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Calcioscommesse: il pm svizzero chiede gli atti a Cremona

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Ipotizza il reato di riciclaggio la magistratura elvetica che sta indagando sul calcioscommesse. In queste ore il pm federale svizzero ha chiesto alla procura di Cremona parte degli atti dell’inchiesta. Secondo la magistratura di Berna, infatti, dietro le “combine” ci sarebbe anche un vasto giro di soldi riciclati che coinvolgerebbe molti dei protagonisti dello scandalo. Intanto a Cremona potrebbe presto arrivare Almir Gegic, giocatore che per anni ha militato nel Chiasso, considerato uno dei vertici dell’organizzazione. Il latitante avrebbe intenzione di essere sentito dal pm Roberto di Martino. Un proposito, questo, che Gegic aveva già espresso lo scorso giugno, ma che poi non era andato in porto. Chissà se questa sarà la volta buona. A giugno Gegic, che aveva rilasciato un’intervista telefonica alla Gazzetta dello Sport, si era detto pronto ad andare in cella, ma solo dopo essersi liberato la coscienza e aver fatto nomi e cognomi. Per lui “in Italia scommettono i giocatori importanti. E se di Martino continuerà a indagare, arriverà ai pesci grossi”.
Intanto Antonio Bellavista ha annunciato di essere pronto a fare rivelazioni choc sul caso scommesse e a presentare materiale che, secondo l’ex centrocampista bitontino, “basterebbe a sospendere i campionati di serie A e B”. Il 34enne ex capitano del Bari ha raccontato di aver compilato un dossier da inviare alle procure di Bari e Cremona.  Bellavista è stato già condannato dalla giustizia sportiva a cinque anni più preclusione nel primo troncone riguardante gli atti trasmessi alla procura federale dalla procura di Cremona, e a quattro anni decretati dalla corte di Giustizia sul filone riguardante le carte inviate dalla procura di Bari, in particolare inerenti a Cesena-Bari 1-0 della stagione 2010-11.
Infine da segnalare la richiesta di archiviazione del pm di Genova per gli ex giocatori del Genoa Criscito, Milanetto, Dainelli e Palacio, indagati per ipotesi di frode sportiva nell’ambito dell’indagine sulla presunta combine per il derby Genoa-Sampdoria dell’8 maggio 2011. Analoga richiesta è stata formulata anche per il capo ultrà genoano Massimo Leopizzi, accusato di favoreggiamento in relazione a dichiarazioni su una vicenda già prescritta, quella relativa alla combine Genoa-Venezia del 2005. L’inchiesta era nata in base a intercettazioni telefoniche che erano state fatte dalla procura di Cremona nell’ambito di presunte scommesse illecite nel mondo del calcio.

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