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Stabilizzazione precari, così il Comune si difende alla Corte dei Conti

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Avevano 90 giorni di tempo. E una settimana fa, organi politici e tecnici hanno depositato le deduzioni alla Cancelleria della Corte dei Conti per difendersi dall’ipotesi che la stabilizzazione di 32 dipendenti col il concorso del 2010, sia avvenuta in contrasto con le regole relative al Patto di Stabilità e con altre previsioni normative (leggi l’articolo). Lo ha dichiarato in consiglio comunale l’assessore Maria Vittoria Ceraso, rispondendo a un’interrogazione di Elena Guerreschi (Pd) e Federico Quinzani (Cremona per la libertà). “Nelle deduzioni – spiega la Ceraso – ci sono le argomentazioni circa la legittimità delle assunzioni e l’insussistenza della responsabilità per procurato danno erariale”.

“Il percorso di stabilizzazione che ha avuto inizio con la precedente Amministrazione – ha detto l’assessore – è stato oggetto di un accordo sindacale  ed è stato condiviso e sollecitato da questo stesso Consiglio Comunale che in data 13/04/2010  ha approvato un ordine del giorno, senza voti contrari, con il quale si impegnava il Sindaco e la Giunta ad adottare ogni provvedimento atto a garantire ai suddetti lavoratori la definizione del percorso di stabilizzazione; va ricordato, inoltre, che tutti i lavoratori in questione prestano la loro opera presso il Comune ormai da molti anni, essendo entrati in servizio tra il 1998 e il 2005. Si tratta dunque di ruoli consolidati nella “macchina amministrativa”, il cui improvviso venir meno avrebbe creato gravi disagi ai rispettivi uffici e, di conseguenza, ai servizi (molti dei quali essenziali) resi nei confronti della collettività. La loro assunzione a tempo indeterminato non ha comportato nessun aggravio a carico del bilancio 2010 in linea con le norme del patto di stabilità. Al contrario, l’opera di razionalizzazione della dotazione organica messa in atto dall’attuale Giunta ha già portato ad un significativo risparmio delle relative spese per il personale. Il Comune di Cremona, da questo punto di vista, è oggi un Ente virtuoso”.

“Per tali motivazioni – ha detto la Ceraso – si ritiene che nessun danno è derivato in capo all’Ente in seguito all’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in questione. Non si condivide infatti il criterio in base al quale le retribuzioni pagate ai lavoratori assunti costituiscano un pregiudizio per le casse comunali: si tratta di un criterio parziale e riduttivo, che identifica il pubblico dipendente unicamente come un costo e non invece come una risorsa. Tutto ciò tenendo conto del fatto che il procedimento adottato dall’amministrazione comunale, poi sfociato nella stabilizzazione del personale precario, si è  progressivamente snodato in un quadro normativo intricato, non interpretabile in modo univoco e sostanzialmente incerto sino all’ultimo”.

Questa è la ricostruzione della situazione data dall’assessore. “Chiaramente terrò informato questo Consiglio in merito agli ulteriori sviluppi della vicenda – ha concluso – e sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Rimane l’amarezza che un’operazione di giustizia sociale portata avanti in maniera condivisa con maggioranza, opposizione e sindacati sia stata presa di mira da chi, visto l’anonimato, non ha nemmeno il coraggio di rivendicare un’azione così vile.

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