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Il gusto a Corte Successo per la sagra di Corte de' Cortesi

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“Il gusto a Corte”: un titolo indovinato quello della Sagra settembrina di Corte de’ Cortesi tenutasi nella giornata di domenica 23 settembre. Organizzata dall’oratorio e dalle associazioni di volontariato, ha avuto come scena piazza Vittorio Veneto, facente parte della cinta del vecchio castello del quale non rimane traccia, e l’oratorio San Giovanni Bosco.

Dalle 10 alle 19, una trentina di espositori tra artigiani, negozianti, commercianti del paese ed altri provenienti dal Cremonese e dal Bresciano, hanno partecipato alla mostra-mercato con una gamma diversificata di prodotti: abbigliamento, alimentari, prodotti biologici, erboristeria, mobili ed articoli  per la casa. Tra gli stand, quello dell’Avis locale, guidato da Piercarlo Parmigiani, in comunione con L’Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) e  quello delle suore Adoratrici di Marzalengo di Castelverde. Due le mostre di pittura allestite in piazza con le opere di Ennio Maino di Brescia e di Battista Zani di Verolavecchia.  In mattinata, per fare conoscere i luoghi caratteristici del Comune, si è tenuta una  biciclettata aperta a tutti lungo i percorsi dell’Oglio cui ha fatto seguito l’aperitivo in piazza.

Nel pomeriggio ci sono state le premiazioni del concorso “Ortoland”. All’insegna dello svago proposto a grandi e piccini, sono stati allestiti giochi tra cui una gara di briscola e scivoli gonfiabili. In apposito recinto si trovava un vitellino il cui controvalore in euro è stato assegnato a chi ne ha indovinato il peso.

Dalle 17 in poi ci sono state le degustazioni in piazza di piatti di antica tradizione culinaria della  nostra terra: “Pulèenta e Butòon de’ paiàs”.  Il Salumificio Pirolo di Robecco d’Oglio ha offerto le salamelle cucinate su un letto di cipolle, secondo i canoni,  dalla trattoria “Il Gabbiano” di Corte.

La polenta, morbida al punto giusto, secondo tradizione doveva figurare in abbondanza sui piatti con al centro, allineati in verticale, i “butòon”, rotelle fresche di salsiccia cucinate in padella che, durante la cottura, assumevano una forma leggermente conica.

Il giallo della polenta e i “bottoni” rossi della salsiccia, nel cui incavo veniva messo un po’ di sugo,  richiamavano il costume del pagliaccio, da cui il nome.

Il recupero del piatto tipico, caduto nel dimenticatoio da parte delle famiglie e dai  numerosi ristoranti e trattorie del Cremonese, è stato ottimamente proposto da Gianni Fontana, proprietario del nominato ristorante.

Per l’ora di cena è stato allestito uno spiedo che ha visto la presenza di numerosi estimatori  all’interno della sala polivalente.

Presso l’oratorio cortesino, oltre alla “Pesca del dolce”,  è stata allestita una rassegna di trattori d’epoca.

Soddisfatto il sindaco Luigi Rottoli. “il numero degli espositori- ha detto- dimostra l’interesse da parte dei commercianti. E’ un buon auspicio per le edizioni future. La gente ha partecipato attivamente e in piazza sono giunti anche gli anziani del paese. Si tratta di un’iniziativa nella quale crediamo e che cercheremo di portare avanti”.

Angelo Locatelli

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