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Mobilità, il Comune chiede il finanziamento alla Regione per pali a scomparsa, wi-fi gratuito, risciò e bici elettriche a noleggio

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Mobilità sostenibile. Il Comune di Cremona chiede il finanziamento regionale per il progetto Vivilacittà. Un intervento dal costo di 539 mila euro che “mira a ridurre gli impatti ambientali derivanti dalla mobilità urbana e di corona, attraverso azioni integrate e trasversali”. L’80% della spesa verrebbe coperto dai contributi della Regione, il 16% da altri soggetti (51 mila euro da Fondazione Cariplo), il 4% dal Comune di Cremona per 21 mila euro. Regione Lombardia ha approvato il “Programma degli interventi finanziabili a seguito di procedura concertativa-negoziale per l’attuazione dell’Asse 3 – Mobilità sostenibile”. Tra i progetti individuati come immediatamente finanziabili c’era quello del Comune di Cremona che intende presentare domanda formale entro il 31 luglio.

L’intervento prevede: interventi di limitazione al traffico veicolare con l’istallazione di un sistema di Pilomat (palo a scomparsa) affiancati da paline semaforiche che consentono l’apertura degli accessi ai soli soggetti autorizzati al transito, l’utilizzo di centraline web programmabili da remoto per la corretta gestione del sistema, il posizionamento di elementi di arredo urbano, quali fioriere e portabiciclette, “a completamento – si legge nella relazione – della riqualificazione di aree del centro recentemente valorizzate e rese in tal modo maggiormente sicure e fruibili da parte di ciclisti e pedoni”.
Finanziamento anche per l’implementazione del bike sharing, inaugurato nel settembre del 2010 con 4 postazioni, ampliato nel settembre 2011 con altre 8, con 1200 iscritti nella prima fase e 5800 utilizzi. “Alcune criticità sono emerse durante la prima sperimentazione. In particolare la collaborazione con gli esercenti della città ha evidenziato la necessità di dotare il servizio di un sistema di gestione delle iscrizioni e dei noleggi più omogeneo ed efficiente rispetto a quello attuale. Per questo nella fase di sviluppo del servizio, che si realizzerà dalla seconda metà del 2012, si ritiene necessario un ulteriore investimento in attrezzature, software e hardware. In questo modo sarà possibile un preciso riconoscimento degli iscritti attraverso l’uso della Carta Regionale dei Servizi, una gestione più controllata dei noleggi, una lettura più immediata e completa dei dati”.
Nel concreto il Comune prevede entro il 2013 di introdurre postazioni dotate di biciclette a pedalata assistita alimentate con energia rinnovabile, collocate in stazione e nei grandi parcheggi a corona. Altra iniziativa, l’introduzione di un servizio di noleggio risciò a pedalata assistita con o senza conducente, “volto – si legge – a favorire la mobilità sostenibile e lo shopping all’interno del centro”.
Terzo e ultimo punto, l’informazione per le persone in movimento che prevede lo sviluppo di un software applicativo scaricabile da AppStore e Android Market e consultabile da smartphone o tablet, la realizzazione di un sistema di zone a wi-fi gratuito in zone come stazione e parcheggi, e l’introduzione di un sistema di pannelli luminosi per la segnalazione dei parcheggi cittadini.

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Commenti
  • filippo

    pedalata assistita?
    non esiste! lo dice anche il detto: hai voluto la bicicletta? adesso pedala!

  • Annamaria Menta

    Veramente incomprensibile la scelta di promuovere le bici a pedalata assistita.
    Oltre alle considerazioni sull’utilità e l’opportunità della scelta, come la mettiamo con i costi di manutenzione?

    E poi, ancora fioriere?!? Decidere di fare manutenzione ordinaria degli alberi comunali, piuttosto che buttare soldi in fioriere che diventano all’istante pisciatoi per cani, portacenere e secondo luogo preferito per i piccoli rifiuti? (il primo è il marciapiede, ovvio).

    Sono curiosa di vedere come si concilierà la (non) nuova (e bellissima, secondo me) idea del risciò a pedali per il centro storico con gli automobilisti affetti da “Sindrome da F1”, che non tollerano nemmeno i ‘colleghi’ che si fermano per dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali…

  • mancano le strisce pedonali musicali,i pali della luce di liquirizia ed i vigili simpatici…e che c***o!eheheh

  • g

    MA possibile che dobbiate solo criticare?

    • Annamaria Menta

      Sì, quando vengono adottate scelte criticabili.

      Facendo le valutazioni del caso (costi di realizzazione, manutenzione, ecc..), tra la bici ‘normale’ e quella elettrica, quale è meglio per un servizio pubblico in una piccola città che in salita ha solo le scale dei campanili?
      Hanno scelto le bici elettriche, con quale motivazione? Sarebbe utile saperlo, visto che le paghiamo noi per l’84% del totale.

      Fioriere: mancano? No. In questi due anni il comune ha speso migliaia di euro per acquistare (o rimborsare ad altri soggetti) fioriere (per avere conferma basta una veloce consultazione delle determinazioni del comune). Le stesse migliaia di euro potrebbero essere impiegate per la manutenzione ordinaria del verde pubblico (quello ‘vero’, gli alberi), o magari per piazzare qualche panchina in più (sempre che rimanga spazio, tra un tavolino di bar e un posto auto ‘a righe blu’).

      I risciò a pedali sono normalmente utilizzati in molte città, ben più grandi di Cremona. Piccola differenza: dove circolano questi mezzi il traffico privato non è consentito o ha forti limitazioni (leggi: isola pedonale o ztl, quelle vere, però) e la consegna merci è regolamentata in modo ferreo (niente camion che caricano/scaricano oltre le 10 del mattino).
      Quando si copiano (giustamente!) le buone idee, meglio copiarle bene, o no?

      Quando si tratta di scelte che riguardano la collettività credo sia giusto dare dei ‘segnali’ a chi ci amministra.
      Quale mezzo migliore della ‘critica’?
      Firmata con nome e cognome, come mia abitudine.

      • Giovanni Baldesio

        Si rileva una certa spocchia nell’ultimo periodo:
        “Firmata con nome e cognome, come mia abitudine.”
        La critica me la posso permettere perche’ firmo con nome e cognome anch’io, sebbene in passato sia stato accusato di anonimato e di nascondermi dietro a quello.

        La polemica e’ assolutamente sterile.
        il gestore dei messaggi “vede” la mail di chi interviene con messaggi e di cui e’ l’intera responsabilita’ di cio’ che scrive. Le risposte vengono inviate alla casella e dunque c’e’ anche un certo controllo sul fatto che la meil e’ reale e non farlocca.
        La questione dei nomi va invece ricondotta al fatto incontrovertibile che chi interviene con nome e cognome sulla bacheca lo fa con fini propagandistici, personali o di partito.
        La scrivente a cui rispondo infatti interviene siu argomento molto caro al gruppo di cui fa parte, il LUCI e a cui fa in qualche modo propaganda.
        Altri nomi sono del PD, della Lega, dei Centri Sociali Vari e Organizzazioni di contorno. Ne piu’ ne meno come le lettere al giornale cartaceo del tempo che fu. Andrea Virgilio interveniva sul giornale ogni due per tre, adesso vediamo dov’e’ e cosi’ molti altri che scrivono a proposito e a sproposito sul giornale.
        Qualcuno, invero, partecipa con il solo nome, ben riconoscibile pero’, sapendo di voler correre con qualcuno ad un posto di prestigio ma non sapendo con chi avendo avuto esperienze dalla Lega a Sgarbi, dai SocialistiRepubblicani al Partito delle Partite (IVA).
        L’anonimato, molte volte e’ un pregio. toglie quel quid di ambizione, di istrionismo che invece impera nella Politica italiana.

        • Annamaria Menta

          Direi che quanto a spocchia sono una dilettante….