Un commento

86enne chiede il rimborso del canone Rai: da nove mesi aspetta informazioni

anziana-agenzia-entrate-e

foto Francesco Sessa

Una storia di disservizi, ritardi e burocrazia. Oggetto, il canone Rai. O meglio il rimborso e l’esenzione che grazie alla legge 244 del 2007 (articolo 1, comma 132) le persone che hanno almeno 75 anni e un reddito annuo complessivo non superiore a 6mila e 700 euro possono richiedere. Protagonista della storia una signora 86enne cremonese – una delle tante – che guadagna al mese 600 euro di pensione. La “telenovela” inizia a gennaio quando le figlie compilano il modello per la richiesta di rimborso del canone (dal 2008 al 2011 sono circa 450 euro) e l’esenzione dello stesso a partire dal 2012 e – come procedura – inviano la documentazione all’Agenzia delle Entrate di Torino, sportello abbonamenti tv. Il 5 marzo la risposta delle Agenzie delle Entrate torinese: “L’istanza di esenzione dal pagamento del canone da lei presentata è stata accolta a decorrere dall’anno 2008. L’Agenzia delle Entrate comunicherà successivamente le modalità ed i tempi per il rimborso”. Passano quattro mesi e sul rimborso nulla. Le figlie, delegate dalla signora che fatica a muoversi da casa, si recano all’ufficio delle Agenzie delle Entrate di Cremona, sentendosi dire: “Non è di nostra competenza, andate all’Ascom e chiedete all’ispettore Rai che è all’associazione dei commercianti una volta al mese”. Dall’ispettore della Rai, stessa storia: “Non è di nostra competenza ma degli uffici locali e territoriali che garantiscono adeguata assistenza e informazione all’utenza”. Dunque, di nuovo all’Agenzia delle Entrate di Cremona: “Ci informiamo e poi vi facciamo sapere, intanto provate a chiamare il Call Center della Rai (199 123 000) o quello delle Agenzie delle Entrate (848 800 400)”. Ma dai numeri, a pagamento, più e più volte solo “si prega di riprovare” o “il numero è disattivato”.  Intanto, le figlie decidono di porre il quesito alla Rai, compilando l’apposito modulo on-line. La Rai risponde, e siamo a settembre: “La sua pratica è in fase di trattazione. Per tutte le informazioni relative a modalità e tempi di rimborso contattare il Call Center della Agenzia delle Entrate o recarsi presso gli uffici territoriali”. Insistendo al telefono, le figlie arrivano a ottobre e riescono a parlare con un operatore della Rai: “Deve chiamare l’altro numero, signora. Noi non diamo informazioni sui tempi del rimborso, ma essendo un pagamento dalla Stato posso dirle che i tempi di solito vanno da uno a sei anni”.
Una storia (l’ennesima) di lungaggini e di scarsa comunicazione all’interno dello stesso ente. Una storia indecente che riguarda persone anziane trattate a forza di rimpalli di competenze. Per avere una sola informazione. Per avere 450 euro. E la signora 86enne che su quel rimborso ci conta, da gennaio continua a ripetere: “Quando me li danno quei soldini che mi spettano?”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Il vecchio

    Ma non pagatelo e basta….