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Terremoto, non solo Mirandola anche Suzzara gemellata con la Diocesi di Cremona

gemellaggi

Non solo Mirandola, nel Modenese, ma anche Suzzara, nel Mantovano. Sono queste le comunità duramente colpite dal terremoto interessate al gemellaggio con la Chiesa di Cremona che attraverso la Caritas diocesana, tra le più attive nella consegna di materiali, stringerà un rapporto stretto di collaborazione e solidarietà. È questa la risposta immediata all’appello lanciato venerdì 6 luglio dal vescovo di Mantova, mons. Roberto Busti, che ha invitato le Chiese sorelle di Lombardia a farsi più prossime alle popolazioni virgiliane che si trovano in condizioni precarie. Nei prossimi giorni saranno definiti i programmi di azione, che vedranno coinvolta insieme alla Caritas anche la Federazione Oratori.

IL GEMELLAGGIO CON SUZZARA

Definito, dunque, nei giorni scorsi il gemellaggio con la vicina Chiesa sorella di Mantova: si tratta del comune di Suzzara con le due frazioni di Riva e Brusatasso. Realtà scelte non a caso visto che sono confinanti con la diocesi di Cremona. Questo comune dell’Oltrepò mantovano, limitrofo al Viadanese (provincia di Mantova, ma diocesi di Cremona), conta poco più di 20mila abitanti. Anche a motivo della vicinanza geografica il tessuto pastorale è molto simile e ciò permetterà una maggiore sinergia e collaborazione.

Già nei prossimi giorni una delegazione di Caritas Cremonese visiterà le tre località per un primo contatto diretto con i rispettivi parroci, in modo da predisporre al più presto il piano degli interventi. Il progetto vedrà coinvolta anche la Federazione Oratori Cremonesi.

IN EMILIA, VICINI A MIRANDOLA

Per quanto riguarda, invece, l’Emilia Romagna la Diocesi di Cremona vivrà il gemellaggio con la cittadina di Mirandola, uno dei territori più colpiti dal terremoto: parzialmente crollato il Duomo e lesionato in modo serio il Comune. La collaborazione è stata definita a fine giugno in un’apposita riunione svoltasi a Modena, ancora da definire però i dettagli del gemellaggio. Anche in questo caso non appena saranno definiti i territori di competenza sarà effettuato un sopralluogo in loco.

IN COSA CONSISTE IL GEMELLAGGIO

Gli interventi Caritas, dopo la prima fase di emergenza, come sempre si caratterizzeranno per un affiancamento duraturo, nel medio e lungo termine, nella fase più difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale con attenzione alla ricostruzione socio-economica. In particolare sarà curato:
– l’accompagnamento della popolazione, con presenza di volontari, attività di ascolto e animazione nei luoghi di accoglienza, sostegno alle attività pastorali, rilevazione continua dei bisogni.
– la ricostruzione, con “Centri di comunità” (strutture polifunzionali per attività liturgiche, sociali e ricreative), strutture per servizi sociali e caritativi, servizi in risposta alle vecchie e nuove povertà.
– la progettazione sociale per la riabilitazione socio-economica del territorio, con sostegno al reddito ed accesso al credito per famiglie e piccole imprese, borse lavoro per giovani.

Come già avvenuto in precedenti occasioni (ultima quella del terremoto in Abruzzo) il Centro di coordinamento Caritas ha suddiviso il territorio colpito dal sisma in zone “affidate” alle diverse delegazioni Caritas secondo appunto la formula dei “gemellaggi”, sperimentati per la prima volta dopo il terremoto del 1997 in Umbria e successivamente ripresi con il sisma del 2002 in Molise e quello del 2009 in Abruzzo. I gemellaggi prevedono nelle rispettive zone l’invio di operatori e volontari per un’opera di assistenza, sostegno e ascolto, rivolta soprattutto alle fasce più fragili della popolazione.

Come primo intervento Caritas Cremonese allestirà nei territori gemellati un campo base che servirà a coordinare tutti gli interventi di sostegno e vicinanza alla popolazione locale attraverso gruppi di volontari e con i materiali e i fondi raccolti in diocesi.

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