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A Milano espone l'artista cremonese Gabriella Benedini

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Dal 21 settembre al 4 novembre 2012 allo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2 a Milano si possono ammirare le opere dell’artista cremonese Gabriella Benedini in “Non si riposa il mare”, mostra promossa dalla Provincia di Milano e dall’Associazione “Cento Amici del Libro”, a cura di Martina Corgnati.
Si tratta della prima importante personale dedicata alla grande artista lombarda nella città dove vive e lavora da cinquant’anni sotto il segno della riservatezza. L’esposizione presenta oltre cinquanta fra le opere più recenti della produzione polimaterica di Gabriella Benedini appartenenti alle serie delle Costellazioni, Arpe e  Navigazioni: tutti lavori ambientali creati per lo più con materiali di recupero raccolti pazientemente sulle spiagge della Liguria ai quali l’artista offre una seconda possibilità di vita. La mostra è inoltre arricchita da tre grandi installazioni site-specific per lo Spazio Oberdan: Costellazioni, Arpa Marina, Bibliotheca.
Il risultato è un affascinante percorso che si sviluppa attraverso nove sale, per portare il visitatore ad esplorare un vero e proprio universo ispirato per lo più dalla metafora  della navigazione, del viaggio e dell’emisfero celeste, elemento dialettico di orientamento e di relazione, ma anche di emozione e di fascino irresistibile per gli uomini di tutte le epoche e di tutte le generazioni.

L’ingresso è libero.
Orari di apertura al pubblico
mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10-19.30
martedì e giovedì fino alle 22
chiuso il lunedì

Nata a Cremona nel 1932, si diploma presso l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma e poi frequenta l’Accademia di Brera. Soggiorna a Parigi dal 1958 al 1960 dove tiene mostre personali e partecipa a rassegne collettive. Rientra a Milano e comincia a esporre alla Galleria Bergamini nel periodo del Realismo Esistenziale. Significativi sono i viaggi in Africa, in Asia e in America. La sua ricerca continua nell””ambito della pittura ma elabora molte esperienze con linguaggi diversi tra i quali quello cinematografico; realizza, infatti, nel 1972 due Super 8 Doprenoi e Diutop.
Fin dall””inizio degli anni Ottanta la sua ricerca si sposta verso la scultura; nascono così le storie della terra – Mutazioni (1977-1980), I teatri della “melanconia” (1984), i Pendoli del tempo (1985), i Goniometri (dal 1989), isestanti (1992), le Costellazioni (1993). Materiali diversi trovati ed elaborati, si estendono sempre più nello spazio, dalle installazioni (Il Teatro di Persefone, 1985) alle Arpe (dal 1991). L””interesse per la parola e per i libri la induce a realizzare “libri d””artista” fino a giungere ai volumi tattili di Bibliotheca (dal 1989).

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