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Crisi delle imprese, rallentano anche quelle condotte da donne 34 in meno in sei mesi

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Rallentano anche le imprese femminili. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel corso del primo semestre 2012 è in negativo. Se le iscrizioni di imprese femminili sono state 267, le cessazioni hanno raggiunto quota 301: 34 unità in meno. Il settore in maggiore crisi è ancora una volta quello del commercio dove c’è il numero maggiore di imprese gestite da donne. Lo studio è della Camera di Commercio di Piacenza che ha analizzato la situazione della città raffrontandola con le realtà vivine, tra le quali anche Cremona. Nel complesso, a Cremona ci sono 6.276 realtà registrate di cui attive 5.718. Una dinamica anagrafica a curva negativa anche nei territori circostanti con Reggio Emilia che è la provincia più colpita tra quelle analizzate (-101 imprese al femminile), Piacenza al secondo posto con -56, Parma -36 e Cremona al quarto. A Pavia -25 e a Lodi -19.

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Commenti
  • Strady

    Mi sembra un po’ come calcolare la distribuzione degli incidenti tra i mezzi con targhe pari e dispari.

    Creando o commentando questi preziosi rapporti ci si possono veramente passare le giornate.

    Con un po’ di fatasia si potrebbero creare delle tabelle pivodinamiche organizzando i risultati per iniziale della provincia oppure, col mese della data di costituzione, si potrebbe fare l’oroscopo.

    Scommetto che ci avevate già pensato.

  • NO ABC

    Ma come?
    Il Premier Monti e la Ministra Fornero non hanno detto che il Paese è fuori dalla crisi e che sta meglio di un anno fa?

  • SARO’ BREVE
    Cerco sempre di esserlo. Una delle mie curiosità, l’italiano è l’uomo più libero del mondo, se lavora in proprio, il più ottuso, e qui per favore nessuno dia al meridionale, il milanese è identico, se nel pubblico. Ma non che, come si dice di solito, non abbia voglia di lavorare, anzi, si ingegna di far diventare complicata la fatica degli altri.
    Michele Brambilla esprime bene il suo stupore sulla Stampa, ha fatto un giro per le piccole imprese, ci sono, tante e guadagnano, ma potessero fuggirebbero all’estero. Costi, sindacati, infrastrutture? sì, possono dare fastidio, ma esistono in tutto il mondo. Dove invece non tormentano con leggi, leggine, leggette, e soprattutto non le cambiano di continuo, chi vuole produrre impresa. Ai grandi livelli, da noi lasciano distruggere il mare; provate ad aprire un negozio di scarpe, vi vien voglia di andare a produrle in Svizzera.

    Cremona 21 08 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info