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Acqua, da oggi Cremona non è più in vendita

Lettera scritta da Giacomo Bazzani

Dopo la sentenza di ieri della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’Art. 4 della finanziaria/bis 2011 (e ovviamente di tutte le successive modifiche, compreso il decreto liberalizzazioni di Monti), nulla potrà più essere come prima. Nessuna sorpresa sulla sentenza; a detta dello stesso Direttore della Federutility Adolfo Spaziani (noto privatizzatore) quella norma non stava in piedi. E’ il caso di riaffermare che quella norma, come correttamente riportato da “la Provincia” a differenza di altri quotidiani e televisioni anche nazionali, non riguardava il servizio idrico già escluso allora, ma ri-obbligava alla privatizzazione di tutti gli altri servizi pubblici locali. Com’è tristemente noto, anche a Cremona, nonostante l’esito del referendum di giugno 2011, si è proceduto col pensiero unico bipartisanamente liberista nell’approccio alla gestione dei servizi pubblici locali; sostanzialmente Cremona era avviata ad essere ormai una città in vendita….

Bene; da oggi Cremona non PUÒ e non DEVE essere più in vendita…. Per cui, da oggi, si PUÒ e si DEVE bloccare la nascita di quel “soggetto di diritto privato” per la gestione del servizio idrico (che piaccia o meno al presidente Barbati e agli altri presidenti delle cosiddette sette sorelle i quali dovrebbero dimettersi tutti all’istante per non aver mai dato seguito, nonostante l’esito del secondo referendum di giugno e nonostante una sollecitazione specifica del Ministro Clini, all’abolizione dalla tariffa idrica della adeguata remunerazione del capitale investito). Da oggi si PUÒ e si DEVE bloccare la imminente gara per il trasporto pubblico (altro che chiedere solo i capitolati); una privatizzazione mascherata. Da oggi si PUÒ e si DEVE ridiscutere anche la gestione del servizio rifiuti, della privatizzazione del tempo prolungato e di tutti gli altri ammennicoli paraliberisti di cui è ormai drammaticamente satura la gestione dei servizi pubblici locali della Provincia. Da oggi si PUÒ e si DEVE rendere partecipe la cittadinanza della gestione dei servizi pubblici locali. Ed infine da oggi si PUÒ e si DEVE ridiscutere anche il ruolo di LGH Holding facendo ritornare in capo ai legittimi proprietari (i Comuni ed i loro cittadini) i servizi pubblici locali. 27 milioni di cittadini (e 136mila cremonesi) l’hanno già deciso più di un anno fa; ora anche la Corte Costituzionale ribadisce.

Adesso la politica PUÒ e DEVE ritornare protagonista togliendo ogni potere decisionale ai CdA delle scatole cinesi liberiste che fino ad ora ha contribuito a creare. Rifondazione Comunista di Cremona, con la cittadinanza organizzata, è, come sempre, impegnata in questo senso.  Da oggi, con la cittadinanza organizzata, PUÒ e DEVE continuare.

Giacomo Bazzani
Coordinatore cittadino Circolo Rosa Luxemburg di Cremona
PRC – Federazione della Sinistra

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