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Uno Stradivari per Francesca Dego al Museo Civico

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Il trillo del diavolo, di Giuseppe Tartini, è l’opera preferita di Dylan Dog che, nella serie a fumetti, ne accenna spesso la melodia con il suo clarinetto. In un episodio, una giovane e bella violinista suona sotto la direzione del un vecchio compositore.

Francesca Dego, nata a Lecco nell’89, ha tanto talento da essere una stella affermata del concertismo internazionale ed anche il physique du rôle per sembrare una eroina tratteggiata dalla matita del disegnatore Tiziano Sclavi.

Non v’è, invece, nulla di più reale ed autentico del “trillo del diavolo” che Francesca, accompagnata al pianoforte da Maria Grazia Bellocchio, proporrà domenica 14 ottobre, alle 11, nella sala San Domenico del Museo Civico di Cremona – in apertura della straordinaria audizione con il violino ex Bavarian, 1720, di Antonio Stradivari.

Quindi tutta la tavolozza timbrica dello strumento sarà dispiegata nella Sonata n. 2 in do minore, op. 30 scritta da Beethoven nel 1802 e segnata dal turbamento provato dal musicista per la sordità che iniziava a manifestarsi in tutta la sua gravità. Infine la Sonata per violino e pianoforte di Debussy abbandona gli stilemi impressionisti in virtù di uno melodismo plastico e denso di chiaroscuri sviluppato attraverso cellule melodiche fondamentali continuamente riproposte e modificate.

La complessità del programma è una doppia cartina al tornasole: del talento dell’interprete e della straordinaria qualità dello Stradivari. Il concerto è, infatti, promosso da Assessorato alla Cultura del Comune di Cremona, Fondazione Stradivari e Cremonabooks  nell’ambito della rassegna “Antonio Stradivari faciebat”, singolare connubio tra interpreti emergenti del concertismo internazionale e strumenti preziosi per riscoprire la storia del massimo liutaio di tutti i tempi.

Il violino ex “Bavarian” è un capolavoro della maturità, di quel periodo dal 1710 al 1720 non a caso definito aureo. Nell’andamento delle linee del bordo della tavola e del fondo, nel rapporto fra la lunghezza delle tavole e la loro larghezza, nelle dimensioni delle punte, nel posizionamento dei fori di risonanza ed infine nell’equilibrio fra dimensioni della testa e della cassa, costituisce il raggiungimento di un rapporto armonico nelle dimensioni di tutte le parti che lo costituiscono.

Se questo si configura come il traguardo di un lungo cammino, allora è implicito che quella ricerca formale di rapporti nelle dimensioni, di modellatura delle bombature, di ampiezza del petto della tavola armonica non può che tradursi in un risultato altrettanto significativo per la sonorità dello strumento.

Ebbe proprietari illustri, ad iniziare da Ludwig II di Baviera. E’ esposto al Museo Civico di Cremona, nell’ambito del progetto friends of Stradivari, network internazionale promosso dalla Fondazione Stradivari tra quanti collezionano, suonano, studiano o semplicemente amano i capolavori dei grandi liutai cremonesi.

Il biglietto per assistere al concerto costa 3 Euro oltre alla normale quota d’ingresso al Museo Civico; può essere acquistato in prevendita presso il Bookshop del Museo (via Ugolani Dati, 4 – tel. 0372 803622 – bookshopcr@gmail.com) o la Libreria Cremonabooks (Largo Boccaccino 12/14 – tel. 0372 31743).

DOMENICA 14 OTTOBRE 2012
Museo Civico, Sala San Domenico – ore 11

Francesca Dego, violino
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte

violino ex “Bavarian”
Antonio Stradivari 1720
presentazione dello strumento a cura di
Fausto Cacciatori
conservatore della collezione “friends of Stradivari”

FRANCESCA DEGO

Nata a Lecco nel 1989 è considerata dal pubblico e dalla critica fra le migliori giovani interpreti italiane della nuova generazione. La sua carriera in rapida ascesa l’ha portata negli ultimi anni a esibirsi da solista e in formazioni cameristiche in numerosi concerti sia in Italia che all’estero (Stati Uniti, Cina, Messico, Argentina, Uruguay, Israele, Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera).

Vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, nel 2008 è stata la prima violinista italiana ad entrare in finale al Premio Paganini di Genova dal 1961 aggiudicandosi inoltre il premio speciale “Enrico Costa” riservato al più giovane finalista. ,

Salvatore Accardo l’ha definita  da «uno dei talenti più straordinari che io abbia incontrato. Possiede una tecnica infallibile e brillante, un suono bello, caldo e affascinante, la sua musicalità è al tempo stesso fantasiosa e molto rispettosa del testo».

MARIA GRAZIA BELLOCCHIO

Compie gli studi musicali al Conservatorio G. Verdi di Milano con Antonio Beltrami e Chiaralberta Pastorelli, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Si perfeziona quindi alla Hochschule di Berna con Karl Engel ed a Milano con Franco Gei.

Suona regolarmente per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e straniere. Il suo repertorio spazia da Bach ai giovani compositori contemporanei. Collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli. Ha inciso per Ricordi e Stradivarius. Affianca agli impegni concertistici un’intensa attività didattica.

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