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Dal Premio Cremona alla mostra di liuteria del '37 Ecco la città in bianco e nero nei filmati dell'Istituto Luce su Youtube

http://www.youtube.com/watch?v=uxo04Nd085M&feature=plcp

Le inaugurazioni delle tre edizioni del Premio Cremona (1939-40-41), il concorso ippico internazionale allo stadio (1937), il medico condotto nelle campagne del dopoguerra, Nicoletti, il calzolaio di Soncino, la scuola di liuteria e le mostre degli strumenti ad arco (1937), i lavori di bonifica sul Po, le sfilate fasciste, la medaglia d’oro all’ XI artiglieria della Col di Lana, il raduno remiero sul fiume.  C’è tanta cronaca, cultura e storia di Cremona nei cinegiornali dell’Istituto Luce o della settimana Incom che ora sono visibili a tutti attraverso You Tube. Un patrimonio video-storico di eccezionale valore e interesse, che da pochi giorni è fruibile appunto anche sulla piattaforma di You Tube (vai al canale). E’ stato infatti siglato un accordo tra Google e Istituto Luce-Cinecittà, con una “posta in gioco” piuttosto importante: parliamo infatti di 30 mila filmati dell’archivio storico, che ripercorrono 40 anni di vita italiana, dagli anni ’20 agli anni ’60. Oltre ai Cinegiornali Luce che risalgono al periodo 1927-1945 e alla Settimana Incom (il rotocalco che veniva proiettato nelle sale prima dello spettacolo cinematografico) del 1946-1964, saranno disponibili anche materiali provenienti da altri archivi digitalizzati e conservati. E per consentire agli utenti di YouTube di navigare in modo semplice all’interno di una mole cosi vasta di documenti storici sono state realizzate apposite ‘playlist’tematiche. Rodrigo Cipriani Foresio, Presidente dell’Istituto Luce-Cinecittà è certo della buona riuscita di questo esperimento: pare infatti che, negli ultimi 10 giorni, siano già state circa 500 mila visite da persone di tutto il mondo.

ALCUNI VIDEO DELL’ISTITUTO LUCE SU CREMONA

Questa volta in primo piano. La storia del calzolaio 87enne Primo Nicoletti di Soncino. (1959)

Mostra Concorso Liuteria a palazzo dell’Arte. (1949)

Consegna medaglia al valore all’11esimo reggimento artiglieria (1948)

Inaugurazione Colonia Farinacci. (1938)

Giornata del Duce a Cremona. (1934)

Raduno di barche a remi sul Po. (1937)

Decimo anniversario delle organizzazioni dopolavoristiche. (1935)

Premio Cremona. (1939)

Concorso ippico al Polisportivo. (1937)

Una visita alla scuola di liuteria. (1941)

La consegna di gagliardetti offerti dagli industriali agli operai in piazza del Comune. (1938)

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Commenti
  • Roberto F. Baldesio

    Raffronto impietoso con la Cremona, l’Italia, di oggi.
    Altro che Corada Perri e Compagnia Cantante!
    Le folle oceaniche che andavano al comizio con badili e rastrelli e non gia’ per offendere il comiziante.
    Oggi ai comizi non ci va nessuno, tolti quattro pensionatio che hanno un caspita da fare e per due panini e un bicchiere di lambrusco si prostituiscono al sindacato di turno e se ci vai con il badile, simbolo di lavoro, ti arrestano per possesso di arma atta ad offendere.
    Di inaugurazioni ce ne sono ma son roba per LORO. Centri sportivi blindatissimi che per entrare manco serve lòa tessera del partito, servono biglietti sonanti e conoscenze giuste.
    La gente che lavora invece delel medaglie ha prese per il bip, il Premio Cremona e’ quello che si da’ ai dirigenti del Comune tout court, basta respirare.

    Quanto si e’ specato!

    W il Duce
    W Cremona
    W l’Italia

    • Paolo

      “Beata ignuransa”, come si dice a Cremona. Per quanto hai scritto potresti essere denunciato per “apologia di fascismo”. Ti ricordo che il motore fascista ci ha portato dritti dritti dentro una guerra che ha portato la morte di circa 450 mila italiani … e magari qualche tuo parente …., il credere obbedire combattere non lo dicevano i tedeschi, non è stato un incidente di percorso. Inoltre chi non andava alle manifestazioni “olio di ricino…” informati su chi erano Ferruccio Ghinaglia e Attilio Boldori. Saluti.

      • Roberto F. Baldesio

        Per la verita’ mi pare che l’ignoranza stia in altre parti: in commenti preconfezionati che seguono un “si dice” che si e’ radicato come un luogo comune. L’ignoranza e’ accresciuta dalla mancanza di umilta’ nell’affrontare una sana revisione di quella che da cronaca faziosa e’ divenuta storia.
        L’apologia di Fascismo e’ la NON risposta: non e’ minacciando che si risolve la questione della nostra storia.
        Ricondurre il Fascismo alla sola guerra non e’ serio. Puo’ essere utile a parti interessati nello spartirsi potere ma non serio. il Fascismo nasce nella violenza del primo dopoguerra, violenza utilizzata da TUTTE le parti, tranne forse la parte che poteva farne a meno utilizzando quella violenza subdola che stava nel potere della chiesa, dovew le ferite erano nell’anima. Morivano fascisti e socialisti in egual misura. il programma di Piazza San Sepolcro e’ un programma di avanguardia politica, l’affermazione con la Marcia su Roma e’ legittima e il governo del Paese e’ stato di alto livello fino al 1936/38. il giudizio sul Duce da parte delle Democrazie e anche dell’Unione Sovietica durantete l’alleanza con Hitler erano positivi. molto positivi nel caso degli Stati Uniti del 1927, tanto per dire.
        I problemi internazioneli sono venuti con l’Impero e con la paura dell’Inghilterra per l’insidia alla sua egemonia Mediterranea che hanno spinto l’italia verso l’unico alleato possibile.
        Si e’ dimenticato anche il ruolo dell’Italia fascista contro il bolscevismo in Spagna.
        Tutto dimenticato.
        La guerra ! Le guerre si fanno, Si e’ fatta la prima, costata molto caro e anche altre che non sono mai state addebitate ad un regime. Abbiamo perso anche ad Adua, e’ saltato il governo ma mica si rinfaccia a Crispi l’esito di una battagliia sfortunata.
        Per i morti poi, bisogna precisare, e questa si’ e’ ignoranza che dei 600000 morti italiani 300000 furono quelli dal ’40 al settembre ’43, ma gli altri 300000 furono immolati sull’altare di una resa ignomignosa che il popolo Italiano non si meritava. Parlo di Resa e non armistizio perche’ di imbroglio si tratto’: gli italiani smisero di sparare non di farsi accoppare dagli Angloamericani che ammazzavano, bombardavano, lo ricordiamo il bombardamento di Cremona e i morti che fece? era il 10 luglio e in qualche caso gli alleati si abbandonarono a violenze inaudite. Dimenticate. Sono episodi, ma gli episodi contano solo in senso.
        E non dimentichiamo dell’orribile morte di 80000 connazionali, perlopiu’ operai e contadini in quella fornace che erano i lager sovietici.
        Dimenticato il colpo di Stato del 25 luglio e tutte le porcate fatte ma seppellite ben nascoste negli Archivi.
        Fino a qualche anno fa, quando c’erano ancora i reduci della guerra 1940-45 essi la chiamavano la NOSTRA guerra e non se ne vergognavano, anzi dibattevano con virile veemenza e non permettevano l’uso politico di una parte della Storia Nazionale.
        Per le manifestazioni popolate con la forza dell’olio di ricino, taccio per carita’ di Dio, le immagini parlano da se’ ed e’ strano ricordare l’olio di ricino dopo che si e’ appena minacciato uno di galera per apologia di Fascismo. Dov’e’ la differenza. Cambierei volentiei l’olio di ricino in cambio dei gironi infernali che sono le “nostre” carceri democratiche.
        Sui nomi, che non andrebbero sbandierati se non con il profondo rispetto per chi sa anche morire per un’Idea, qualunque essa sia c’e’ niente popodimeno che un martirologio di Fascisti Cremonesi. Ma e’ una disputa a cui non scendo.

        Giovanni Gentile, nell’Enciclepedia italiana: il Fascismo e’ uno stile piu’ che un corpo di dottrine, un atto piuttosto che un fatto.

        • italiana

          Allora, con stile, metta in atto il suo sparire da questo post che non serve per fare l’ennesima apologia

        • Mauri

          Premetto che non sono socio in nessuna societa’ sportiva ma se hai veramente cosi’ fastidio puoi andare alle colonie padane ( dove era la casa estiva del fascismo) ti riempi una delle 2 vasche e ti fai il bagno cosi’ raffreddi i tuoi spiriti. Magari al termine puoi anche salire sul palchetto dove mussolini faceva i suoi discorsi e darti ragione !!!

      • bbb

        ma tu che accusi di fancanzzismo i dipendenti del Comune di Cremona, che cosa fai nella vita? il commentatore ufficiale dei fascisti su cremonaoggi?

    • Gianni

      Trovo sempre interessante rivedere i filmati dell’Istituto Luce, ma certe strumentalizzazioni polemiche sembrano un passatempo per chi non ha altro da fare.
      e’ vero che a Cremona ci sono centri sportivi privati a pagamento con piscina (es. Baldesio, Flora ecc. ecc.), ma che centra tutto questo con il regime fascista!!!!!!!
      Se poi si vuol dire che Cremona è una realtà sociale dove il potere agrario e un certo clientelismo fanno sentire il loro peso, ci può anche stare ma non si può dire che se ci fosse ancora il fascismo Cremona sarebbe una città più “sociale”.

  • ugo tognazzi

    buca, buca con acqua..
    st****o.. st****o con piscia..

  • Andrea

    Al di là delle polemiche storiche che si stanno generando nei commenti (comunque interessanti se ben argomentate), trovo molto interessante rivedere le immagini di come era la nostra città 70-80 anni fa.

  • Ftw

    Non sopporto il fascismo, non per quello che ha fatto, ma solo perchè non sopporto chiunque mi dica cosa devo o non devo fare. tutto il resto è storia… lasciamola a chi se la vuol studiare!

  • st jimmy

    Le polemiche sul fascismo, a posteriori, si dovrebbero basare su di un’unica realtà: quanto è rimasto al termine delle guerra. E guardando la devastazione dell’Italia si fa alla svelta a fare un bilancio della follia fascista.

    • Roberto F. Baldesio

      Con lo stesso metro giudichiamo la politica del dopoguerra.
      Cos’e’ rimasto dell’italia democratica?
      Violenza a livelli inaccettabili, poverta’ diffusa, ignoranza totale, pedofilia, apparire invece che essere. un bello spettacolo. si fa prima a ricostruire un edificio crollato, bombardato tra l’altro dagli AngloAmericani con la politica del terrore per piegare le popolazioni, che riedificare l’educazione di un popolo. senza dimenticare che in questi ultimi anni si e’ distrutto il popolo italiano contaminadolo forzosamente con altre realta allogene.

      • st jimmy

        A quanto pare il lavaggio del cervello fascista riesce a mietere vittime anche nel 2012 …

      • Gianni

        Ma vogliamo paragonare l’Italia di oggi con quella del Ventennio? Se guardiamo alla violenza con la quale i fascisti presero il potere non c’è paragone. Il movimento fascista era violento per definizione anche se, una volta preso il potere si è concesso il lusso di una “normalizzazione”. Se guardiamo alla povertà e’ evidente che l’Italia di allora era un paese molto più povero e meno industrializzato di oggi. Il livello di istruzione non era più alto di oggi dato che allora solo i ricchi potevano mandare i figli a studiare. E i pedofili? C’erano anche allora, solo che se ne parlava meno…….

  • don pizzarro

    Bellissime testimonianze di un’epoca passata, al di là della sottesa querelle politica. Per quanto mi riguarda, la prima volta che vedo la mia città così com’era in quegli anni.

  • confermo,bellissime immagini di una cremona che era,anche politicamente parlando,che noi giovani non conosciamo.
    per quanto riguarda la politica,bè,ognuno ha le sue opinioni,il suo credo,le sue ragioni..io leggo tutto ciò che scrivete e penso che ognuno di voi abbia un pò di ragione.

  • CAVALIER MUSSOLINI, SCUSATEMI

    Una differenza tra Mussolini e Stalin? non è peccato iniziare le guerre, è perderle….

    Cremona 10 07 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • st jimmy

      Pazzi entrambi. Le dittature non sono mai giustificabili, ne quelle di destra, ne quelle di sinistra. Il solo motivo per cui Mussolini ha più rilevanza per noi è che è stata la nostra dittatura.

    • Roberto F. Baldesio

      Il peccato e’ perdere le guerre.
      Bene… si decida per chi e perche’ si e’ persa la guerra.
      Vincerla era di certo difficile quando e’ entrata in campo la potenza industriale americana che gia’ prima di Perl harbour inviava aiuti ai cugininglesi, ma vicini alla vittoria ci siamo stati. Anzi se l’Italia non fosse caduta ignomignosamente una pace negoziata sarebbe stata possibile: prima del settembre 43 l’europa erauna fortezza inespugnabile.
      Pro’ non si puo’ dimenticare il sistema produttivo italiano, quei padroni alla Agnelli, tanto per dirne uno, che hanno prodotto pessimi dispositivi per la guerra e poi li hanno fatti adottare con il solito metodo, rimasto nella democrazia di mazzette e condizionamenti. Gli stessi padroni che han pregato i tedeschi di salvare gli impianti e poi han trattato con i nuovi conquistatori. A loro e’ andata bene comunque.
      Non dimentichiamo che quando i tedeschi han preso in mano la situazione dopo il tradimento i magazzini eran pieni di roba, di materilai di ottima fattura ammonticchiati e anche di carburante ce n’era, li’ da parte.
      E gli imboscati, nascosti per un futuro di liberatori mentre la meglio gioventu’ moriva eroicamente nell’adempimento dei doveri verso la Patria?
      E taciamo dei traditori delle Patria, quelli come l’ammiraglio Maugeri, del Servizio Informazioni della Marina, quella Marina che si e’ consegnata con ignominia, mai era avvenuto prima, decorato con medaglia dagli Americani per i servigi svolti durante la guerra. qaundo si premia un nemico?
      e le famose clausole segrete del cosiddetto Armistizio?
      E il carteggio Mussolini Churchill?
      dopo tanti anni non abbiamo ancora iniziato una seria e non faziosa analisi di cio’ che e’ successo. Mi dispiace solo per il fatto che visto la via presa potrebbe non esserci piu’ tempo per l’analisi della realta’ storica. Dovremo morire, almeno quelli fortunati, ignoranti.

      • dipendente comune cremona

        Eccolo qui! ripropongo la domanda già posta: ma tu che accusi di fanca**ismo i dipendenti del Comune di Cremona, che cosa fai nella vita? il commentatore ufficiale dei fascisti su cremonaoggi?

      • Gianni

        Invito il sig. Baldesio a leggersi il bel saggio di Elena Aga Rossi sulla disfatta dell’8settembre 1943. In realtà le sue osservazioni – solo parzialmente fondate – confermano la grande stupidaggine fatta da Mussolini nell’entrare in guerra nel 1940.
        Non è vero che prima del 1943 l’Europa era una fortezza inespugnabile. Quando Mussolini fu messo in minoranza nella notte del 25 luglio 1943 la Sicilia era già stata occupata dagli anglo americani e l’Italia non aveva più i mezzi per difendere il proprio territorio. Tutto il resto sono chiacchiere da bar!

        • Roberto F. Baldesio

          Il libro e’:
          Elena Aga Rossi- Una nazione allo sbando 8 settembre 1943 ed e’ edito da Il Mulino
          Se mi si vuol dare qualche indicazione libraria, ben venga, ma dovrebbe essere un po’ piu’, diciamo, esotica, che’ i libri noti sulla Storia d’Italia son qui che mi fanno ciao come le caprette ad Heidi.
          Visto che siamo nel’angolo del libro controconsiglio di Enrico Cernuschi La vittoria in prestito Gianni Iuculano Editore, saggio controverso e anche i vari libri di Piero Baroni.
          Visto che ci siamo, non controbatto alle cose errate citate nel commento circa l’invasione della sicilia, anche se bisogna considerare che gli Alleati ci han messo due anni a risalire la penisola con il tradimento degli Italiani e lo sbarco di Salerno non e’ stato contrastato, figuriamoci cosa sarebbe successo con gli Italiani agguerriti a difendere la Patria (e magari donne, bambini e Preti ini ciociaria, invece di lasciarli alla merce’ dei Liberatori)
          Comunque consiglio: Antonino Trizzino Navi e poltrone edito da Longanesi e chiamente non piu’ in vendita e neanche la priima o seconda edizione ma l’edizione con l’estratto della vicenda giudiziaria che ha respinto le accuse degli Ammiragli traditori.
          Il Biblioteca dovrebbe essercene una copia, io le miue quattro copie, varie edizione le ho e chiaramente le ho lette. del Trizzino, di certo non un neofascista, c’e’ anche settembre nero (sempre di Longanesi), utile alla discussione.
          E visto che ci siamo anche i libri di Bandini sarebbero utili alla lettura.
          Sulla notte del 25 luglio infine: fu golpe. Il gran Consiglio non aveva potere, il Parlamento che lo aveva non si espresse e l’arresto del Duce fu illegale. Ma la storia bisogna conoscerla senza pregiudizi e senza dover fare interessi di fazioni.
          Un dittatore che cade per mavrove illegali e cade vittima di un arresto pure illegale e’ una barzelletta che e’ tragica solo perche’ recepita senza ghignate.

          • Gianni

            I libri di storia, quando sono ben scritti e basati su fonti documentati, meritano di essere letti per quello che raccontano e non perchè sono “esotici”.
            E’ vero che gli Alleati ci hanno messo quasi due anni a risalire la penisola, ma questo fu dovuto al fatto che il regime nazista aveva deciso di impiegare in Italia le sue migliori truppe, come i famosi “diavoli verdi” che difendevano Monte Cassino, e con l’approssimarsi dello sbarco in Lombardia lo scenario italiano perse d’importanza, tanto è vero che i generali alleati inviati sul fronte italiano si rivelarono i più inesperti sul terreno della tattica e della strategia militare, come si capì in occasione dello sbarco di Anzio e della battaglia di Monte Cassino. Parlare di Italiani agguerriti a difesa della Patria fa semplicemente ridere: gli italiani non ne potevano più di tre anni di guerra che aveva portato solo lutti e miseria, oltre al generale discredito in cui era caduta l’Italia. In occasione dell’entrata in guerra l’opinione pubblica era ubriacata dalla propaganda fascista e Mussolini disse spavaldo che: “Il popolo è una puttana e va col maschio vincitore”.
            Sulla notte del 25 luglio vale la pena, invece, di leggere la biografia di Dino Grandi scritta da Paolo Nello per Il Mulino.
            Prima di parlare di golpe non si può dimenticare che Mussolini avrebbe potuto anche non convocare quella seduta e durante la discussione avrebbe potuto non mettere ai voti l’ordine del giorno Grandi. In realtà si fece sfuggire la leadership del regime perchè sentiva di aver bisogno dell’appoggio dei suoi gerarchi e sentiva di essere profondamente indebolito, sul piano politico, degli insuccessi militari. Per non parlare delle sue condizioni di salute non proprio floride, l’atteggiamento abulico e il dolore per la morte del figlio aviatore. Se si vuole si può anche parlare di golpe ma Mussolini, dopo aver portato l’Italia al disastro, non era più lui e non era più in grado di reggere le sorti della Nazione, essendo rimasto vergognosamente succube del suo rapporto con Hitler.

  • IndomitoDisturbo

    quante paranoie….ROBERTO VIVE E LOTTA INSIEME A NOi!!!