia (vai al sito), partita da Tromso in Norvegia il 31 maggio, con destinazione Sand Point sull’isola Popof, nel gruppo delle isole Shumagin, sulla costa sud della penisola dell’Alaska, da raggiungere, in otto tappe, all’inizio di ottobre.

“Perché ho scelto di fare questo viaggio? – dice Daina – Perchè mi piace la barca e perché sono un medico. Ho chiesto di poter fare questa esperienza, hanno testate le mie capacità e mi hanno detto che potevo partecipare. Ho già fatto una traversata otto anni fa, dall’America all’Europa: diciannove giorni in tre persone sulla barca a vela”.
Un viaggio interessante anche dal punto di vista sanitario. “Sono interessato anche all’aspetto medico – continua Daina -. Io andrò a bordo e dovrò controllare come stanno i miei compagni di viaggio. Siamo collegati con il Centro medico Marino di Tolosa che offre assistenza a tutte le barche del mondo e anche a Best Explorer in caso di bisogno. Fare il Passaggio a Nord Ovest non è un’esperienza semplice. Intanto, ognuno ha il suo mare: nel senso che sulla barca è questione di equilibrio, di orecchio, a cui bisogna adattarsi. Poi, c’è l’alimentazione e ci sono sono le basse temperature: arrivano anche a -40° se soffiano i venti dalla Groenlandia e se stai nell’acqua gelida per più di dieci minuti muori”.
Una spedizione condotta in totale sicurezza con collegamenti satellitari e via radio, con equipaggiamento di livello e soprattutto partecipanti estremamente preparati. Su una barca da 15 metri con turni da tre ore per ogni membro dell’equipaggio, “perché ci deve essere sempre qualcuno che vigila: il mare è frequentato non solo da balene, ma anche da altre navi e soprattutto da ghiacci”, spiega Daina. “Cosa mi aspetto da questa esperienza? – conclude – Di arricchirmi per quanto riguarda lo stare in barca e per la mia professione. E di vedere le balene… Buon vento, come si dice in gergo da marinai”.

LA SFIDA DELLA PRIMA BARCA ITALIANA

Il Passaggio a Nord Ovest è la rotta marittima che collega l’Atlantico al Pacifico passando a nord del continente Americano, tra i ghiacci dell’Oceano Artico. Il Passaggio in senso stretto è di circa 5.000 miglia marittime, che sono state definite la rotta più difficile del mondo perché i ghiacci, pur in questo periodo di riscaldamento, sono presenti lungo tutto il percorso, anche d’estate, potendolo ancora bloccare completamente. La rotta è stata percorsa per la prima volta dal norvegese Amundsen in tre anni, dal 1903 al 1906, nei quali si dedicò anche a molte importanti osservazioni scientifiche. “A nostra conoscenza – dicono i partecipanti all’avventura – nessuna barca italiana è ancora riuscita nel tentativo. Questo sarà intrapreso quindi per la prima volta da Arctic Sail Expeditions – Italia con la barca a vela Best Explorer”.

“Per la rotta del Passaggio a Nord Ovest – proseguono – partenza a fine maggio 2012 da Tromsø, al nord della Norvegia, toccando l’Islanda, risalendo la costa occidentale della Groenlandia, inoltrandosi poi nel labirinto dell’arcipelago del Nunavut, a nord del Canada, proseguendo lungo la bassa costa dell’Alaska per poi scendere oltre lo stretto di Bering fino alle isole Aleutine, nel Pacifico, che dovremmo raggiungere a metà Ottobre 2012. La nostra barca è pronta e temprata da diversi anni di navigazione tra i ghiacci delle isole Svalbard, oltre gli 80° nord. L’equipaggio sarà prevalentemente formato da persone abituate ad affrontare insieme lunghe navigazioni in mari difficili, senza escludere la presenza di appassionati che dimostrino di essere adatti ad integrarsi con l’equipaggio. È previsto che ci siano numerosi avvicendamenti nelle località di tappa. I compiti a bordo saranno distribuiti tra i membri dell’equipaggio, di cui farà certamente parte almeno un fotografo/regista per la documentazione audiovisiva dell’impresa. In barca a vela saremo in grado percorrere una rotta che si svolge quasi tutta a nord del Circolo Polare Artico. Lungo tutto il percorso ci avvicineremo alla misteriosa fauna artica con il minimo disturbo, cooperando tra di noi, affrontando le difficoltà dell’ambiente estremo e della convivenza in condizioni di stress, ma senza gli inutili conflitti che ormai sembrano essere la normalità dell’esistenza rappresentata negli spettacoli televisivi. La nostra esperienza di anni di navigazione nell’estremo Nord ci ha insegnato a navigare così fra i ghiacci e ci ha portato a contatto con persone di esperienze e culture diverse dalle nostre, da cui possiamo apprendere molto sulla vita in condizioni estreme”.

“Il nostro viaggio nelle estreme regioni settentrionali – concludono quelli di Arctic Sail Expeditions – Italia – merita di essere condiviso con il maggior numero di nostri concittadini, specialmente i giovani. Seguirlo mentre si compie sarà un’esperienza affascinante che contribuirà far crescere in tutti noi l’amore del nostro pianeta e la certezza che anche le mete più ambiziose sono alla portata di tutti. Scrittori, disegnatori, velisti condivideranno la nostra esperienza e contribuiranno a popolare con i loro racconti il nostro sito internet, che è disegnato riservando uno spazio speciale per le Scuole e i loro progetti didattici legati al nostro viaggio e da esso stimolati e arricchiti”.
Hanno seguito e seguono l’evento, tra gli altri, il programma Caterpillar su Radio 2 (clicca qui), il giornale “La Stampa” con vari blog (clicca qui) e la rivista “Vanity Fair”.

Il percorso

Greta Filippini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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