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Approvato il piano di dimensionamento delle scuole

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La Giunta Comunale ha approvato il piano di dimensionamento delle scuole dell’Ambito 9 del distretto scolastico, così come elaborato in collaborazione con i Comuni dell’Ambito stesso, che prevede l’istituzione di cinque Istituti Comprensivi.

“I Comuni dell’Ambito – si legge nel comunicato – avrebbero potuto, come avvenuto altrove, procedere all’istituzione degli istituti comprensivi già nella prima fase (in molte province i nuovi istituti sono già funzionanti da questo anno scolastico), ma hanno deciso di rinviare proprio per valutare meglio la situazione, considerando le complessità del nostro territorio. Questo ha portato, dopo avere ascoltato i pareri di molti dirigenti scolastici e dei sindacati, a decidere per la costituzione di cinque Istituti Comprensivi anziché quattro, come era stato inizialmente proposto“.

“Tale decisione – prosegue il Comune – risponde alla volontà di evitare la nascita di istituti sovradimensionati, nonché di limitare i costi dell’operazione (in particolare preservando un posto da dirigente e uno di direttore amministrativo, oltre al personale amministrativo e ATA) in una fase in cui le scuole devono già subire una drastica diminuzione di risorse, e in un territorio che aveva già proceduto in passato alle necessarie razionalizzazioni.

Inoltre, nel territorio extraurbano esistono già alcuni istituti comprensivi con un numero di alunni basso (in particolare Pizzighettone e San Bassano), rispetto ai quali è possibile che già nei prossimi anni la Regione chieda nuovi interventi, che potrebbero presupporre ulteriori riorganizzazioni.

Come è stato più volte raccomandato dai dirigenti scolastici e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, il disegno degli istituti comprensivi si è basato innanzitutto sui flussi di utenza (per ogni scuola primaria si è analizzato verso quali scuole secondarie si dirigono in prevalenza gli alunni), e sul territorio (cercando per quanto possibile di individuare aree omogenee della città), ma considerando anche due elementi:

1) da un lato la scuola Campi ha subito negli ultimi anni una progressiva perdita di utenza, e quindi i flussi attuali non rispecchiano il bacino di utenza storico ne’ le potenzialità della scuola, che si è ritenuto opportuno valorizzare, considerando anche l’ingente investimento economico dell’Amministrazione per il suo recupero negli anni Novanta;

2) dall’altro la scelta dei cinque istituti comporta l’assegnazione del quinto istituto alla media di Sesto, situata fuori città. A questa scuola risultano naturalmente collegati i plessi di Spinadesco, Acquanegra e anche Cavatigozzi dove dall’anno scorso sono affluiti gli scolari della ex primaria di Spinadesco. La formulazione della proposta dei cinque plessi, così come ultimamente definita, ha trovato il consenso unanime dei sindaci coinvolti. Essi hanno ragionato anche in funzione del tema, che tutti i piccoli comuni dovranno affrontare nei prossimi mesi, delle gestioni associate di servizi e funzioni. Tuttavia, a causa degli standard imposti dalla normativa (minimo 1.000 alunni), questo istituto non ha i numeri per reggersi da solo e quindi risulta necessario aggregare ad esso uno o più plessi di città”.

“La delibera approvata dalla Giunta – si legge ancora nel comunicato stampa – è il risultato di un percorso di consultazione, durato quasi un anno e mezzo, condotto in modo partecipato dall’Assessore alle Politiche Educative del Comune di Cremona insieme ai Sindaci dei Comuni dell’Ambito 9, coinvolgendo attraverso numerosi incontri di consultazione i dirigenti scolastici, i presidenti dei Consigli di istituto e le organizzazioni sindacali (in due diversi incontri), oltre che, come naturali interlocutori, l’Amministrazione provinciale e l’Ufficio Scolastico Territoriale.

Questo sforzo di condivisione, che molti Comuni della Regione non hanno compiuto in ugual misura, è stato riconosciuto ed apprezzato pubblicamente da molti dei soggetti coinvolti. Inoltre, gli stessi dirigenti scolastici e le organizzazioni sindacali hanno mostrato piena comprensione di un processo che non parte dall’Ente locale ma dal Governo centrale.

Una volta realizzati gli accorpamenti, se una famiglia, al termine dei cinque anni di scuola elementare, vorrà iscrivere il figlio ad una scuola media che fa parte di un altro istituto comprensivo potrà farlo”.

Ribadito l’impegno politico da parte del sindaco Oreste Perri e dell’assessore alle Politiche Educative Jane Alquati a fare presente in Regione, di comune accordo con l’assessore provinciale all’Istruzione Paola Orini, le criticità presenti sul territorio e ad illustrare le proposte avanzate dal consiglio di istituto della Scuola “Virgilio”.

Nel frattempo l’Amministrazione Comunale tranquillizza le famiglie rispetto alla possibilità di continuare a scegliere liberamente il percorso di studi che opzioneranno, assicurando loro che gli uffici comunali e provinciali, nonché l’Ufficio Scolastico Territoriale, sono a completa disposizione per ogni informazione ed ulteriore chiarimento.

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