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Porta Mosa, bastione dimenticato Che fine ha fatto il giardino didattico?

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Dovrebbe essere un giardino didattico a disposizione dei bambini delle vicine scuole infanzia S. Giorgio e Aporti, scuole elementari Realdo Colombo e A.Manzoni, asilo nido Lancetti e invece è solo uno spazio incredibilmente prezioso abbandonato a se stesso. Un anno fa Cremonaoggi si era già occupata del bastione di porta Mosa: alcuni lettori, infatti, avevano segnalato ladri di pietre delle mura medioevali che costeggiano la strada (guarda il video). Mattoni dei primi decenni del Cinquecento portati via così, passeggiando sul marciapiede. Ma la situazione delle mura (peggiorata tra cedimenti e sporcizia) non è solo la pecca di questo posto di storia. Basta entrare nel bastione. Bottiglie di platica e erba alta. Due panchine sono state divelte e spostate in mezzo all’enorme spiazzo centrale. I portabiciclette sono posati casualmente all’ingresso. Nessun cartello esplicativo sugli alberi, nessun pannello sulla storia del bastione di porta Mosa, detto anche Caracena, risalente ai primi decenni del Cinquecento, tantomeno un percorso didattico o qualche gioco per i bambini. Solo scritte su muri e muretti, foglie secche e silenzio.
I tentativi di recupero di questo spazio risalgono al 2000, quando il parco (acquisito nel 1999 a giardino scolastico) venne riqualificato e inaugurato dalla Giunta Bodini in occasione dell’iniziativa ‘Cremona Bambini’ come spazio “fruibile dalle scuole per attività motorie all’aperto, giochi, attività didattiche, feste anche in orario extrascolastico”. Sempre in quell’anno è stato setting d’eccezione della rassegna delle scuole di danza cittadine organizzata dal Teatro Ponchielli ed è stato inserito nel circuito botanico della città curato dal Museo di Storia Naturale.
Quattro anni più tardi, altro intervento. “Purtroppo – era il comunicato della Giunta – a causa della scarsa educazione civica di alcune persone che lo frequentano, questa area verde a ridosso del Bastione di Porta Mosa versa in una situazione di degrado, aggravata dal fatto che alcuni frequentatori non rispettano le comuni regole di convivenza nonché gli orari, creando problemi ai volontari durante le operazioni di chiusura. A causa di questa situazione, il parco non è più frequentato da nessuna scuola che gravita nelle vicinanze e, in orario extrascolastico, da genitori con i bambini”. Da qui, la decisione dell’amministrazione Corada di chiudere i bastioni e mettere a punto un nuovo progetto di recupero. La riapertura nel maggio 2005 con maggiori controlli da parte della Polizia Locale, la posa di segnaletica verticale con orari e l’impegno di Aem per la pulizia. Nel 2008, altro progetto per il risanamento conservativo delle mura rimasto allo stato preliminare. Poi più nulla.
La questione è arrivata ad ottobre 2011 sul tavolo della Giunta Perri grazie ad una mozione del consigliere dell’Idv Schifano che impegnava la Giunta Perri a un intervento immediato e urgente per evitare il crollo di una parte delle mura in via Gaspare Pedone, a rendere fruibile il giardino attraverso la sistemazione del vialetto perimetrale e a valorizzare lo storico parco con delle adeguate panchine in legno e con dei giochi per bambini. Risultato? La mozione non è stata approvata: 16 consiglieri hanno votato sì, 20 (della maggioranza) hanno votato no. E il bastione di Porta Mosa resta dimenticato.

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Commenti
  • Giancarlo Schifano

    IO CREDO CHE MOLTE VOLTE LA POLITICA DEVE METTERE DA PARTE LOGICHE PARTITICHE E PENSARE SOLO E SOLTANTO AL BENESSERE DELLA CITTADINANZA E IN QUESTO SPECIFICO CASO,LA MAGGIORANZA DI CENTRO-DESTRA HA FATTO UN GRAVE ERRORE DI VALUTAZIONE A NON APPROVARE LA MIA MOZIONE,NEGANDO AI BAMBINI LA POSSIBILITA’ DI USUFRUIRE DI UNO SPAZIO PUBBLICO SPECIFICO DOVE POTER SVOLGERE ATTIVITA’ DIDATTICHE.
    GIANCARLO SCHIFANO CONSIGLIERE COMUNALE IDV CREMONA

    • Quaqquaraqquà

      “io credo che la politica DEVE…” Maestro! A quei bimbi che gli impariamo l’itagliano sbaggiato?? Il congiuntivo non è una malattia degli occhi! Usiamolo pure!

  • Edmond Dantès

    domanda imbarazzante: come si fa ad arrivare a questo parchetto?

    • germana

      per arrivare senza inciampare nei detriti delle mura (via Gaspare Pedone…)conviene percorrere la via Santa Maria in Betlem provenendo da Porta Romana e imboccare la via Gaspare Pedone nel tratto acciottolato di fianco alla scuola materna San Giorgio. I bastioni sono ombrosi e in questa stagione sono molto frequentati da anziani. E’ triste vedere quanto poco sia curato e valorizzato l’insieme….

  • basta vedere che fine ha fatto il famoso secondo lotto del parco al Po,quello di fronte al campeggio,x intendersi.son state piantate centinaia di piante,il 90%morte di sete subito dopo.il resto è coperto da ebacce alte piu delle piante.le panche son state spostate in luoghi ormai inacessibili..questa è la politica dei parchi a cremona.in passato ed ora.l importante è prendere sovvenzioni europee o regionali e poi chi sè visto sè visto.io farei pagare al vecchio sindaco e ai vecchi consiglieri questo”parco al Po”..(vedi anche ciò che doveva essere l ostello,abbandonato ormai da anni dopo 250mila euro di spesa x farlo!!)

  • Giovanni Baldesio

    Fermi e gesso.
    La questione di Porta Mosa affonda le radici in una storia che il consigliere comunale nisseno, eletto con 34 preferenze personali in un partito da 2,9% dei votanti quindi con un gradimento degli elettori del 2% non conosce.
    I numeri sopra riportati, 34, 2,9% e 2% sono illustrati proprio per precisare che non puo’ trascurare le logiche partitiche chi, delle logiche partitiche si avvantaggia assumendo un ruolo che va oltre l’essere in disaccordo con il nemico.
    Non cerco il contrasto con il Consigliere di cui apprezzo almeno la volonta’ di pubblicare un CV sul sito del Comune, anche se, invero, con quel CV non verrebbe assunto neppure per posizioni di lavoro irriferibili in questo contesto. Si apprezza la volonta’, non l’esercizio, in fregio a quei Consiglieri, anche titolati a parole, che come curriculum pongono la data di nascita e il codice fiscale, vero insulto alla cittadinanza che spero paghino alle prossime elezioni allorche’ elemosineranno preferenze per continuare nel loro piccolo idillio privato.
    Sperare nella, di loro, vergogna mi pare un’attivita’ illusoria.
    Detto questo e precisato che delle diatribe maggioranza opposizione, cosi’ scontate, come gli articoli prossimi alla scadenza di un supermercato, mi interesso poco, presento alcune considerazioni su Porta Mosa.
    Negli anni ’70 il pratone di Porta Mosa era poco raccomandabile. Invero c’erano tappeti di siringhe anche alle montagnole dei giardini pubblici di Piazza Roma e ci si conviveva, ma Porta Mosa era cosi’ defilato da essere sfruttato per attivita’illecite. Non era un posto da frequentare a cuor leggero.
    Tra la SNUM in piena attivita’ con contorno di effluvi e via Giordano vero limite della citta’ il pratone non era un parco. Tanto piu’ che alla Madonnina oltre la strada c’era un campo di calcio con tanto di porte. Confinante con il “parco” c’era anche l’attivita’ di rottamaio di Isacco, quello storico.
    Negli anni ’80 su quel campo c’ha giocato anche una squadra cremonese di baseball.
    Gli interventi di riqualificazione, con tanti soldi investiti e persino dei festival Rock, sono semplicemente abortiti come mi sembra non sia da considerarsi positiva la collaborazione con l’AUSER che si era incaricata della sorveglianza.
    Personalmente ritengo che tutti gli interventi fatti siano stati congegnati per fini elettorali, vedere le date degli stessi per rendersi conto.
    Del passato torno ad accennare poi ma la cosa interessante e’ il futuro: quella zona, un po’ trascurata della citta’ dovra’ diventare una zona di “pregio”. La questione Porta Mosa va risolta una volta per tutte in quanto il parco nelle condizioni in cui si trova e’ incompatibile con lo scorcio di edilizia di pregio che si deve realizzare. Da quel che ho capito, la vista dei prestigiosi concittadini meritevoli del pregio gliela devo pagare io.
    Cosi’ e’, perche’ cosi’ mi pare. (cit. rimaneggiata siculi’sicula’)
    Veniamo alle questioni rimanenti, quelle legate al passato, per me le piu’ care, dopo aver indicato che l’ipergonadismo maschile provocato dalla polemica Magg/Opp. e dalla commistione privato pubblico, problemi che gia’ loro sarebbero sufficienti per calibrare bene parole e interventi.
    Prima questione: la manutenzione del verde.
    Le polemiche sorte a mezza estate sulla stampa circa la cattiva manutenzione del verde pubblico cremonese ha fatto si’ che il Comune con determina dirigenziale dell’apposito settore abbia dato mandato per la azione sul verde pubblico, un 10000 euro (andare a vedere sul sito del Comune!)
    Cioe’ noi si brontola, il Comune spende, qualcuno guadagna, visto che non opera in beneficienza.
    Qualche anno fa c’erano le serre comunali, un gruppo di persone che per lavoro manuteneva il verde pubblico, ma adesso siamo dipendenti dal privato e guardacaso un’azienda e’ del papi di un Consigliere Comunale e l’altra e’ la solita coop diretta da un socialistone. Geometra socialistone.
    E veniamo alle responsabilita’. Possibile che nessuno paghi mai per quello che fa?
    Per quello che fa in nome degli altri, tra l’altro?
    Le serre comunali sono state sacrificate in nome di interessi “privati” e con strani giri di finanziamenti, ancorche’ legittimi (ma perche’ vergognarsi e censurarli allora?) di campagne elettorali; chi ha pagato?
    I cittadini che pagano imprese private!
    Vorrei notare che una volta ANCHE con le serre comunali si faceva cultura: cultura VERDE.
    Sparite, seppellite dall’asfalto.
    I responsabili sono ancora li’ nel Consiglio Comunale a fare l’opposizione. Magari a farsi di gargarismi con sciacquo delle tonsille e dell’ugola.
    E la responsabilita’ per i quattrini buttati al vento per recuperare, riqualificare, aree che poi fanno sempre schifo?
    Niente, ci sono i responsabili ma nessuno paga.
    Adesso e’ il turno dei cittadini.
    Per quell’area sono state spese energie e denari per metterla a posto, confezionate promesse e impegni per mantenerla ordinata e sorvegliata.
    E’ tutto fallito.
    Perche’?
    Perche’ i cittadini da un certo momento in poi hanno sperimentato fasi di diseducazione progressiva: si e’ rinunciato ad educarli alla convivenza civile in cambio di una educazione diciamo elettorale. si sono coltivate quelle qualita’ del cittadino interessanti alla politica. all’aritmetica del voto. E null’altro!
    Andate in giro e guardate. e piu’ son giovani e piu’ son maleducati. Vestiti da pezzenti con l’illusione che l’abito non fa il onaco ma poi in Parlamento e’ obbligatoria la cravatta, nella Moschea le ragazze hanno la testa coperta e al Dordoni non ci posso andare con la camicia nera.
    Se straccio un carta e la getto per terra non succede niente, se rompo e getto il certificato elettorale, novello Gandhi che brucio’ la carta di identita’, mi danno l’ergastolo.
    Di educare le persone a loro non frega niente. A loro basta educare i cittadini a mettere una X, basta la X. non sono neanche bene interessati a dove, tanto un po’ per uno tocca a tutti, basta che la si metta.
    Del resto di educare non sono capaci, basta vedere i risultati dell’educazione stradale o dell’educazione all’integrazione, due capitoli di spesa infiniti a risultato nullo.
    Non c’e’ educazione senza punizione, hai voglia ad aspettare i rinforzi positivi…
    Circa il giardino didattico non voglio parlarne perche’ mi metto a piangere: figurarsi se l’attivita’ di conoscenza dei bambini deve passare per un pratone con qualche pianta iin mezzo al cemento di Cremona: poveri loro. Portate una mucca viola e la marmotta che incarta. Poi le nutrie le sterminate, i cani li avvelenate e i piccioni li elettrificate. Ma per favore.

    L’ultima questione, ultima non in termini di importanza, e’ ovvio.
    Le mura.
    Quelle mura, bene simbolico prima che artistico, dell’Architettura militare del temppo che fu, sono quelle che stanno sulle sfere. A un certo punto si sono odiati i muri, non so il perche’?
    Quelle mura sono l’essenza della Cremonesita’ che ne’ il consigliere nisseno ne’ una grande percentuale di cosiddetti cremonesi puo’ comprendere.
    La storia della civilta’ e’ storia di guerra tra due anime dell’umanita’: gli agricoltori, stanziali e rispettosi del territorio, fornitore di sussistenza e i nomadi cacciatori, invasori, sfruttatori fino allo stremo del territorio.
    Gli agricoltori si trinceravano a protezione del loro lavoro, gli altri “cercavano” di spossessarli della terra fertile da sfruttare. (cfr J.F.C. Fuller- Le battaglie decisive del mondo occidentale 3 voll, trad italiana Edita da Stato Maggiore Esercito – Ufficio Storico. Son 3 vol ma bastano le primissime pagine)
    Quelle mura quando difendevano Porta Mosa garantivano il rispetto del pratone e di cio’ che c’era sopra e sotto, una volta sbrecciate e cadute gli invasori hano trattato Porta Mosa e Cremona per intero come un normale nomade, invasore. Si sfruttera’ il territorio fino allo stremo.
    Il pratone NON verra’ mai rispettato!
    Quelle mura per cio’ che rappresentano, per cio’ che simboleggiano dovrebbero essere conservate meglio: meriterebbero la guardia armata che per tanto tempo ha garantito a questa citta’ la sopravvivenza e che mai come ora e’ in forse.

    • Quaqquaraqquà

      Mi spiace non poterti leggere tutto, scrivi bene e conosci molti fatti. Ma o mi prendo le ferie o devo aspettare la pensione, la sintesi non è di casa in via Baldesio….

      • Giovanni Baldesio

        Rispondo qui sotto per rispondere a tutti e tre.
        La fonte della mia ispirazione e’ quel Giorgio Almirante da Salsomaggiore che in una seduta del Parlamento parlo’ ininterrottamente per 10 ore, senza neppure le pause per la minzione.
        La sintesi di messaggini, twitter e chiacchiere da discoteca tenetevele per voi, a me non interessano.
        La complessita’ del mondo, peggiorata dalla condizione in cui ci hanno posto quelli che hanno avuto deleghe di comando (deleghe? AHAHAH questa si che fa ridere!) non permettono di esaurire i problemi in poche parole.
        Almirante: era prodigo di parole ma non compromesso nelle questioni economiche di tangenti, magna-magna e finanziamenti illeciti dal Nemico (che si chiama tradimento). IL MSI pulito, neanche compromesso con il terrorismo, illibato alla Storia prima dell’intervento del Badoglino Fini e una Congrega di Colonnelli Arraffoni.
        E poi… e’ l’italianita’ che si perpetua in fatti contornati da parole, in atti annegati nelle parole, in lettere costituite da fiumi di parole.
        I Promessi Sposi? Lei Lui e l’altro con due preti, un potente e la peste che finisce con la pioggia.
        La divina commedia? Prima si va giu’ poi si va su e in ogni dove il giusto chi.
        No, non ci sto.
        Il passato e’ li da ricordare, il futuro e’ ignoto come al solito ma promette disastri. Per la prima volta, il futuro e’ tanto incerto come non lo fu neppure alla fine della seconda guerra mondiale vissuta da perdenti.
        E’ l’Italia che scompare. L’italianita’. Le risorse italiane.
        tutte cose che poggiano su un giuramento di SANGUE tra le vecchie generazioni e le nuove.
        Rompere un giuramento e’ cosa che neppure il Dio piu’ buono puo’ perdonare.
        Non scrivo perche’ mi si legga. io scrivo per me, per emanciparmi da questo bolo di pseudopersone che si arroga il diritto di rompere un giuramento che io inverce rispetto.
        Vorrei che mi leggessero i MORTI, non i vivi.
        Vorrei che le mie parole, la mia voce, il mio rancoroso odio, travalicassero le barriere del tempo e risuonassero come un solo grido:

        IO NON HO TRADITO

        Del futuro, non so se si e’ capito ho paura e lo temo per il dolore che mi provoca.
        Spero che la fine mi colga con il ferro in pugno e la fronte alta al sole: che il mio Sangue bagni il Sacro Suolo della Patria dopo che l’ho irrigata con il mio Sudore.

        W Cremona Libera

    • germana

      E QUINDI ? CI ARRENDIAMO O CHIEDIAMO CHE SI FACCIA QUALCOSA ?????? CONTINUIAMO A RIMURGINARE SUL PASSATO O FACCIAMO PROGRAMMI PER IL FUTURO PROSSIMO ?

    • Edmond Dantès

      SINTETIZZA PER LA MISERIA!