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Scuole da accorpare, "solo logiche politiche" Insegnanti e genitori della Virgilio contro il dimensionamento scolastico

SCUOLA-MEDIA

Lunedì il Consiglio di Istituto della scuola media Virgilio ufficializzerà il suo no al dimensionamento scolastico votato dal Comune di Cremona e da quelli limitrofi. Un duro documento condiviso da insegnanti, personale Ata e genitori – per i quali sono previste assemblee informative – nel quale viene confutata la validità dello schema di 5 istituti comprensivi, dalle materne alle medie che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo settembre. Un documento definito “inaccettabile e incongruente”, inattendibile sul piano numerico in quanto crea Istituti destinati a breve a diventare macroscopici (la Campi ad esempio, con 1600 alunni) ed altri destinati al sottodimensionamento (Virgilio e Vida). “Nell’ottica di una verticalizzazione dei cicli di istruzione – afferma il documento della Virgilio – che abbia una motivazione pedagogica, è incomprensibile il fatto che nel secondo IC sia completamente assente un Ordine di Scuola, quella dell’infanzia”, ed inoltre sembra assente una logica territoriale nella distribuzione degli alunni, basti vedere l’elementare don Mazzolari convogliata sulla media di Sesto, anzichè sulla Vida, su cui da sempre si indirizzano i residenti del quartiere Zaist. A Sesto cremonese, appunto, arriverebbero in pochi anni 887 alunni da varie elementari, ma la sua capienza ad oggi è di 160. Come farà ad accoglierli?

La risposta che trapela dalle amministrazioni comunali coinvolte è che il piano ha un valore puramente formale e di fatto i genitori iscriveranno i figli dove vorranno. “E allora a chi giova?” si chiedono alla Virgilio, che da istituto da 1000 alunni verrà a breve dimezzato col rischio di scomparire con tutte le conseguenze in termini di stabilità dei docenti ed organizzazione. “Il Piano proposto – afferma ancora la Virgilio – rappresenta un progetto già in partenza fallimentare, destinato al totale insuccesso nel corso degli anni, a cui bisognerà mettere mano di anno in anno, per accorpare e dividere, ancora una volta, creando le condizioni per una perenne instabilità. Per percorrere la strada di un nuovo assetto territoriale della rete scolastica è necessario agire con tempi e modalità diverse, che vanno rivendicate con forza e con autonomia politica (…) La verticalizzazione non può essere solo un’esigenza politica, ma una strategia migliorativa per il servizio”. E non esiste una legge – afferma ancora il Consiglio di Istituto – che obblighi a procedere alla verticalizzazione, a differenza di quanto sostenuto dai sindaci, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso. Il Comune di Cremona sembra avere molta fretta di approvare il piano di dimensionamento per poi inviarlo in Provincia per il via libero definitivo.

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