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Ecco gli eredi di StradivariVincono la Triennale la svizzera Dederer,il tedesco Hinsberger e il cremonese Nolli

triennale

Cinque secoli dopo la nascita del violino e 300 anni dopo Stradivari e Guarneri, Cremona incorona i migliori liutai del ventunesimo secolo. Le premiazioni, giovedì sera al Teatro Ponchielli, del XIII Concorso Triennale Internazionale, una rassegna così importante da essere ritenuta l’Olimpiade della Liuteria, hanno visto le medaglie d’oro assegnate al tedesco Ulrich Hinsberger nella categoria violini ed al cremonese Marco Nolli tra i contrabbassi mentre, Ulrike Dederer, tedesca residente in Svizzera, imponendosi nella sezione viole, diventa la prima donna ad iscrivere il proprio nome nella storica manifestazione promossa, dal 1976, dalla Fondazione Stradivari.

È questo il tratto di maggior novità di un’edizione del Concorso capace, a dispetto della crisi, di affermare nuovi record di partecipazione: ben 355 costruttori in gara, da 34 Paesi. Seguendo le tracce dei 462 strumenti iscritti si potrebbe compiere agevolmente il giro del mondo! Se l’Italia è stata la nazione più rappresentata, è interessante osservare come anche in Cina e Giappone stia crescendo una nuova leva di liutai: sono stati, infatti, rispettivamente 29 e 37 i concorrenti provenienti dai due Paesi asiatici. Forti di una solida tradizione, le nazioni Europee e gli Stati Uniti hanno visto una presenza numerosa, ma stanno emergendo anche nuove realtà, come l’Australia, Cuba o Israele.

Anche il medagliere evidenzia il carattere internazionale della competizione: i costruttori premiati nelle quattro sezioni – violino, viola, violoncello e contrabbasso – rappresentano ben 9 nazioni.

Ad una partecipazione tanto numerosa è corrisposto un livello qualitativo altrettanto elevato. Così, benché il regolamento imponesse parametri severi affinché la medaglia d’oro fosse assegnata solo agli strumenti che avessero raggiunta l’eccellenza tanto nella qualità artigianale quanto nella resa sonora, sono stati riconosciuti ben tre primi premi.

A dispetto di un’arte liutaria ormai diffusa, tuttavia, traspare nell’opera degli artigiani migliori il netto riferimento alla liuteria classica cremonese. “Lo studio del lavoro dei grandi maestri italiani del passato, soprattutto cremonesi – osserva Ulrike Dederer – è indispensabile affinché i costruttori di oggi possano trovare un proprio stile nell’arte della liuteria”. Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù sono i modelli cui si ispira anche Ulrich Hinsberger, che aggiunge “Al giorno d’oggi, grazie ai metodi di rilievo – è possibile modellizzare gli strumenti classici, arrivare a una profonda comprensione delle proporzioni e dell’estetica di questi grandi capolavori” ed aggiunge “Non voglio reinventare il violino! Al limite vorrei lasciare un segno in un sistema maturo: sono sempre stato affascinato dai capolavori classici, così come dai migliori strumenti contemporanei”.

Lo Stradivari del contrabbasso è, invece, Marco Nolli: già medaglia d’oro nel 1988, è il primo artigiano a conquistare due vittorie nella stessa categoria. È interessante osservare che tanto Nolli quanto Dederer sono stati allievi della Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona ed hanno svolto apprendistato nelle botteghe cittadine. Hinsberger ha, invece, frequentato la scuola di Mittenwald.

Il verdetto della giuria – coordinata da Paolo Salvelli, presidente della Fondazione Stauffer, e composta dai musicisti Julius Berger, Akiko Yatani, Ludwig Müller, Franco Petracchi, Vera Tsu e dai liutai Gregg Alf, Peter Beare, Jean-Jacques Rampal, Luca Sbernini e Alessandro Voltini – è giunto dopo diverse selezioni.

La prova acustica finale, in particolare, è stata condotta sul palco del Teatro Ponchielli, perché meglio emergessero la bellezza del suono, la capacità di emissione e la facilità di esecuzione di ogni strumento.

Proprio le qualità timbriche hanno propiziato il successo di Ulrich Hinsberger nella sezione violini. Oltre alla medaglia d’oro ha conquistato, infatti, anche il premio “Water Stauffer” per la miglior resa sonora.

Nonostante la perfetta realizzazione artigianale, attestata dalla conquista dei premi messi in palio dall’“Amministrazione Provinciale di Cremona” e dall’Associazione dei Liutai Polacchi“Zwiazek Polskich Artystow Lutnikow”, il violino di Nicholas Gooch si è classificato al secondo posto, precedendo lo strumento dello spagnolo Gonzalo Bayolo.

Nella sezione viole hanno completato il podio il francese Charles Coquet e il tedesco Florian Geyer. Non assegnato l’oro nella categoria violoncelli, dove il polacco Krzysztof Krupa ha superato l’italiano Lorenzo Rossi. Si è, infine, tinto di rosa anche il podio dei contrabbassi con la piazza d’onore di Marianne Lenzini. Terzo il rumeno Francisc Gyorke.

Meritata la menzione speciale, messa in palio dall’Associazione Liuteria Italiana, attribuita a Marco Osio, per aver presentato una viola che, “pur nel rispetto delle tradizioni della cultura italiana, reca segno dello studio, della ricerca, della progettualità e della personalità dell’artefice”. Tra i costruttori under 30 si è imposto il giapponese Matsukami Ippei, mentre Luca Baratto si è aggiudicato il premio “Sabino Preti”, offerto da Confartigianato Imprese Associazione Artigiani Cremona al miglior cremonese nella sezione violoncello.

Tutti gli strumenti in gara saranno esposti, fino al 14 ottobre nel Padiglione delle Esposizioni Temporanee del Museo del Violino. La mostra sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18. Inoltre saranno pubblicati, a colori, sul catalogo del Concorso, una testimonianza autorevole e preziosa della liuteria del ventunesimo secolo.

Infine tutti gli esemplari premiati con medaglia d’oro entreranno stabilmente nella collezione di liuteria contemporanea della Fondazione “Antonio Stradivari”, che dalla prossima primavera sarà ospitata nel Museo del Violino, una nuova struttura capace di raccontare in modo approfondito ed emozionante, attraverso un confronto diretto con gli strumenti ed i loro artefici, cinque secoli della liuteria cremonese.

I VINCITORI


Ulrike Dederer, nata a Stoccarda nel 1969, frequenta la Scuola  Internazionale di Liuteria di Cremona sotto la guida di Vincenzo Bissolotti.  Durante l’ultimo anno di corso affina le proprie abilità nella bottega di Francesco Bissolotti. Quindi, per oltre dieci anni, lavora come restauratrice nelle botteghe di Jecklin a Zurigo e di Machold a Vienna: acquisisce esperienza e trae ispirazione dai grandi liutai del passato. Dal 2005 vive a Zurigo e si dedica alla costruzione di strumenti nuovi, con montatura moderna o barocca, realizzati secondo l’antica tradizione cremonese. Ha ottenuto premi significativi alla XII Henryk WieniawskyViolin Making Competition di Poznan (terza classificata, 2011), al Concours Etienne Vatelot di Parigi (finalista, 2011), alla  Jakobus Stainer Violin Making Competition di Hinterzarten (vincitrice, 2012).

Ulrich Hinsberger, nato nel 1967 a Illingen/Saar, Ulrich Hinsberger si diploma con lode presso la Scuola di Liuteria di Mittenwald nel 1990. Successivamente, a Monaco e Tubinga, consolida  le proprie abilità ed estende le proprie competenze al restauro degli strumenti ad arco. Nel 1993 ottiene la qualifica di Maestro dalla Handwerkskammer di Norimberga. Libero professionista dal 1994, nel 1997 apre la  propria bottega a Biberach/Ringschnait, in Oberschwaben. Da sempre è impegnato nella costruzione di strumenti ad arco di alta qualità, riconosciuta da numerosi premi vinti in diverse competizioni internazionali di liuteria.

Marco Nolli nasce a Cremona nel 1964. Nel 1983 si diploma alla Scuola Internazionale di Liuteria “A. Stradivari”. Successivamente si perfeziona presso la bottega del Maestro Giorgio Scolari dove elabora una propria cifra stilistica. Parallelamente prosegue gli studi musicali intrapresi fin dall’adolescenza. Partecipa con successo a prestigiosi concorsi di liuteria italiani ed esteri, dove consegue significativi premi e riconoscimenti artistici, in prevalenza  nella sezione contrabbasso. Proprio in questa categoria conquista, alla V Triennale, nel 1988, la medaglia d’oro, fino ad allora mai assegnata. Nella bottega in via Aselli, a Cremona, oltre alla costruzione di tutta la famiglia degli archi si dedica alla riproduzione di strumenti antichi ed al restauro.

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