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Gesto dettato dalla disperazione, resta in carcere il rapinatore

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E’ stato un gesto inconsulto dettato dalla disperazione e dalla fame, dalla necessità di pagare le bollette e di riempire il frigo vuoto. Così si è giustificato davanti al giudice Guido Salvini, che lo ha interrogato in carcere, C.L., il 27enne cremonese arrestato la sera del 26 luglio scorso dagli agenti della squadra volante per la rapina con siringa messa a segno nel tardo pomeriggio alla tabaccheria di via Brescia 155. Il giovane, tossicodipendente, difeso dall’avvocato Raffaella Parisi, si è detto dispiaciuto per l’accaduto e ha chiesto come stavano le tabaccaie. Al termine dell’interrogatorio il giudice ha convalidato l’arresto e ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per il 27enne. Il colpo alla tabaccheria era fruttato un bottino di 400 euro.

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