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Dopo oltre 200 anni chiude la gioielleria Poli di via Mercatello, si spegne una delle insegne più prestigiose

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Foto Francesco Sessa

Chiuderà probabilmente tra qualche mese un negozio storico di Cremona, uno dei più rappresentativi della tradizione orafa e mercantile della città. E’ la gioielleria Poli (di Poli e De Micheli) di via Boccaccino, oltre duecento anni di storia alle spalle.” L’eventuale decisione – ci dicono i titolari – è dovuta a scelte di famiglia. Stiamo ragionando sull’eventualità di cessare l’attività, tra breve procederemo ad un vendita promozionale poi faremo le nostre considerazioni”. Oltre duecento anni di storia, un nome conosciuto in tutta Italia per la qualità delle lavorazioni, dell’argenteria, delle produzioni uniche ricercate attraverso la valorizzazione di maestri creatori indipendenti. Probabilmente chiuderà i battenti un negozio che sicuramente dava prestigio a tutta la zona di via Mercatello e del centro cittadino. Gli attuali gestori del negozio sono la terza generazione di una famiglia di orefici e argentieri che avviò l’attività nel 1804  quando un decreto napoleonico obbligò tutti gli esercenti della zona al deposito del marchio, il cosiddetto “punzone” (quello del negozio, riportava un pesce). Se ne occupò un certo Pedroni, che i documenti dell’epoca definiscono “lavorante della Fabbriceria del Duomo, legnamaro (artgiano del legno) ed argentiere. Gli successe Luigi Guarneri, che svolse commissioni per conto del Comune, in occasione della premiazioni pubbliche anche di nobili, mentre Palmiro Virginio Poli, nonno di Diletta, attuale titolare, rilevò l’attività all’inizio del Novecento.

Con l’acquisizione della ditta Luigi Guarneri succeduto a Pedroni (inizio secolo XX) avviene la graduale trasformazione e specializzazione in gioielleria e la nuova insegna della ditta risulta “Ditta L. Guarneri successore a Pedroni di P.V. Poli, orefice e gioiellerie in contrada Mercatelli”. Ricordiamo che una “vicinia Mercatelli” è ricordata negli antichi libri fin dal 1252 ed era così denominata perchè vi si esercitava il mercato e perchè numerose erano le botteghe. Più numerose, però, dovevano essere quelle dei ferramenta e dei fabbri se, nel 1751, nel volume di Estimo troviamo che la via figura come contrada Mercatello de’ Ferrari (cioè dei fabri ferrai) e così anche nel Comparto del 1788.
La facciata esterna dell’edificio di via Mercatello 14, con struttura in ferro battuto, è il risultato dell’intervento effettuato nel periodo 1910-1915 sulla precedente struttura ottocentesca. L’immobile ha la struttura della casa-bottega: negozio al pianoterra e abitazione del titolare ai piani superiori.
L’arredamento della sala principale è opera della bottega cremonese di Paolo Bassani, che così si firma: “Paolo Bassani fabbrica di mobili comuni e di lusso – Porta Venezia – Corso Stradivari – Cremona” ed è così composto: una grande mobile vetrina a doppio angolo con cristalli curvati, banco di vendita, 2 poltrone, 2 sedie, tavolino ovale, divano e specchiera. I lampadari a soffitto e la grande cassaforte LIPS-VAGO (come tutto l’arredamento) risalgono al periodo 1910 -1915.
L’oreficeria si è sviluppata attraverso la successione dei maestri:
* Guarneri: gioielliere della borghesia e nobiltà cremonese;
* P.V. Poli: orafo, gioiellerie, Cavaliere della Repubblica, valente argentiere, specializzato nella realizzazione di catene d’oro e titolare di un laboratorio con ben diciotto lavoranti (la sua firma si trova su un intervento di restauro del più importante manufatto cremonese: la Grande Croce del Duomo di Cremona, tre metri di altezza per 500 chili di peso)) è co-protagonista per più di due secoli nelle vicende della Cremona orafa ed argentiera.
L’attuale P.V. Poli fa ricerca e proposte non tanto attraverso le cosiddette “firme” ma riscoprendo e valorizzando botteghe e maestri e quel mondo che appartiene ai creatori indipendenti. Dalla collaborazione nascono proposte nuove ed esclusive.
Oltre alla tendenza, è presente il lato storico e scientifico. Possiede un suo laboratorio di analisi, archivio sia cartaceo che di manufatti di interesse generale, per l’intero settore e per quello cremonese in particolare.
Ha collaborato con il Comune di Milano, in occasione della mostra “Il settecento lombardo”, tenutasi a Palazzo Reale.
Nel 2003 la ditta ha vinto il prestigioso premio “Un secolo d’impresa”, istituito dalla Camera di Commercio di Cremona, per le imprese della provincia, la cui attività risultasse avviata, almeno dal 1925.

 

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Commenti
  • Non ho parole. Grande grandissima stima.

  • Marzio

    Ma che ragioni di famiglia….e la nuova generazione che nn vuole continuare visto i conti correnti ….piu ne hanno piu piangono…

    • Quaqquaraqquà

      Sparisci

  • Paolo Mantovani

    Un colpo al cuore per la città…
    E’ un negozio che grazie alla storia e alla competenza dei titolari da un valore aggiunto a tutto il centro.

    • Marzio Tenca

      sicuramente è stata una decisione dolorosa, tutto il centro ne risentirà, oltretutto è un altro pezzo della nostra storia commerciale che va perso; un vero peccato.

  • Salvatore

    Mi dispiace…..sarebbe stato bello almeno arrivare alla fine dell’anno…
    Sarà davvero triste via mercatello senza le splendide e attraenti vetrine impreziosite dai gioielli…Poli
    e per noi parrucchieri Jean louis David che siamo a fianco ci mancherà un pezzo di storia della mitica gioielleria
    Poli……
    Dio vi benedica…

  • TRA COLLEGHI
    http://www.cremonaoggi.it dà notizia della probabile chiusura di un negozio storico (200 anni) del centro di Cremona. Spiace. Tranne a un collega, che spedisce il commento: ma che ragioni di famiglia…è la nuova generazione che nn vuole continuare, visto i conti correnti…..più ne hanno più piangono.
    Se l’avesse scritto uno di noi, pronta legnata dagli Ascomiti!

    Cremona 08 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • bis raner

      Ma dove sta scritto si tratti di un collega???
      Può essere… ma spero davvero di no!

      • Marzio Tenca

        Vorrei precisare una cosa, colui che si è citato come Marzio e vedo che qualcuno ha subito ha dubitato che fossi io( vi ringrazio molto per questo), non sa che il rispetto che porto nei confronti dei miei colleghi, indipendentemente dalla categoria commerciale, è infinto. Pertanto colui che ha scritto determiante MINCHIATE, non sono sicuramente io.

  • patrizia

    Grazie Cozzaglio per aver sottolineato lo squallido commento di questo tizio cui difettano educazione e intelligenza. Per parte mia avrei voluto subito rispondergli, ma non volevo accendere una polemica con un soggetto inqualificabile. Certuni fanno tutto da soli.

    • Marzio Tenca

      Grazie Patrizia, io non uso pseudonimi e alcune volte scrivo solo il mio nome di battesimo. Io personalmente non so chi sei, cmq ringrazio anche lei per aver dubitato che fossi quel “Marzio”. Da questo momento metterò ogni volta Nome e Cognome come dovrebbero fare tutti. Una cosa, Sig.ra Patrizia, vorrei informaLa che chiunque potrebbe usare il suo nome e scrivere PUTTANATE di ogni tipo comprese quelle che ha scritto un certo “Marzio” che non sono sicuramente io. Se lei ha dubitato di me ed è una collega è ancora peggio. Ringrazio anche il Sig. Cozzamiglio che come sua solita grande lungimiranza ha saputo subito individuare in me la persona in oggetto questo significa pesare le persone per quello che sono.

  • mat

    Scusate ma non capisco perchè si evidenzia la presunta contraddizione tra “ragioni di famiglia” e “la nuova generazione non vuole continuare”.
    Queste non sono forse ragioni di famiglia?
    Cmq questo è il libero mercato, negozi che chiudono, altri (in questo periodo meno – per congiunture economiche sfavorevoli) aprono. Ci mancherebbe altro. Se nessuno chiudesse non ci sarebbe spazio per altri.
    Poi ognuno può dispiacersi per motivi personali, di legame con i proprietari ecc… ma questo è un altro discorso.