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Tifoso della Cremonese disse la verità, non c'è falsa testimonianza

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Un tifoso della Cremonese è stato assolto dall’accusa di falsa testimonianza al processo nei confronti di due supporters grigiorossi che erano stati condannati per gli episodi di violenza e lancio di oggetti pericolosi che si erano verificati in occasione del derby del Po del 27 marzo del 2006. Le dichiarazioni rese all’epoca da Paolo Maroni su uno degli imputati del processo avevano fatto sorgere dubbi nel giudice di primo grado che aveva disposto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza. Ieri il tribunale di Piacenza  ha pronunciato sentenza di assoluzione, così come è stato chiesto dal pm, secondo il quale l’imputato ha solo descritto l’accaduto. “Manca la prova che abbia partecipato e visto altri fatti”. Paolo Maroni ha quindi detto la verità, come ha sottolineato il suo legale, l’avvocato Massimo Tabaglio. “Il mio cliente ha descritto ciò che ha visto, considerando le condizioni di caos, il lancio di sassi e di fumogeni, e di poca visibilità di quella sera all’esterno dello stadio Garilli di Piacenza. Non ha coperto proprio nessuno e nemmeno ha voluto tranne in inganno il giudice sulla veridicità dei fatti”. Il primo processo per quegli episodi del marzo del 2006 si era concluso con la condanna di Paolo Bodini, 29 anni, e Diego Carotti, 27, entrambi ultras della Cremonese. Per Carotti la condanna a sei mesi è diventata definitiva, mentre quella per Bodini è stata riformata in appello.

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