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Muore il cardinal Martini, il vescovo: "Fu una guida salda e sicura"

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Nella foto il card. Martini nel Duomo di Cremona durante le esequie di mons. Giulio Nicolini

Il card. Carlo Maria Martini, 85 anni, arcivescovo di Milano e metropolita di Lombardia dal 1979 al 2002, è deceduto nel pomeriggio di venerdì 31 agosto. Raggiunto dalla notizia mons. Lafranconi ha subito scritto un messaggio nel quale assicura il ricordo orante e grato della comunità diocesana cremonese alla Chiesa sorella di Milano e ricorda l’alta statura morale e spirituale del porporato.

Il messaggio di mons. Lafranconi

“Con grande commozione ho appreso la notizia della morte del card. Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, certamente una delle figure più eminenti dell’episcopato non solo italiano, ma mondiale.

Purtroppo ho avuto poche occasioni di accostarlo – soprattutto durante le sessioni della Conferenza Episcopale Lombarda e in altri momenti ufficiali – dato che giunsi a Cremona il 4 novembre 2001 ed egli lasciò la guida di Milano l’anno seguente partendo subito per l’amata Gerusalemme. Eppure non mi sono mancate le occasioni per apprezzare la grande statura morale, la profonda spiritualità, la vasta cultura, la finezza del tratto mista a un’innata timidezza.

Quale eredità egli lascia all’intera Chiesa Lombarda?

Anzitutto un profondo amore per la Sacra Scrittura. Profetica fu nel 1980, a neanche un anno dal suo ingresso nell’arcidiocesi, la costituzione delle “Scuole della Parola”: un  progetto che mirava ad aiutare il Popolo di Dio ad avvicinarsi alla Bibbia attraverso il metodo della lectio divina. Nella sua ultima lettera pastorale (“Sulla tua Parola”) per l’anno 2001-2002 scrisse: «La parola di Dio è la nostra vera regola di vita: ascoltandola e mettendola in pratica impariamo a conoscere e ad amare il Verbo incarnato, Gesù… a vivere nell’esperienza dello Spirito che racconta nella nostra storia e nella vita di ciascuno le meraviglie di Dio… a credere nel Padre sorgente e meta di ogni dono. Essa ci introduce nella bellezza del mistero trinitario».

Una seconda eredità è certamente il suo impegno nel dialogo sia con le Chiese sorelle sia con il mondo contemporaneo, nella consapevolezza che lo Spirito di Dio fa attecchire semi del Vangelo anche oltre i confini della Chiesa.

Fu per Milano una guida salda e sicura, riconosciuta anche oltre i confini ecclesiali: come non ricordare la scelta delle Brigate Rosse di consegnare a lui le proprie armi sancendo così la fine della lotta armata che nella metropoli aveva lasciato una lunga scia di sangue?

Il card. Martini, come Giovanni Paolo II, accolse con profondo spirito cristiano la malattia e dall’alto della cattedra del dolore seppe ancora una volta servire la Chiesa non più con il suo alto magistero, ma con la preghiera e l’offerta delle sue sofferenze: anche per questo dobbiamo essergli grati.

L’intera comunità cristiana cremonese prega per lui: il Signore Gesù, il Verbo della vita, lo accolga tra l’eletta schiera dei pastori buoni e gli conceda il premio della beatitudine eterna”.

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Commenti
  • mario

    La Milano aperta e dialogante forse se ne è andata con Lui.

  • I SOLITI GIOCHI
    Oggi che è morto prime pagine per spiegare ch’era un santo. Qualche riga in meno, non lo si poteva ripetere più spesso in vita, invece di buttarsi a capofitto per ingigantire l’argomento alla moda contro la sua Chiesa, la pedofilia?

    Cremona 02 09 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • mario

      La concisione fa guadagnare: però scrivi in italiano.
      Ma chi NON ne parlava IN VITA ???