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Il vescovo a Casalmaggiore Istallati sensori sotto la cupola per monitorare la struttura

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Dopo Cogozzo, Villa Pasquali, Dosolo, Villastrada e Cavallara, il vescovo Lafranconi è approdato nel massimo tempio del Casalasco riaperto al culto alla fine di giugno, ma ancora terribilmente segnato dal sisma. Al Duomo di Casalmaggiore desta particolare attenzione la laterna sulla cupola centrale, ma anche diverse fessurazioni negli archi che sorreggono la stessa cupola: a tal proposito sono stati installati dei sensori che tre volte al giorno monitorano la stabilità. “Attraverso il terremoto Dio ci ricorda che tutto ciò che viviamo nella nostra esistenza è labile e fragile. Impegniamoci pure a costruire le nostre case e la nostra società, ma teniamo bene a mente che la nostra meta finale è la vita eterna”, ha detto il presule nell’omelia. Nel pomeriggio mons. Lafranconi, in forma privata, ha visitato anche la chiesa di Casteldidone; nella graziosa chiese progettata dal Voghera, oltre alle crepe sull’arco del presbiterio preoccupano la cupola che ha subito una profonda frattura e la navata centrale dove sono cadute alcune decorazioni. Mons. Bonazzi, delegato diocesano per i beni culturali, e l’ing. Favalli, tecnico della parrocchia, hanno stimato danni per oltre 400.000 euro.

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