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Una donna sola che non può mandare la figlia all'università Un padre di famiglia che non riesce a pagare affitto e bollette L'appello della Caritas: "Fate un'adozione a vicinanza"

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Ci sono nuclei familiari composti da un solo genitore e con diversi figli, per i quali risulta difficile garantire le spese per il loro percorso scolastico. È il caso di una vedova con la figlia che dopo il diploma vorrebbe iniziare l’università. Ma i soldi per l’iscrizione non ci sono, mentre le capacità e la voglia di fare non mancano. C’è poi il caso di un padre di famiglia che a causa della crisi lavora saltuariamente. “Anche qui occorre sostenere il percorso scolastico dei figli – spiegano dalla Caritas –. Si tratta di una persona molto conosciuta in parrocchia, per la sua grande voglia di fare e la sua disponibilità: sarebbe bello che a fronte di così tanta stima ci fosse anche un sostegno concreto all’attuale situazione di difficoltà”. C’è poi il capitolo sanità: l’aumento del costo di medicinali grava pesantemente sui bilanci familiari.  È così per una mamma con figlio piccolo che, proprio a causa delle sue condizioni, non può lavorare. Ma l’indennità non è sufficiente per far fronte a tutte le spese. Senza dimenticare i genitori soli che per accudire i figli non riescono a trovare un lavoro: non sempre i turni o gli orari sono compatibili con i tempi della scuola e, più in generale, le necessità dei figli (si pensi alla cura nel caso anche di una semplice influenza). E c’è chi, per la perdita del lavoro, non riesce più a pagare affitto e bollette. Famiglie cremonesi in difficoltà. L’appello delle Caritas: “Fate un’adozione a vicinanza”.

LE RICHIESTA ALLA CARITAS

“Richieste di aiuto giungono quotidianamente alla Caritas diocesana, in particolare attraverso il Centro d’ascolto di via Stenico: italiani e stranieri, con o senza lavoro, con figli piccoli o quasi maggiorenni. Si tratta di persone che faticano ad arrivare a fine mese, a pagare le bollette o l’affitto, a sostenere le spese sanitarie o scolastiche. A volte non servirebbe molto per rimettersi in carreggiata, ma senza un aiuto esterno la situazione rischia di peggiorare sempre di più, fino a diventare insostenibile. Non si tratta, purtroppo, di casi isolati e straordinari, ma di un triste quadro che dipinge l’ordinarietà. Ad essere maggiormente colpiti sono i più fragili: genitori soli con figli, gente che ha perso il lavoro o non ha più le garanzie economiche di un tempo, persone con una salute precaria. Cremonesi che fino a qualche tempo fa mai avrebbero immaginato di dover bussare alla porta della Caritas”.

LA PROPOSTA: LE ADOZIONI A VICINANZA

Mentre rimane attivo il “Fondo aiuto famiglie” istituito con la Quaresima di Carità del 2009 e rinnovato in vista della Pasqua 2012 (tuttora sono stati erogati oltre 350mila euro), Caritas Cremonese lancia la proposta di vere e proprie adozioni “a vicinanza”, con la presa in carico di famiglie del nostro territorio – anziché di lontane terre di missione – attraverso un regolare contributo.

«In questo tempo di crisi – precisa don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas diocesana – è possibile rintracciare un segno di speranza proprio nell’impegno e nella testimonianza della comunità cristiana che si fa attenta alla necessità di chi ha accanto. La crisi sta colpendo tutti e le situazioni di necessità sono evidenti nella quotidianità: tra i colleghi di lavoro, nei compagni di classe dei figli, nelle famiglie che abitano accanto a noi, negli anziani che frequentano le nostre parrocchie. Tutti siamo chiamati a metterci in gioco».

Ecco dunque la proposta concreta di un sostegno di vicinanza, che si realizza risparmiando una certa cifra di denaro da devolvere – mensilmente o annualmente – a una determinata famiglia messa in ginocchio dalla crisi, appunto con lo stesso meccanismo delle classiche “adozioni a distanza”.

Una proposta che anche mons. Lafranconi ha invitato a prendere seriamente in considerazione. Lo ha fatto in particolare al termine della processione cittadina del Corpus Domini, lo scorso 7 giugno. «In questi anni – ha detto il Presule – sono cresciute le adozioni a distanza, perché non pensare anche alle adozioni a vicinanza? Perché gruppi di famiglie, parrocchie o oratori non si prendono a carico una famiglia bisognosa attraverso un aiuto sistematico, anche di carattere economico? Un’iniziativa che la Caritas intende fare propria: famiglie che si affiancano ad altre famiglie in difficoltà, non soltanto attraverso un’offerta “una tantum”, ma con un accompagnamento costante che offra maggiore tranquillità e sicurezza».

Chi volesse aderire a questo progetto può ottenere maggiori informazioni e definire le possibilità di adozione contattando gli uffici della Caritas diocesana di via Stenico 2/B a Cremona (tel. 0372-35063; e-mailcaritas@diocesidicremona.it).

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Commenti
  • Massimo

    La situazione si fa sempre più difficile.

  • Luigi

    Chiedete aiuto alla compagnia delle griglie

  • Luigi II

    Forse, un gruppo di più persone, riesce meglio ad aiutare una famiglia in difficoltà.

  • ormai anche le famiglie cremonesi sentono la crisi,e non poco!ognuno di noi conosce almeno un caso di famiglie che fino a poco tempo fa riuscivano a vivere decentemente,ed ora fa fatica davvero a campare.
    ma cosa gne ne importa alla classe politica?un emerito c…o

  • Maurizio

    Prendete la bolletta dello stesso mese di quando avevamo le lire ….. non e’ raddoppiata ne triplicata …. ma quantuplicata penso che non ci sia nulla che sia aumentato come le bollette e osservate bene il gas !!