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All'ex Scac il cantiere resta fermo All'Armaguerra degrado sotto i pannelli fotovoltaici Una grande mostra sull'ex Cremona industriale

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Nelle foto di Davide Magri l’ex Scac

Il Gruppo Toto non ritira la concessione edilizia per l’ex Scac di via Sesto. La conferma arriva direttamente dall’assessore al Bilancio Roberto Nolli che, in fretta e furia, ha dovuto tagliare e rabberciare il conto economico del Comune: non arriverà per il momento il milione di euro di oneri di urbanizzazione per l’intervento nella vasta area di proprietà del gruppo Toto. Più volte sindaco e vice sono intervenuti perchè la società ritirasse la concessione ma, con questa situazione economica, con la contrazione dei consumi (tra l’altro nell’ex Scac era prevista una vasta area commerciale e alcuni spazi erano già stati prenotati, ad esempio da “maisons du monde”), con la crisi nel comparto dell’edilizia, investire nel settore e specialmente a Cremona diventa un problema. Si pensi a cosa sarebbe costato smaltire l’amianto dell’ex Scac. Perché ritirare una concessione per un cantiere che devi avviare entro due anni, pena la decadenza, in simili condizioni? D’altra parte in città ci sono milleottocento appartamenti vuoti . Buona parte sul mercato per la vendita, diversi per l’affitto e circa trecento “non in buono stato” quindi per il momento non abitabili, secondo una stima di un gruppo di professionisti che sta analizzando le difficoltà del mercato immobiliare cremonese. Sempre gli stessi professionisti stimano altre mille-millecinquecento abitazioni in arrivo sul mercato nei prossimi due anni con le realizzazioni e le progettazioni in corso: lottizzazione Incrociatello, ex Piacenza Rimorchi, ex Snum di via Cadore, ex Consorzio Agrario, ex casette di via Mosa, via Trebbia-parco del Morbasco, via San Rocco ecc. Nel settore dell’edilizia in due anni, nella nostra provincia, 113 imprese hanno cessato la loro attività. Sempre in due anni, 503 operai iscritti hanno terminato il loro rapporto di lavoro e non hanno più posizione. Nel settore le ore di cassa integrazione (sempre riferito a due soli anni di crisi) hanno avuto un aumento del 213%. In Comune si prosegue purtroppo con l’idea di costruire ex novo (vedi il progetto Cremona Hub).

Ricordiamo poi che i metri quadrati destinati al commercio nell’ex Scac solo oltre diecimila, insieme sono una grande piastra commerciale, grossa più della metà di Cremona Po (che è 18.830 metri quadrati) seppure distribuita in 8 parallelepipedi diversi. Anche le multinazionali del settore hanno rallentato gli investimenti (si pensi ad esempio alla francese Decathlon già a Brescia, a Mantova, a Piacenza, a Fidenza e tentato dall’arrivo nel cremonese). Anche per la riqualificazione dell’ex Armaguerra, di proprietà di una immobiliare milanese e collocata poco lontano dalla Scac sulla rotonda della Paullese,  è stata gettata la spugna. I tetti in amianto sono stati bonificati e sono stati installati pannelli che hanno così permesso un redditizio megaimpianto fotovoltaico su oltre tredicimila metri quadrati. Sotto però è tutto abbandonato.

Intanto venerdì si inaugura in Comune la splendida mostra “Scac. Un pezzo della nostra storia”. Questo il titolo della mostra fotografica che sarà ospitata nella Sala Alabardieri di Palazzo Comunale dal 17 al 28 ottobre prossimo (ingresso libero dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18, la domenica dalle 10 alle 18). Curata e allestita dal fotografo Davide Magri. Le immagini di Magri sono davvero pezzi di cronaca della Cremona di un tempo.

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Commenti
  • Francesco Sessa

    Complimenti a Davide per il lavoro svolto.

  • patrizia

    Ops!!!
    Ma vuoi vedere che se la decennale ondata speculativa dei grandi gruppi immobiliari-cementificatori si ferma, ai politici dovrà pur venire in mente di ripensare alle città in un modo diverso??? Vale a dire a come far diventare attrattivo investire nei centri storici per store diffusi, recuperando non solo il patrimonio immobiliare esistente ma anche lo stile di vita dei cittadini??

  • roby27

    in una piccola città come cremona dove le case sfitte o in vendita sono centinaia,mi pare assurdo cotruire ancora grandi realizzazioni.anche in un momento in cui il”mattone”ha sùbito un calo nelle vendite,vista la crisi delle famiglie.si dovrebbero recuperare questi luoghi ormai in disuso da molti anni facendo parchi o posti di aggregazione per la gente.non ecomostri o palazzoni inutili
    ps
    complimenti per la mostra che di sicuro andrò a vedere per conoscere una cremona che non esiste piu ma di cui ho sentito parlare.

  • oscar

    Anche perché, onestamente, un investimento commerciale di tale portata, in un area ed una città già ampiamente coperta, più di qualche pensiero brutto lo fa sorgere.

  • GIOVANNI

    RIAPRITE LA SCAC!! SAREBBE UNA SFIDA IN UN MOMENTO DI CRISI!!CI VUOLE UN IMPRENDITORE CON LE PALLE. IL MARCHIO E ANCORA ATTIVO!SALUTI