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Province, Trespidi (Udc): "Si può guardare anche a Pavia?"

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“Con l’agenda Monti la politica dovrebbe avere cambiato registro. Infatti i tempi che vengono impressi ai provvedimenti e alla legislazione sono molto incisivi, oserei dire ossessivi”. Così il Segretario provinciale dell’UDC Giuseppe Trespidi commenta il provvedimento della riorganizzazione degli enti provinciali. “Constato, però – continua – che un tema come quello del riordino delle Province, dotato di un crono programma ben preciso, che dovrebbe consentire maggiore linearità di approccio con quello che è stato approvato con legge dello stato il 7 agosto scorso fa fatica a decollare. Fa fatica ad essere recepito ma, soprattutto, sta ingenerando discussioni e prese di posizione che se da un lato sono comprensibili dall’altro non trovano sostegno giuridico. Almeno nella fase attuale. È il caso, ad esempio, di Comuni che pensano di poter uscire da una ex Provincia per passare ad un’altra oppure pezzi di Provincia che pensano di sganciarsi per confluire in altre realtà provinciali. A tale proposito la legge specifica che si possono prendere in considerazione solo situazioni di Comuni con le pratiche già avviate e quindi esistenti al 20 luglio 2012″.

“Nella prima settimana di settembre – continua Trespidi – si riunirà la Commissione provinciale Affari istituzionali alla quale parteciperà il Presidente Salini, l’assessore Bongiovanni, e saranno invitati i quattro Sindaci Presidenti delle rispettive Consulte territoriali: Alberto Sisti di Castelvisconti, Gianpietro Denti di Ripalta Guerina, Emanuel Sacchini di Torricella del Pizzo e Donato Daldoss di Casalbuttano) e i Componenti del Consiglio delle Autonomie Locali residenti nel territorio cremonese: Oreste Perri Sindaco di Cremona, Ivana Cavazzini Presidente dell’Unione dei Comuni di Piadena e Drizzona e Gian Domenico Auricchio Presidente della Camera di Commercio. Diverse saranno le questioni da affrontare: in primis quali sono gli obiettivi e il fine a cui ci si ispira nel proporre le aggregazioni? Mettere insieme Cremona Lodi e Mantova vuol dire costituire una entità di circa un milione di abitanti, 4.892 km di superficie e 246 Comuni. Si può pensare ad un’area ancora maggiore che comprende anche i 190 Comuni, i 550.000 abitanti e i 2.964 km di superficie della scampata provincia del Po di Pavia? Con quale proposta si ritiene che il territorio si rafforza? Si riordina? Le risorse che serviranno per gestire gli edifici delle scuole superiori e la manutenzione delle strade da dove deriveranno?”.

“La legge di riordino delle Province non prevede più l’elezione diretta del Presidente della provincia e dei Consiglieri ma è prevista una elezione di secondo grado dei soli Consiglieri provinciali fatta dai Sindaci e dai Consiglieri comunali della circoscrizione provinciale. Il Presidente della Provincia sarà eletto dai e tra i futuri Consiglieri provinciali. La governabilità di questi Enti riordinati con la nuova modalità di elezione del Presidente della Provincia e dei Consiglieri provinciali è adeguata?”

Entro il 3 ottobre il CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) deve fare la propria ipotesi di riordino alla Regione la quale, a sua volta, entro il 23 ottobre deve fare la sua proposta al Governo il quale entro 60 giorno emana il provvedimento di riordino.

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Commenti
  • Quaqquaraqquà

    Se Cremona si unisse a Brescia e lasciasse nella bassa tutti gli altri, almeno riusciremmo ad aggregarci a qualcuno che ha una mentalità adatta allo sviluppo e non al piangersi addosso. Proprio per questo non potremmo mai agganciarci alla locomotiva della Lombardia, ma siamo qui a discutere a che altra incudine fonderci per affondare meglio….bye bye opportunità, siamo a Cremona!

    • il profeta

      noi siamo il buco del c….della Lombardia siamo una città chiusa egoista ruffiana ,imbalsamata che vive sotto la tutela dei solito noti ……