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Scricchiola il sistema culturale cremonese In crisi di fondi e risultati il Pareggiato, il museo e tutto il settore In arrivo una spending review ad hoc

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Boccheggia la Cremona della cultura. Il bilancio del Comune prevede sette milioni di euro di spese per il settore culturale ma per il prossimo anno è prevista una nuova stretta che chiederà un ripensamento complessivo del settore. Proprio in questi giorni in Comune è arrivata la notizia dell’ennesimo taglio da effettuare: un altro milione di euro. Le istituzione cittadine in ambito culturale di cui per anni ci siamo fatti lustro, probabilmente sono un lusso eccessivo per una realtà come quella di Cremona. Tutte quante sono alle prese con numeri, iscritti e voci di chiusura.
Partiamo dalla Scuola di liuteria: una eccellenza cremonese usata come vessillo dai politici cremonesi che è adesso in un angolo. Ha perso la presidenza perciò verrà accorpata ad altri istituti, non avrà la caratteristica di scuola a statuto speciale nonostante l’alta specializzazione e la scelta di inserire il liceo musicale. La scuola, nata dopo le manifestazioni stradivariane del 1937, ha una nuova sede a palazzo Pallavicino. Gli amministratori locali si stanno dando da fare per ottenere una deroga. In crisi è anche il pareggiato, i corsi del conservatorio dell’Istituto Musicale Claudio Monteverdi.
La presidente dell’istituto Adriana Conti Rinaldi ha lanciato un ultimatum attraverso il quotidiano locale: “La scuola costa 1 milione e 100mila euro l’anno. Aspettiamo ancora dal Comune 160mila euro del 2011 e una parte del 2012. Così non si può andare avanti. Se il Comune non può far altro mi faccio da parte”.
In Comune chi deve far quadrare i conti fa notare che il Monteverdi è un istituto privato (con l’avallo e il controllo del Ministero che nomina i revisori) che, a parte i contributi che riceve (650 mila dal Comune, 130 mila dalla Stauffer, 40 dall’Amministrazione provinciale e 20 dalla Camera di Commercio) dovrebbe mantenersi con le rette come una qualsiasi scuola privata: purtroppo i numeri non bastano, con gli 80 iscritti al pareggiato e i 250 della Scuola Civica (che comunque ha costi contenuti).
Problemi anche al teatro Ponchielli dove il bilancio quest’anno è finito in pareggio ma su cui esistono dubbi per quanto riguarda i contributi comunali del prossimo anno. Nel 2013 partirà anche il museo del Violino su cui ancora non è chiara quale sarà l’incidenza dei costi per il Comune. Insomma dopo l’estate, a palazzo prenderà il via una profonda spending review di tutto il settore culturale: l’assessore al Bilancio Roberto Nolli su questo sarà inflessibile.

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Commenti
  • Paolo A Rossini

    L’articolo non è firmato, ma almeno per quanto riguarda l’Istituto “Monteverdi” denota scarsa conoscenza del problema. 1. Non si tratta di un istituto privato. 2. Non è una “scuola”, ma un’istituzione universitaria; se l’estensore dell’articolo conosce qualche università che si regge solo sulle quote di iscrizione, me lo faccia sapere. 3. Il numero degli iscritti è determinato solo ed esclusivamente dal numero, molto ridotto, delle cattedre. Forse giova ricordare che l’insegnamento strumentale può svolgersi solo in un rapporto uno/uno tra docente e studente; tutte le classi del “Monteverdi” hanno più studenti di quanto sarebbe previsto (e tutti i docenti fanno più ore del dovuto, senza percepire compenso data la difficile situazione in cui versa l’Istituto).

    • OettaM

      Gentile Prof. Rossini, se davvero l’Istituzione di cui Lei fa parte deve essere assimilata ad un’Università, la pregherei di farmi sapere il nome di qualche altro Ateneo in cui il rapporto docenti/studenti è quello “uno/uno” che cita Lei (ovviamente, restando nel novero delle Istituzioni che richiedono agli iscritti quote assimilabili a quelle richieste attualmente dal Pareggiato di Cremona). Probabilmente sono ignorante, ma non me ne sovviene nessuno. Grazie.

      • Paolo A Rossini

        Gentile Signora/Signore senza nome, la risposta è facilissima: uno qualsiasi dei 63 conservatori statali o dei 21 istituti ex-pareggiati. Come vede, non pochissimi già nel nostro paese. A questi si aggiungono tutte le università del mondo in cui è previsto l’insegnamento di voce o strumenti. Può quindi togliere dalla sua ultima frase il “probabilmente”.

        • OettaM

          Forse non è stato recepito il mio messaggio, quindi lo riformulo per maggiore chiarezza. Se una qualsiasi università si accorgesse che ad un qualsiasi corso (ad es. statistica applicata) è iscritto un solo studente, quel corso l’anno successivo sarebbe cancellato. Giustamente, dal momento che il costo di quella cattedra finirebbe per ricadere su tutti gli studenti. Se un qualsiasi conservatorio, e anche un istituto pareggiato, si accorgesse che, ad una qualsiasi classe di strumento (ad es. clarinetto) è iscritto un solo studente, cosa dovrebbero decidere i dirigenti di quella struttura? Lo dico da laureato e da studente di musica, quindi non del tutto ignaro di questi meccanismi. Altrimenti il tema è un altro, vecchio e spinoso: nel riconoscere ai Conservatori lo status di Università si fece un passo più lungo della gamba, e oggi non dovrebbe essere un tabù ridiscutere il tema (ma qui non abbiamo colpa né io né Lei, ma una classe politica che ha sempre disciplinato questo settore dimostrando di non saperne veramente nulla). Saluti e buon lavoro.

          • Paolo A Rossini

            L’arrampicata sugli specchi è esercizio pericoloso e inutile. Chiunque rilegga lo scambio di messaggi vede chiaramente che avevo risposto alla sua domanda. Quanto alla seconda domanda, se si fosse preso la briga di leggere con un po’ più di attenzione avrebbe già la risposta, ma comunque ribadisco: tutte le classi del “Monteverdi” hanno un numero di studenti superiore a quello previsto per legge.

  • sandra

    Sette milioni di euro sono tanti, troppi. E i ritorni sono quasi nulli.Soldi sprecati.

  • Giovanni Baldesio

    Il tema e’ strategico, piu’ che tattico e richiede un’attenzione che mi pare non gli viene riservata.
    La differenza tra strategia e tattica spero sia nota e che sia noto che non sempre chi e’ bravo in una, eccelle anche nell’altra.
    Lo scrivo perche’ queste conoscenze da Arte Militare con l’ubriacatura da pacifismo oltranzista, panciafichismo, oserei dire con citazione dotta, ha fatto perdere quelle che una volta erano le conoscenze di base di un Cavaliere, di un Guerriero della Valle del Po
    La strategia e’ il piano di battaglia prima della sua esecuzione: la linea di condotta che si adottera’ nella prospettiva di battere il nemico e svolto con l'”ipotesi” dell’azione del nemico. Le grandi idee, insomma, che se invece si risolvono in idee piccole, grette e poco informate portano al disastro. Un esempio eclatante: la Campagna di Grecia nel Secondo conflitto mondiale, tipico errore strategico (tra i responsabili il Maresciallo Badoglio).
    La tattica e’ quella del campo di battaglia, la lotta si sta svolgendo e il comando deve attuare quelle soluzione per cogliere le opportunita’ che si presentano, il fianco che il nemico offre. Sempre dalla Seconda guerra mondiale ottimo nella tattica fu Rommel, che infatti percorreva ossessivamente la linea della fronte nel tentatico di comprendere e sfruttare situazioni contingenti.
    Lo Stratga sta sulle Carte, nella biblioteca, il Tattico sta al fronte.
    I due aspetti, che spero di aver evidenziato con la dovuta cura, ma che devono essere approfonditi e di certo non e’ questa la sede, sono complementari ma essenzialemente diversi e sicuramente sono due processi separati.
    il Comune si occupi di strategia e i direttori delle Scuole si occupino di tattiche.
    La strategia deve essere improntata alla tenuta: se non e’ il caso dell’offensiva, se ci si puo’ concedere lo sviluppo della manovra si accetti la disposizione alla difensiva, si traccino le linee di solito tre, ma si decida risolutamente che nel campo culturale, per le tradizioni di Cremona, per quanto si e’ investito in passato, per quanto si e’ speso in passato e per le future possibilita’ di manovra non bisogna cedere di un palmo. Ad ogni costo. Ho scritto in altre sedi, confermo qui: i servizi sociali stanno costando troppo e rischiano di innescare un’involuzione verso la Barbarie, l’unico modo di contrasto alla deriva e’ il mantenimento dell’eccellenza culturale. Si smetta anche quell’opera inutile di pavimentazione, di ristrutturazione inutile, la riprenderemo dopo se tutto va bene, non la lascieremo al nemico se dovesse andare male. E’ inutile far bella una tomba se deve ricoverare le spoglie di un mediocre.
    I dirigenti delle Istituzioni, scolastiche, museali, ecc. invece prendano come unico impegno quello della tattica: con quello che si ha, si faccia, per ottenere il meglio che si puo’ ottenere, chiedendo sacrifici, ottimizzando, risparmiando o anche bluffando dove lo si puo’ fare. In liberta’, senza vincoli castranti, ma con l’idea che chi sbaglia paga, idea che gli Italiani in genere non hanno mai fatto propria (si veda il Badoglio citato e un’infinita’ di casi che finiscono con l’ultimo EXsindaco mai pago di sconfitte e sempre in cerca di riscatto)
    Nello specifico, per il “Monteverdi” pareggiato Conservatorio, meglio Istituto di Istruzione Universitaria, molto complesso nella struttura una dote di 1 milione di euro e’ cosa giusta, specie se si pensa che il Partito Democratico Provinciale ha un bilanco di 365000 euro: il PD cremonese costa 1/3 di una scuola come la “Monteverdi”. Le produzioni mi sembrano molto diverse. La direttrice e il consiglio faccia opera presso i docenti per responsabilizzare al risparmio, laddove si puo’ senza incidere nella produzione culturale. E la popolazione sia pronta a riconoscere il merito di chi vincera’ l’impegnativa sfida di questi tempi.
    Per quanto riguarda la Scuola Internazionale di Liuteria invece la questione cambia. Non e’ una scuola normale, ahime’ per quello che significa “scuola normale”. L’intervento del Presidente dell’Anlai pubblicato su questo sito e’ significativo: i rappresentanti del teritorio a Roma DOVEVANO fare di piu’, mi pare (mi pare, aspetto contraddittorio!) abbiano fatto niente. E se Roma nicchia, la Scuola, di lunga e gloriosa tradizione faccia da se’, disobbedisca. Certo e’ necessario che la cittadinanza faccia quadrato. La Scuola di Liuteria non e’ un istituto professionale come lo intende il Ministro dell’Istruzione e non e’ neanche un Liceo Musicale. E’ l’IPIAIL, deve restare l’IPIAIL a QUALUNQUE COSTO. ci sono cose che non sono negoziabili.
    Se si deve sacrificare qualcosa lo si sacrifiche tra le cose inutili: quanto spendono le scuole e le istituzioni varie per le inutili certificazioni della Qualita’, qualita’ presunta e insignificante se poi le istituzioni spariscono?
    Tutti i soldi spesi dalla Provincia per l’adeguamento a norme severissime, tipo le scale antincendio e roba varia a che servono se poi le scuole, i musei, le biblioteche chiudono?
    Manifestazioni, clientele, risoluzioni che servono per i voto ma non migliorano la citta: devono finire! Come inutile campagne di derattizzazione o gestione del Verde che prima era Responsabilita’ delle Sere Comunali e adesso e’ in appalto a privati 8o cooperative)
    A che serve mantenere MIGLIAIA di uomini, donne, bambini, se poi il futuro e’ quello di un Paese senza Storia, senza Futuro ma solo con il presente di un piatto di lenticchie?
    E soprattutto, in una fase cosi’ delicata, perche’ sono tutti rinchiusi nel loro povero e micragnoso interesse contingente, fregandosene bellamente di cio’ che sta succedendo?
    Voltando le spalle al nemico sul campo di battaglia?
    Questo si chiama TRADIMENTO!

  • Paolo A Rossini

    Dimenticavo: l’uso dell’aggettivo “assimilata”, piuttosto simile a quello comunemente usato da alcuni nostri amministratori, è totalmente fuori luogo: l’Istituto “Monteverdi” E’ un’istituzione universitaria. Il che, a quanto pare, non è stato ancora assimilato.

  • EttoreCl

    Quante sbrodolate, quindi se ho capito bene ci si sta lamentando del lavoro culturale del nostro Comune?
    Pensavamo fosse tutto a posto, ma i nostri Assessori alla partita…
    Oreste, purtroppo le elezioni sono ancora lontane, due anni, devi prendere in mano la situazione subito….
    Arroga a te anche il “Pareggiato”, tra un po’ hai più deleghe te che Monti.
    EttoreCl