15 Commenti

Cremona si spegne: affitti stellari per negozi chiusi, più tasse (Imu, Irpef, rincari di palestre e scuole) parcheggi carissimi e vuoti Ma c'è un futuro per la città?

citta-futuro

La città si spegne, le serrande vengono abbassate, i negozi in questa torrida estate aprono poche ore per risparmiare su personale ed energia. L’arrivo del caldo e la fine dei giovedì d’estate sono coincisi con la chiusura di una dozzina di negozi storici in centro e prima periferia. In questi giorni – se si escludono i giorni di mercato – la città è desolante: in fuga dalle vetrine del centro, i cremonesi vanno nei centri commerciali dove trovano parcheggi gratuiti, aria condizionata e spesso prezzi più contenuti. Un’estate disastrosa  per i commercianti, per i lavoratori del commercio (al sindacato c’è grande preoccupazione per la “ripresa” di settembre) ma anche per tanti cremonesi alle prese con le stangate di Monti, le stangate di Perri (Imu, Irpef, asili, nodi, palestre, piscine, cimiteri ecc.) e una economia che non si riprende, anzi che peggiora specialmente nel metalmeccanico e nell’edilizia. Certo la crisi di Cremona parte da lontano ma basta girare un po’ per la città e il colpo d’occhio negativo è immediato. Corso Campi, un negoziante conferma l’estate disastrosa, e mostra la sua bolletta dell’affitto: 4800 euro al mese. Impossibile far tornare i conti. Una barista, in pieno centro, lamenta un affitto da 4mila euro al mese: “Dovrei fare 4mila caffè al mese solo per l’affitto, ma poi mi restano due dipendenti, il plateatico, le tasse, le insegne. Non ce la faccio più”. Sappiamo di affitti pesanti in ogni parte del centro, in alcune zone si sfiorano i 12mila euro al mese pagati da una catena dell’abbigliamento intimo, i 6mila chiesti per doppie vetrine in corso Campi. Il risultato? Corso Garibaldi (-27 negozi), corso Campi (-4), corso Mazzini (-7). In cambio arrivano le macchinette distributrici di bevande, caffè e pasti caldi. Ma la lamentela dei commercianti è continua: e si prendono di mira i permessi che i commercianti dovranno pagare per arrivare sul posto di lavoro (150 euro), le tariffe dei parcheggi (“1,30-1,50 per un’ora neanche fossimo in San Babila a Milano…”), la mancanza di iniziative di richiamo, la politica amministrativa dell’espulsione di residenti dal centro città in favore dei paesi dell’hinterland, la perdita di appeal della città del Torrazzo. Un commerciante di via Monteverdi ci prende sottobraccio e ci accompagna nel parcheggio di piazza Marconi: contiamo 20 vetture, per una spesa sostenuta dal Comune di quattordici milioni di euro. C’è un futuro per Cremona?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Giovanni Baldesio

    CLAP CLAP CLAP
    Appalusi per 15 minuti, in piedo puche’ non ci sia nei dintorni l’ExSindaco che si e’ palesato per questi Lidi.
    Apprezzato anche il riferimento ai Centri Commerciali che non sempre sono i piu’ conveninenti. e’ terribilmente vero.
    I Centri Commerciali ERANO molto convenienti quando c’era una competizione con gli altri esercizi commerciali: situazioni contingenti (quantita’ di prodotti trattati e margine di contrattazione sul prezzo), campagne promozionali e legislazione comunista (il vantaggio delle Cooperative che trovano i soldi per finanziare Campagne elettorali di deputati, non e’ poco e Pizzetti mi sa che ne sa qualcosa!) hanno fatto fallire i negozi del centro o la periferia che sia.
    Poi, falliti i negozi, annienetata la concorrenza, sono tornati a fare il bello e soprattuto il cattivo tempo con i prezzi di loro comodo, giacche’ in citta’ fanno cartello.
    E le tecniche di vendita?
    Molto aggressive… sul prodotto non c’e’ il prezzo i cartelli del prezzo inducono la confusione in un ambiente molto confusionario epoi ZaC in cassa il prezzo e’ magicamente SEMPRE superiore.
    Se ve ne accorgete vi ridanno i soldi e tornano a fare il giochetto con gli altri e se non ve ne accorgete, be’ guadagno puro, senza spese di produzione.
    Poi c’e’ la nota catena di dicount che si dice risparmi sullo stoccaggiodei prodotti e sulle attivita’ di contorno ma quanto spende di pubblicita’ sulle reti nazionali? Per tacere dei lavoratori, come altri supermercati che hanno contratti un po’ cosi!
    Il Centro Commerciale poi sorto sui ruderi della Feltrinelli e voluto, caso strano da una Giunta Rossa, con finanziamenti postumi alle campagne elettorali del PD, e’ una parte della storia Cremonese che andrebbe approfondita.
    Le Coop ha costruito il Centro commerciale, lo ha avviato e dopo toto anni lo ha venduto a privati, tenendosi il solo IperMercato generalista.
    Chi da’, chi prende, chi guadagna, perdono sempre i cittadini Cremonesi.

    • Jimmy

      Lei mi pare molto informato. Ma se non offre prove concrete e specifiche di quello che afferma, la sua è diffamazione allo stato puro, che potrebbe anche costarle cara.

      • Giovanni Baldesio

        Jimmy:
        “Lei mi pare molto informato”

        Abbastanza informato si! e basta poco. Quelli li’, i Pizzetti, che cito e anche gli altri, i potenti, chiamiamoli cosi’ sono realmente molto potenti, hanno un potere non molto diverso da quello che avevano gli omologhi nel Medioevo, pero’ hanno un difetto marcato: pensano di essere arrivati li perche’ sono i migliori, quando invece sono gli altri che non avevano quelle ambizioni e pensano che gli altri, tutti, sia imbecilli e ignoranti.
        Non e’ cosi’, basta un po’ di voglia e el informazioni si trovano. il mio poi e’ un messaggio a quelli come me, quelli diversi da loro: con poco li si mette in difficolta’.
        Basta vede i documeti dell’onorevole Pizzetti sul sito della camera: tutto censurato… quelli che rinfacciavano la censura fascista sono i primi a ricorrere al nero, elettronico ma pur sempre nero. Non dicono dove abitano, dove hanno le proprieta’ terriere e immobiliari, loro che discendono dal Partito Comunista, quello dei proletari, loro che hano il fuoristrada, loro che hanno le azioni della Banca. Lui che censura i fondi per la campagna elettorale, perche’ evidentemente se ne vergogna.
        … e poi le informazioni si ottengono.

        Jimmy:
        “Ma se non offre prove concrete e specifiche di quello che afferma, …”

        Al tempo. La strada che portera’ alla campagna elettorale e’ molto lunga. Avrei potuto giocare sulla sorpresa, ma sarebbe stato sleale, la guerra deve essere dichiarata: io vengo da un tempo e da una fazione che all’onore, alla disciplina, allo spirito guerriero tieno molto. anche il rispetto del nemico e’ importante!
        Se vuoi far uscire i serpenti, batti il terreno, le serpi usciranno. e sono uscite.

        Jimmy:
        “…la sua è diffamazione allo stato puro, che potrebbe anche costarle cara.”

        Noto che siamo passati dall’insulto, che mi e’ stato rinfacciato piu’ volte ingiustamente alla diffamazione. e’ gia’ un passo avanti.
        Nel messaggio in oggetto non viene citato un solo marchio, conosco la suscettibilita’ di chi e’ abituato al guadagno sfrenato e la rabbia verso chi attenua questi guadagni.
        Cito la lega regionale delle cooperative e mutue, quella che mi PARE FINANZIASSE ANCHE IL (non mi ricordo il titolo dovuto, dirignete del partito PD?) PENATI perche ha finanziato il nostro deputato Pizzetti, dala dichiarazione 2008 il nome e’ occultato dala censura, ma insomma.
        Se invece la sua frase contiene una minaccia piu’ o meno velata la accetto lo stesso: mi dichiaro prigioniero politico, forse di guerra elettronica e qualora dovessi andare a processo se ne vedrebbero delle belle a cominciare dai giudici, Beluzzi non perche’ e’ stato coinvolto nel PD, forse ha la tessera, Salvini no, ha speso un sacco di soldi per indagare sulla destra eversiva e ha concluso un ostis, il vecchi Grillo e’ mezzo parente di mezza Cremona che conta e poi… hai volgia cosa salta fuori.
        Qualche volta il mondo ha bisogno di eroi. e noi non possimo tirarci indietro. e’ il dramma dell’uomo

        • Jimmy

          In buona sostanza, il suo è pettegolezzo. Ripeto che il pettegolezzo, non supportato da prove specifiche, si può intendere come diffamazione.
          Io non insulto (me ne guardo bene), ma mi limito ad una analisi delle sue parole, che personalmente (ma io non sono lei) mi guarderei bene dall’usare.

          • Jimmy

            Ovviamente non solo non insulto, ma neppure minaccio. Prendo atto che il suo motto deve essere “vivere pericolosamente).

          • Giovanni Baldesio

            No. non e’ pettegolezzo.
            E’ informazione e non manipolazione.
            Se Lei avesse, prima di rispondere, consultato le fonti citate, in particolare il profilo dell’onorevole Pizzetti alla Camera dei Deputati, oltre altre cose, evidenziate e dunque non pettegolezzo avrebbe osservato che nella dichiarazione 2012, oltre che “…sul mio onore…” dichiarare nessuna variazione rispetto ad anni precedenti viene riportato il 730 la dichiarazione dei redditi 2011 riferita al 2010.
            E’ li da vedere.
            io non riporto alcun pettegolezzo ma un fatto.
            Che venga censurata una firma riportata in stampa su una brochure elettorale e’ un fatto. Strano

            http://lucianopizzetti.it/dati/ContentManager/files/PizzettiFolder.pdf

            E li si vedono i sostenitori, gente di rango operai ne vedo pochi.

            A proposito del profilo sul sito della Camera invece mi chiedo:
            -l’Onorevole Pizzetti non ha mai letto, neanche una volta il suo profilo?
            .L’onorevole Pizzetti non ha presentato il 730 nuovo?
            -L’onorevole Pizzetti ha consegnato tutto e q1ualcuno ha errato?

            Sono domande, la risposta non la conosco. Certo che se qualcuno ha sbagliato, Pizzetti, il contabile, l’informatico dovrebbe pagare qualcosa, visto che proprio loro, quando sbaglio io mi fanno pagare. Salato.
            Ho controlalto anche il profilo dell’altro deputato PD, il Radicale tarantino, il suo profilo e’ meno censurato e la dichiarazione dei redditi e’ corretta. un pacco di soldi, sui 140000 euro, lo standard da quelle parti, ma corretto. Anche lui fabbricato e terreno.
            Vada, vada a fare un giro.
            Che Pizzetti ha preso 40/60 alla maturita’, e non c’e da vergognarsi (certo e’ un esempio che ultimo nella scuola primi nella vita) basta andare in biblioteca statale e chiedere la Provinìcia del 2 agosto 1978.
            Pensi Lei che il suo compagno di scuola Okolie Edwin, (erano gli studenti che venivano a studiare qui grazie all’OCRIM? Allora si che c’era solidarieta’.Chissa’ dov’e’ adesso) motivato allo studio ha preso 44/60.
            Dati pubblici. No segreto.

            Vivere pericolosamente…non so che dirle. ho visto gente risparmiarsi e poi morire di cancro per l’inquimento di…(non lo dico va bene? Metta Lei un’industria, attivita’ agricola a scelta) o magari si e’ (o l’hanno) ammazzato in macchina mentre andava al lavoro da onesto travet.

  • nicola tibaldi

    Concordo pienamente con Lei, e aggiungo: in un ipermercato, ci sarà pure l’aria condizionata dove ti rinfresci, ci sarà questo ci sarà quello. Ma se il centro di Cremona fosse stato rispettato nel senso, come molti altri paesi e città ovviamente, che la concorrenza fra centri commerciali e piccoli commercianti fosse equa, allora non saremmo considerati sempre ladri. Ma su questo ci vorrebbe più informazione, non di comodo come spesso si fa, dicendo e favorendo gli Iper.

  • NASO BUONO
    Crisi terribile certo, ma Newton Compton, spacciando a basso prezzo libri, l’oggetto più inutile della terra, se hai davvero fame, aumenta le vendite del 40% sul 2011. Imprenditori di tutto il mondo, convincetevi, sconfiggere la crisi è semplice, basta produrre a prezzi minimi la merce che la gente vuole…….

    Cremona 13 08 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Paolo Mantovani

      A prezzi minimi ho sempre visto il minimo della qualità (non è quello che a clientela cerca). Solitamente accompagnata anche dall’evasione, dal lavoro sottopagato ecc…
      Se invece lei ha trovato l’uovo di Colombo, mi unisco all’esortazione del collega “apra un negozio anche lei, farà fortuna”.

  • nicola tibaldi

    Invito il sig. Flaminio Cozzaglio ad aprire un negozio visto che è così semplice sconfiggere la crisi.

  • INCORREGGIBILI ASCOMITI
    A volte cascano le braccia anche al conversatore più paziente del mondo, che certamente non sono io: la mia scelta è quasi sempre, a certe persone/messaggi non si risponde.
    Il pezzo che ho scritto ieri e che riporto:
    “NASO BUONO
    Crisi terribile certo, ma Newton Compton, spacciando a basso prezzo libri, l’oggetto più inutile della terra, se hai davvero fame, aumenta le vendite del 40% sul 2011. Imprenditori di tutto il mondo, convincetevi, sconfiggere la crisi è semplice, basta produrre a prezzi minimi la merce che la gente vuole…….”
    è rivolto anzitutto al giovane amministratore di Newton Compton che, intervistato dalla Stampa, approfitta dell’occasione per farsi della sana e onesta pubblicità; poi, a chi vuole unirsi a me per una distensiva risata; non è certamente un’accusa agli Ascomiti di Cremona, che è noto, non hanno bisogno di consigli da nessuno, son capaci di chiudere i loro negozi da soli; ma infine è di un’ironia tanto smaccata da esser colta perfino , non dico da chi, non vorrei offendere alcuno.
    Invece, grevi come sempre, un paio di Ascomiti mi invitano ad aprire un negozio, sottinteso non troppo, ripetuto sempre, solo chi è dietro il banco puo’ parlare di commercio. Il solito paio di osservazioni. Se ciascuno avesse il diritto di parlare solo del lavoro che fa, chiunque, tranne gli Ascomiti, immagina le conseguenze. E il curioso è che proprio loro, impartita la lezione su chi come cosa può parlare, spieghino a ogni occasione come vada gestita l’intera città. Nell’interesse, ovvio, di tutti i cittadini.

    Cremona 14 08 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Giovanni Baldesio

      Al conversatore le braccia possono anche cascare ai flooder come noi, guerrieri della nuova guerra, no. Saremmo dei mutilati, destino grave se si compie prima di prendere la medaglia.
      Deleteria la scelta di non rispondere a messaggi e messaggianti: e’ debolezza coperta dallo snobismo che e’ anche peggio. se non si vuole scendere nell’Arena, non si incomincia neanche, troppo comodo aspergere sapienza, idee, spermatozoi senza poi farsi carico di chiarimenti, affermazioni, bebe’.
      O si prende tutto o e’ meglio, dichiarasi deboli, invocare la pieta’ del nemico e farsi da parte.
      Non sto scrivendo di Lei, mi pare ovvio, ma lo preciso, giacche’ nonostante sostenga la non-risposta a priori, poi risponde sempre volentieri come adesso. Sto alludendo ad altri soggetti.
      Comunque in merito a quanto scritto da Lei ieri, c’e da dire che:

      Parto dalla risata che invero non pensavo fosse tra gli obiettivi. Nel suo blog e’ sempre cosi’ cortese da classificare gli scritti e aiutare la comprensione del contenuto; specifica il bersaglio dichiarato. Osservo che lo scritto in oggetto e’ classificato “cronaca nazionale” non “barzellette”: il sorriso non pensavo fosse un obiettivo.
      Ma se si sbaglia addirittura l’attribuzione di un Nobel, non si corregge, probabilmente si e’ disposti a tutto, financo a non risponderne mai.

      L’articolo sulla Stampa e’ poi di qualita’ almeno mediocre:

      http://www3.lastampa.it/fileadmin/mobile/dettaglio.php?uid=465440&sezione=Cultura

      primo perche’ il tempismo e’ scarsino:

      http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/raffaello-avanzini-e-il-futuro-di-newton-compton240712.html?

      e ques’articolo data 23 luglio, poi perche’ nella biografia dell’Avanzini si mette in evidenza che il povero ha fatto il magazziniere mentre studiava all’universita’ sottacendo che il fondatore e proprietario della casa editrice e’ stato il padre: Vittorio.
      Un mio vecchi e amato cavallo di battaglia. Viviamo che DOVEVA eliminare le differenza, stesse opportunita’ per tutti, non e’ stato cosi’. chi aveva HA, chi non aveva, NON HA neanche adesso.

      Ma c’e’ di piu’… sulla casa editrice che, per inciso, apprezzo, per la ristampa dei classici, liberi dal diritto di autore, per le buone rilegature dei Mammuth, per i vecchi millelire e per i saggi di storia sempre a prezzo contenuto.
      Ha dei volumi di vendita ben strani che vanno dal flop di un anno al successo del successivo.
      In questo articolo del 4 novembre 2009 che sembra una fotocopia di quello recente:

      http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/raffarello_avanzini_editore_newton_compton241009.html?

      si riparla del +40% .
      Ben strano. No?

      L’avevo gia’ detto che l’informazione odierna e’ il campo di battaglia di una guerra moderna? Se si e’ sprovvisti di armi ed elmetti, congeniali al conflitto, si dura poco.

      A bientot (gli accenti li metta Lei)

      Se va avanti cosi’ un negozio in centro lo puo’ proprio aprire: Palle di Natale. Testimonial: Giannino

    • Paolo Mantovani

      Non so se il signor Tibaldi sia un associato, ma, a mio modo di vedere, le ha risposto correttamente.
      Nessuno le vuole impedire di scrivere su tutto e tutti, ammetterà, però, che le sue competenze, seppur molto ampie, non possono coprire in egual misura tutti i settori. Per cui, quando leggo, su argomenti di mia competenza, scritti che giudico non corretti, esprimo la mia opinione.
      Per quanto mi riguarda, essendo ben conscio dei miei limiti, non ho mai impartito lezioni su come gestire l’intera città. I risultati di gente che lo sta facendo, senza le dovute competenze, sono sotto gli occhi di tutti…
      Sarebbe bello che lei riuscisse a rispondere a chi ha opinioni diverse dalla sua, senza cercare di ridicolizzarlo storpiandone il nome o inventandosi nomignoli degni di un bimbetto.

      • nicola tibaldi

        Vorrei sottolineare che 1° e mi rivolgo al sig. Cozzaglio, si, sono associato ASCOM e me ne vanto. Lo era mio nonno, i miei gentori e io. Ciò che può esprimere un commerciante certo non è per insegnare al mondo intero come si fa a vivere, ma come vive un commerciante specialmente in quest’ultima era. E penso che solo un commerciante può farlo, anche se l’abbassamento definitivo di saracinesche si commenta da solo; ovvio che chi viaggia a senso unico come il sig Cozzaglio, e cioè vede solo i commercianti come falsi, piagnucoloni, e incapaci di gestire il loro lavoro ……. allora….. Non è nel mio stile fare polemiche e piangermi addosso; quello che scrivo è il mio disagio dove il commerciante (piccolo) non è tutelato, aggredito da una pressione fiscale dove l’unico scopo è solo pagare. Non so la situazione dei commercianti di Cremona, abito in campagna a 30 km da Cremona, e vedo la mia. Se la banca non mi farà un prestito non so come farò a pagare le tasse. Lei ovviamente riderà, e dirà: “figuriamoci” …….. ma io non devo rendere conto a nessuno se non a me stesso e la mia famiglia. Siamo nel 2012 ben lontani dagli anni 80 (30 anni) dove i suoi genitori avevano l’attività; ricordiamocelo, le cose sono cambiate moltissimo e non certo a tutela del commerciante. (piccolo) Concordo pienamente col sig Mantovani ma ovviamente questo non fa testo siamo ASCOMITI (mi scusi ma mi sembra quasi di essere un appestato).

  • Alessandro Tegagni

    Vorrei sottolineare, che anche questa giunta ha l’idea, anche su carta, di realizzare, anzi di ampliare la zona commerciale, in area ex-scac, ora mi e ci domandiamo, ma perchè? le tante parole (sempre troppe, e zero fatti), per riempire la città, sono illusorie. Abbiamo appena trascorso un weekend all’insegna della musica, con la città piena di gente, che poteva illudere a un qualcosa di positivo, poi ci ritroviamo con i medesimi progetti distruttivi per il nostro centro. Parcheggio di piazza Marconi mezzo vuoto? ammetto che non ci passo tutti i giorni, e non vado a vedere quante macchine ci parcheggiano quotidianamente, ma a livello settimana (magari sono sfortunato di trovare proprio i momenti no.), ma lo trovo praticamente vuoto. Ora, una mentalità più fantasiosa non sarebbe male per una città che sta letteralmente morendo sotto la scure di mortali tasse. Noi del Movimento 5 Stelle a livello locale, stiamo già realizzando vari progetti per ripristinare un traffico cittadino in centro, ma siamo soli, a livello partitocratico, oramai vediamo una visione cieca. Oramai solo i cittadini attivi e propositivi possono far sentire la propria voce, e svegliare quelle menti “geniali” che abbiamo in giunta, e che avevamo.